Dominic Vavassori riavvolge il nastro delle sue prime settimane a Palermo. L’attaccante è arrivato in punta di piedi in rosanero. Il suo impatto sul campo è stato straordinario. In ogni caso, qui il numero 9 ha tutto quello che gli serve: “A Palermo mi sto trovando molto bene. I compagni di squadra e lo staff sono fantastici, mi stanno insegnando molto sia a livello calcistico che a livello umano. La piazza è calda, ha ambizioni importanti e guarda molto in alto insomma. Mi stimola a dare tutto me stesso. Ho scelto Palermo per la forza della Società. Grazie al City Football Group il Palermo tornerà presto dove merita. La spinta dei tifosi rosanero è incredibile”.
Filippo Inzaghi è un grande stimolo per Dominic Vavassori. Durante la sua conferenza stampa di presentazione lo ha indotto a segnare 15 gol. Il numero 9 del Palermo – ai microfoni Cronache di Spogliatoio – rivela le sue speranze: “Io ci credo! Ma la mia priorità è l’obiettivo di squadra. Possiamo dirlo? Meglio tenerlo segreto, ma ci potete arrivare facilmente. Mi ha detto di chiudere la porta e sfruttare ogni occasione, infatti ho segnato. Avere a che fare con un attaccante come lui è strepitoso”.
Palermo, Vavassori si racconta
Poi Dominic Vavassori ha parlato del suo stile di gioco e del ruolo in campo. Da parte sua c’è massima disponibilità a giocare in zone del reparto offensivo diverse. Le sue caratteristiche, però, sono chiare: “Innanzitutto un giocatore che ha bisogno di divertirsi per esprimersi, a cui piace fare l’uno contro uno e creare superiorità numerica. Mi trovo bene a giocare sia come esterno ma anche dietro la punta quando ci sono partite un po’ chiuse. Di sicuro l’uno contro uno penso che sia una parte di me, quindi penso che posso togliermi grandi soddisfazioni con questa dote”.
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Dominic Vavassori arriva a Palermo dopo un’esperienza con l’Atalanta Under 23. Le differenze tra Serie C e B sono chiare, soprattutto sul piano del ritmo. Per lui, però, si è trattato di una stagione che gli ha insegnato tanto: “Giocare in Under 23 mi ha preparato a giocare ad alti livelli, mi è servito tantissimo. Ho iniziato a giocare tra i grandi due anni sotto età… ma non ho avuto difficoltà! Poi spesso mi allenavo con la prima squadra, quindi fisicamente ero preparato a quei ritmi. Per un giovane è un’esperienza incredibile, infatti tutti i miei compagni sono già tra A e B. E anche mister Modesto, ora allena il Mantova”.

