Dopo le ore convulse e l’attesa per la risoluzione del problema, alla fine il Catania non ha pagato in tempo la fideiussione da 2,7 milioni di euro per coprire i contratti dello staff tecnico e dei calciatori. Una cifra che sarebbe dovuta arrivare dall’Australia ma che “per questioni tecniche e burocratiche”, come riportava il comunicato, non è arrivata in tempo utile. Il rischio serio è quello di una penalizzazione e di (quantomeno) non poter schierare praticamente tutti i nuovi tesserati (più alcuni della scorsa stagione, arrivati a gennaio).
Benché la vittoria in Coppa Italia col Vicenza avesse attenuato la pressione, la scadenza saltata all’ultimo ha creato uno squarcio nel cielo rossazzurro. E la risposta dei tifosi, soprattutto sui social, è stata ruggente. Al netto di deprecabili insulti (sempre da condannare), sono arrivate tantissime critiche alla società e richieste di cessione o di dimissioni per Ross Pelligra e Vincenzo Grella, oltre che per i loro collaboratori.
Catania, rabbia social sul caso fideiussione: la piazza non perdona due volte
L’effetto che ha avuto sulla piazza di Catania il caso fideiussione, è quello di un triste déjà-vu. Questo perché già nell’estate 2024 si è dovuto fare i conti con problemi analoghi, che portarono anche ad una penalizzazione. In tanti non perdonano questa mancanza reiterata, e lo sottolineano nelle maniere più disparate. C’è chi si chiede “come squadre quali Cerignola, Savoia, Sorrento abbiano fatto tutto in regola, e noi Catania non riusciamo a presentare una fideiussione”.
C’è chi parla di “società ormai indifendibile” perché sarebbe in mano a dei “dilettanti allo sbaraglio” oppure “di una mancanza dell’impegno minimo sindacale da parte della proprietà per garantire la gestione sportiva”. A questi commenti sono inevitabilmente correlate tante richieste di dimissioni per Pelligra e Grella, uomo di fiducia del presidente ma ormai non più stimato da parte della piazza. Molti ricordano anche l’investimento fatto per Torre del Grifo, ma anche del fatto che poi non ci sia la “capacità di presentare una fideiussione”. Per altro, sul centro sportivo si segnalano ritardi nei lavori, sempre legati alla liquidità del club.
Dalle richieste di class-action alla solidarietà delle tifoserie rivali
Oltre alle dimissioni, però, c’è chi vuole qualcosa di più. Si chiede che la società spieghi cosa vuole fare nel prossimo futuro. Perché le sole ambizioni, dettate dal mercato, non bastano più se poi ci si blocca davanti ad una fideiussione. C’è chi chiede al sindaco Enrico Trantino di incontrare quanto prima i vertici del club. Addirittura qualcuno vorrebbe avviare una class-action contro il club per farsi rimborsare immediatamente l’abbonamento, per un “adempimento che potrebbe compromettere la regolarità del campionato”. Insomma, un’ira senza fine.
Da sottolineare, comunque, che tra tanti sfottò e qualche insulto sgradito, sono arrivati anche tanti messaggi di solidarietà da parte di tifosi di Palermo, Messina, Siracusa. Tutti concentrati in un solo motto che si può parafrasare così: “Nel calcio, alla fine, paghiamo e soffriamo solo noi”.

