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Costanza Verona: “Carica per i Mondiali, in WNBA ho acquisito tanta esperienza”

Costanza Verona, playmaker delle Dallas Wings, è stata intervistata dal quotidiano La Sicilia alla vigilia dell’esordio ai Mondiali femminili di basket 2026, in programma in Germania dal 4 al 13 settembre prossimo. La giocatrice nativa di Palermo racconta la sua storia, ciò che l’ha portata ad essere una dei punti di riferimento dell’Italia in questo importante torneo. Ma anche di quanto sia difficile imporsi in Sicilia se si vuole fare sport ad alti livelli.

Costanza Verona: “I talenti devono andare via dalla Sicilia per crescere”

La domanda che ci si pone è se chi ha talento in Sicilia deve obbligatoriamente andarsene. La risposta di Verona è laconica: “Lo consiglierei, a meno che non ci sia una realtà locale di alto livello. Nel mio caso non c’era: giocavo a Palermo in A2 e, quando è arrivata la chiamata dalla Serie A1, ho capito che dovevo coglierla. Anche a livello giovanile in Sicilia c’erano pochissime squadre e, quando andavamo in trasferta per affrontare le squadre del Centro/Nord Italia nei tornei interzona, perdevamo sempre di 40 punti. Questa frustrazione mi ha dato la spinta decisiva. A Battipaglia sono poi riuscita a vincere uno Scudetto Under 20 e a fare una finale Under 18 contro Venezia“.

Prosegue la giocatrice: “Non so se sia solo una questione di strutture o se manchi proprio la cultura del sacrificio, la capacità di lavorare davvero duro. Ho notato tanto la differenza con gli USA, un pianeta a parte. Già tra la Sicilia e il Nord Italia c’è uno stacco, ma quando arrivi negli Stati Uniti ti rendi conto che hanno una mentalità opposta. L’unico obiettivo che hanno sin da bambine è quello di diventare giocatrici WNBA. C’è chi è abituata sin da piccola ad allenarsi alle cinque del mattino”.

Verona: “In USA un altro mondo per il basket, ecco la mia routine”

Lo sbarco negli Stati Uniti ha cambiato radicalmente l’immaginario intorno a questa giocatrice: “Il contratto con le Dallas Wings mi permette di allenarmi costantemente con la squadra, viaggiare e vivere ogni momento con il gruppo. Da regolamento non posso giocare tutte le partite, soltanto 12. Sono estremamente soddisfatta, allenarsi a questi livelli ti stimola in modo incredibile e ti spinge ad alzare l’asticella ogni giorno. Da palermitana so bene che qualsiasi traguardo io abbia conquistato nella mia carriera è frutto solo del duro lavoro. Mi fa immensamente piacere sapere di poter essere un’ispirazione per tante giovani giocatrici siciliane”.

Verona racconta più nel dettaglio la sua esperienza in WNBA e perché questo mondo sia totalmente differente rispetto all’Italia: “Qui c’è un basket basato quasi interamente sull’uno contro uno e sull’atletismo. Lavorano in modo maniacale sui fondamentali del singolo e in partita sfruttano molto le giocate individuali. In Europa, invece, siamo molto più tattici. A Dallas l’allenamento di squadra di solito è dalle 11:00 alle 13:00. Ma arrivo verso le 10:00, per fare un’ora di lavoro individuale preliminare. Dopo la sessione collettiva si va in sala pesi, restando lì fino alle 15:00. Quando sono a Palermo la routine è simile, ma cambiano i mezzi. A Dallas ci sono almeno due allenatori dedicati a ciascuna giocatrice, uno per ogni specifico aspetto da curare”.

Verona e la sua vita in Sicilia: “Mamma mi ha insegnato molto”

Nonostante la sofferenza per la lontananza, il mondo di Costanza Verona è ormai più ampio della sua isola d’origine. Ma questo non significa che non provi nostalgia: “La Sicilia è casa mia, ci sono la mia famiglia e le mie radici, anche se sono ormai dieci anni che vivo fuori. Non so se tornerei a viverci stabilmente. La maggior parte dei miei affetti è al Nord. Certo, la mia famiglia mi manca tantissimo, specialmente nei mesi estivi: di solito è il periodo in cui torno a casa per staccare, è la prima volta in cui non riesco a rientrare ed è l’aspetto più pesante. Ricordo le ore passate in palestra con mia madre a Borgo Ulivia, con 45 gradi all’ombra. O anche gli ultimi anni con il mio allenatore individuale a Palermo, Mattias. D’estate ci alleniamo a temperature estreme, non è facile trovare un palazzetto libero nei mesi estivi. E spesso devi accontentarti degli unici orari disponibili, magari all’una di pomeriggio con 40 gradi”.

Tra le persone che più l’hanno ispirata, una è davvero molto vicina: “Ho avuto la fortuna di avere come madre Simona Chines, una giocatrice che sa bene quanto lavoro serva dietro le quinte. Mi ha spinto tantissimo e senza quell’etica del lavoro non sarei mai emersa dalla Sicilia. Negli States le ragazzine crescono guardando in tv i propri idoli, io ce l’avevo in casa. Mi ha sempre stimolato ad alzare l’asticella”.

Costanza Verona sui Mondiali: “Avvertiamo la responsabilità”

Infine, Costanza Verona racconta lo stato d’animo delle azzurre prima dell’inizio del torneo iridato: “Siamo molto concentrate e cariche per i Mondiali. Sono 32 anni che l’Italia non lo gioca e avvertiamo la responsabilità. Ma vogliamo affrontare partita dopo partita per continuare a sognare. Il gruppo è composto in gran parte da giocatrici di Schio e Venezia, ci conosciamo a memoria. Spero di dare il mio contributo con la mia personalità, in attacco come in difesa, e con l’esperienza accumulata in questi mesi in WNBA“.

Redazione Sporticily
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Notizie e approfondimenti sullo sport in Sicilia. Pubbliciamo comunicati stampa, risultati e storie dalle realtà sportive isolane, senza firma specifica dei nostri giornalisti esperti.

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