Gabriel Strefezza ha potuto festeggiare a metà il suo primo gol in campionato col Palermo. La gara con la Sampdoria è durata una ventina di minuti per l’attaccante rosanero, uscito anzitempo per un problema muscolare. Ma lo stesso giocatore ha voluto parlare del sul suo stato di forma in un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport. Occasione utile per parlare del suo approccio col mondo Palermo e dei motivi che l’hanno portato a vestire questa maglia.
Palermo, Strefezza: “Già a lavoro per recuperare, Avellino trasferta difficile”
A Palermo le attenzioni principali, in questo momento, sono rivolte alle condizioni fisiche di Strefezza. Il giocatore prova a spiegare cosa è successo con la Sampdoria: “Sto già recuperando dal problema fisico. Ho sentito una contrattura e insieme allo staff medico stiamo monitorando la situazione. Vediamo come va nei prossimi giorni. È stato bello e speciale segnare sotto la Curva Nord, peccato essere uscito dal campo così presto. L’importante era vincere e abbiamo fatto ciò che dovevamo”.
Il primato in classifica ha esaltato i tifosi, ma non la squadra: “Non abbiamo fatto ancora niente. Siamo soltanto all’inizio e c’è ancora tantissimo lavoro da fare. Dobbiamo restare concentrati su noi stessi e continuare a fare quello che ci chiede l’allenatore. Voglio dire ci aveva concesso un giorno libero, ma siamo andati comunque al centro sportivo di Torretta per fare lavoro di scarico e recuperare al meglio. Fa parte della nostra mentalità, ad Avellino avremo una trasferta difficile e vogliamo arrivarci nelle migliori condizioni”.
Strefezza: “Qui posso tornare protagonista, c’è grande passione”
Strefezza ha poi spiegato i motivi che lo hanno portato ad accettare l’offerta del Palermo: “La presenza di una società forte e organizzata, il City Football Group, alle spalle ha influito tanto nella mia scelta. Il Palermo mi ha voluto fortemente e questo per un calciatore è molto importante. Sentivo che questo fosse il posto giusto per tornare a essere protagonista. Quando è arrivata la chiamata non ci ho pensato due volte. Sono molto contento di essere qui”.
Prosegue l’attaccante: “Barba, Cassandro ed Estevez mi hanno chiamato prima che arrivassi a Palermo e mi hanno parlato molto bene della squadra e del club. Mi hanno raccontato anche della passione dei tifosi e di quanto si lavori bene. Sentire certe cose da ragazzi che già conoscevo ha reso ancora più semplice accettare questa sfida. Avevano ragione”.
Il suo primo approccio in rosanero è avvenuto in tournée all’estero. Eppure il calore di Palermo è arrivato anche lì: “Bellissima esperienza, era la mia prima volta in Australia. È stato tutto molto particolare, dall’organizzazione all’affetto che abbiamo ricevuto dai tifosi dall’altra parte del mondo bello confrontarsi con alcuni dei migliori club italiani, speriamo di poterci tornare”.
Strefezza: “Palermo era nel mio destino. Serie B sempre più difficile”
Strefezza sarebbe potuto diventare un giocatore del Palermo molto prima di questa estate. Coi rosanero che anche allora giocavano in cadetteria. Un campionato che il numero 7 conosce bene: “Sono arrivato in Italia a 18 anni e qui avevo fatto un provino. Ricordo poi il mio primo gol in B proprio al Barbera, con la Cremonese nel 2018. Segnai a Brignoli con un mezzo cross. Questo stadio per me ha sempre avuto un significato particolare, si può dire che fosse nel mio destino. La Serie B è sempre più difficile. Ci sono tante squadre ben organizzate e ogni partita è molto combattuta. Bisogna dare sempre il massimo”.
Il trequartista spiega le richieste che il tecnico dà in questo assetto scelto per la stagione: “Inzaghi chiede agli esterni offensivi di partire larghi, con i piedi sulla linea, per poi venire in mezzo al campo. L’obiettivo è riempire il più possibile l’area di rigore, insieme a Pohjanpalo. Onestamente non conoscevo Vavassori, ma mi ha impressionato. Ha personalità e grandi colpi anche in allenamento. Ci può dare una grossa mano”.
Strefezza: “Mi aspettavo il Como in Champions League”
Il Como si appresta ad esordire al Senigaglia in Champions League contro il Lipsia. Per Strefezza non c’è alcuna sorpresa: lui, che ha contribuito a riportare i lombardi in Serie A conosce bene il loro progetto. “Anche lì c’è una società importante e una squadra di qualità”, dice Strefezza. “Ho lavorato con Fabregas e conosco la sua mentalità, vuole sempre arrivare il più in alto possibile. Trasmette questa ambizione a tutti intorno. Sono contento per loro, meritano questo traguardo”.
Strefezza tra famiglia, religione e videogiochi
Strefezza si concede ad aprirsi anche su un lato più umano. Parlando così dei suoi valori: “A volte capita di parlarne con i compagni, soprattutto con quelli più giovani. Per me la famiglia è un punto di riferimento fondamentale, perché ti dà equilibrio e serenità anche nei momenti difficili. Quando i ragazzi mi chiedono un consiglio, dico sempre che costruire una famiglia è bellissimo. Quando arriva il momento giusto, è una delle cose più importanti nella vita. Sono anche molto credente. Prima di ogni partita nel pullman ascolto le canzoni di Louvor, musica evangelica brasiliana. Questo è il mio rituale”.
Infine un passaggio sui videogiochi, sua altra grande passione: “In realtà c’è un problema, la mia PlayStation è ancora in Grecia, ma sta per arrivare (ride, ndr). Appena la avrò a disposizione inizierò a capire se c’è qualcuno davvero forte da sfidare”.

