La Serie B ci ha abituato negli ultimi anni ad alcuni colpi di scena molto avvincenti, soprattutto per promozioni insperate, salvezze raggiunte all’ultimo secondo o retrocessioni clamorose. Ma il record (decisamente negativo) di cambi di guida tecnica alla quattordicesima giornata del campionato cadetto è qualcosa che racconta più della semplice notizia. E naturalmente l’andazzo complessivo di questo torneo su questo aspetto fa guardare il Palermo targato City Group come un elemento estraneo a questo meccanismo.
Serie B dall’esonero facile: superato il record del 2004/05
Alla quattordicesima giornata del campionato di Serie B 2022/23 sono ben 12 i cambi di guida tecnica effettuati dalle squadre, nel quale computo vengono conteggiati anche le dimissioni “doppie” di Silvio Baldini. E anche questo potrebbe essere considerato un record: infatti l’allenatore toscano prima si è dimesso in estate dal Palermo per differenti vedute con la nuova società. Dimissioni reiterate anche a Perugia, con la motivazione di una mancanza di coesione della rosa. Nomi importanti per la Serie B hanno dovuto interrompere il proprio lavoro, altrettanti si sono seduti in panchina. Tra i primi come non citare Fabio Caserta, Cristiano Lucarelli, Roberto Venturato o Rolando Maran. Tutti allenatori con grande esperienza in categoria, esonerati per i motivi più disparati.
Di contro sono arrivati allenatori anche alla prima esperienza ma di grande risonanza nazionale. Stiamo parlando di due Campioni del Mondo 2006 come Fabio Cannavaro e Daniele De Rossi (arrivato dopo l’esperienza con Roberto Mancini in Nazionale). Le motivazioni che spingono a questi cambi, anche verso nomi inattesi, da cosa deriva? Da sempre nel calcio l’assioma è “Se la squadra va male non posso cambiare 22 giocatori”. Di conseguenza chi ne paga le conseguenze per primo è proprio l’allenatore. L’assenza di fiducia da parte del gruppo squadra oppure della società o ancora le alte aspettative a inizio stagione sono solitamente i catalizzatori di queste situazioni.
Il Palermo opta per la fiducia a Corini: sarà a tempo?
Poi in qualche maniera ci sono piazze abituate alle porte girevoli sulle proprie panchine. Il trio di “esoneristi”, volendo creare un neologismo, formato da Maurizio Zamparini, Enrico Preziosi e Massimo Cellino hanno lo scettro di un certo modo di valutare queste situazioni. L’idea compulsiva di cercare nella nuova guida tecnica stimoli e idee che la vecchia non aveva saputo portare. Scelte queste che in alcuni casi facevano le fortune delle squadre che possedevano, in altri casi decisamente meno.
E forse non è un caso che le maggiori critiche anche verso le strategie delle proprie società arrivino da piazze come Genoa e Palermo. Intendiamoci, le guide tecniche di queste squadre hanno messo di loro nel momento poco brillante delle loro squadre. Ma il caso del City Group, che nelle ultime ore ha rinnovato la fiducia a Corini nonostante la prestazione col Venezia, forse è emblematico di un certo modo di vedere il calcio. Lo stesso che pare abbiano a Genova, sponda rossoblù. Per questi grandi gruppi pare che non contino solo le singole partite ma anche il progetto a lunga gittata e la capacità di dare tempo alle singole competenze di trovare delle soluzioni ai problemi.
C’è da dire che, di contro, il mese di dicembre serve per fare i bilanci delle varie questioni emersi nel girone d’andata. Potrebbe essere tempo di bilanci anche per valutare il lavoro dell’allenatore? Sarà quello il momento in cui si capirà se la fiducia ribadita in questi mesi sarà mantenuta anche nella seconda parte? Oppure si opterà per una rivoluzione tecnica? Sono quesiti a cui è difficile rispondere adesso. Ma è ovvio che se la situazione fosse critica, nessuno andrà a sbattere contro un muro senza tentare una frenata.

