La prima vittoria del Catania in Serie C, un poker più che convincente contro il Cosenza, ha riportato il buon umore nell’ambiente. La squadra di Emilio Longo ha trovato il modo di capitalizzare il gioco creato dai suoi trequartisti e a non subire l’avanzata degli avversari. Detto che questi non siano apparsi in gran forma, tanti complimenti sono piovuti sui giocatore rossazzurri. Soprattutto su quelli offensivi: da Gabriel Lunetta a Roberto Insigne, in gol all’esordio con questa maglia. Ma diversi apprezzamenti sono arrivati per un altro che vestiva per la prima volta i colori del Catania, ovvero Nicolò Cavuoti.
Il trequartista ha stupito in tanti, soprattutto perché il calciatore è arrivato un po’ a sorpresa all’ultimo giorno di calciomercato. E, un po’ per esigenze, è stato lanciato da titolare da Longo contro il Cosenza. Con ottimi risultati sia per il giocatore che per i rossazzurri, che adesso potrebbero confermarlo anche con la Scafatese.
Catania, Cavuoti convince all’esordio: grande brio sulla trequarti
Cavuoti aveva già dimostrato di che pasta è fatto in Serie C. Il classe 2003 ha giocato tra il 2023 e il 2025 in questa categoria, vestendo le maglie di Olbia e Feralpisalò. E soprattutto coi gardesani era diventato un punto di riferimento della squadra, segnando 3 gol e servendo 5 assist in 36 presenze in campionato. Cosa che aveva lasciato pensare al Cagliari, proprietario del cartellino del giocatore, che fosse pronto ad un salto di qualità. Cavuoti ha assaporato la Serie A, ma anche la B andando in prestito a Bari nel gennaio 2026. Ma evidentemente non era ancora pronto per incidere a questi livelli.
Da qui il ritorno in Serie C per il giocatore, seppur in una piazza decisamente ambiziosa come Catania. E, almeno per il momento, il trequartista sembra assolutamente a suo agio su questi campi. Nell’ora di gioco disputata contro il Cosenza, il numero 18 ha dato un saggio delle proprie caratteristiche. Grande abilità nel saltare l’uomo, capacità di raccordare centrocampo e attacco con semplicità e una complicità coi compagni che sembra già buona.
Longo ha ammesso di aver scelto di mettere Cavuoti perché al momento fosse il più pronto per quel ruolo: ovvero del giocatore che possa inserirsi da dietro in area di rigore per dare superiorità in quella zona di campo. In pratica, quello che avrebbe dovuto fare Kaleb Jimenez (poi passato all’ultimo allo Spezia) ma che non era riuscito a garantire nelle prime uscite etnee.
Possibile il passaggio al 4-2-3-1
Con la presenza di Cavuoti in campo, il Catania potrebbe tranquillamente pensare ad un passaggio più stabile al 4-2-3-1. D’altronde, con questo assetto sia Alessandro Quaini che Emanuele Torrasi hanno potuto abbassarsi di qualche metro, proteggendo la difesa in maniera più congeniale. E questo ha permesso di sostenere meglio la batteria di fantasisti presenti in rosa.
Inoltre, con Cavuoti in quella posizione si può sfruttare meglio la sua propensione all’assist. Una cosa già mostrata ai tempi della Primavera del Cagliari, e prima ancora alla Vastese in Serie D. E che ha permesso, ad esempio, di portare al gol Lunetta contro il Cosenza. Il pallone è arrivato proprio dal 18, che ha puntato due-tre giocatori prima di scaricare la palla al compagno.
Una prestazione maiuscola, apprezzata da tutto lo stadio Massimino. Non è un caso che sia stata tributato a Cavuoti e Lunetta (usciti in contemporanea) un lungo applauso con standing ovation. Per il 23 è ormai quasi consuetudine, visto il grande rapporto con la piazza. Meno scontato è stato per l’esordiente Cavuoti, che adesso può diventare un perno dell’assetto tattico del Catania.

