Mirko Spataro pone l’accento sulle difficoltà che il Trapani sta vivendo. I granata sono incappati nell’ennesima sconfitta della stagione, contro la Nuova Igea Virtus. Alla squadra di Salvatore Aronica non è bastato sbloccare il risultato con Sasanelli, che poco dopo si è fatto espellere. Questa è l’analisi dell’allenatore in seconda: “L’episodio dell’espulsione è stato decisivo, lo abbiamo visto tutti. Eravamo in vantaggio 1-0, è arrivata un’espulsione del genere e prendi subito gol. L’Igea è una grande squadra, una delle tre in corsa per vincere il campionato. La squadra ha fatto una prestazione di carattere e di ardore, meno dal punto di vista tecnico. Sul piano caratteriale la squadra ha dimostrato di esserci”.
Spataro e un Trapani ‘nomade’
Si parla anche delle assenze che stanno pesando. In ogni caso, come ribadisce Spataro, la più grande assenza in casa Trapani è quella della serenità e della stabilità. Senza una sede fissa e senza pubblico, è tutto più difficile: “Giocare senza Sarr e Jallow, senza togliere nulla agli altri, è difficile perché serve freschezza in campo. Se esce un attaccante, dovrebbe entrarne un altro. La sconfitta brucia, ma dobbiamo considerare che al momento siamo nomadi. Non abbiamo una sede nostra, a livello mentale è una cosa che i giocatori concepiscono. Giocare senza pubblico manca e fa la differenza. Lo abbiamo notato ad Avola, c’erano centinaia di persone che stavano spingendo la squadra. In una situazione del genere ci vorrebbero quelle 1.000 persone che danno coraggio nell’affrontare avversari forti”.
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Sul piano del gioco, Spataro crede che il Trapani debba fare di più. In ogni caso c’è un altro alibi da non sottovalutare. I granata, infatti, sono partiti in ritardo sul piano della preparazione: “Abbiamo fatto dei passi in avanti. I ragazzi si sono accorti che non siamo una squadra che merita di stare in fondo. C’è ancora tanto da fare. Abbiamo cambiato tutta la rosa e abbiamo iniziato anche in ritardo. C’è tanto lavoro che non abbiamo potuto fare, abbiamo fatto di necessità virtù per andare subito in campo. Dobbiamo prendere quel che di buono abbiamo fatto, e non è poco”.

