Filippo Inzaghi ripecorre le tappe della sua carriera, prima da calciatore e poi da allenatore. L’attuale tecnico del Palermo ha aperto il suo cuore in una lunga intervista per Rivista Undici. Quello palermitano è solo l’ultimo step di un percorso iniziato ormai più di 30 anni fa, almeno per quel che riguarda il professionismo. Ora, con tanti uomini incontrati nel percorso e tante esperienze fatte, SuperPippo può dirsi completo. Gli manca un passaggio: conquistare la Serie A in Sicilia.
Filippo Inzaghi e il mestiere dell’allenatore
Il passaggio da calciatore ad allenatore non ha condizionato più di tanto Filippo Inzaghi. Il tecnico del Palermo ha ammesso di non sentirsi snaturato nell’approdo in panchina. Le esperienze in campo lo hanno aiutato all’inizio: “Fare l’allenatore non fa di te una persona diversa, si tratta di un lavoro e lo devi fare con le tue caratteristiche. Io ho avuto tanti allenatori, ma non potrei mai copiare nessuno di loro. È normale che voglia e debba rimanere me stesso. Come allenatore non puoi snaturare la persona che sei, altrimenti non saresti credibile agli occhi dei tuoi giocatori. Io cerco sempre di essere il più vero e leale possibile”.
Filippo Inzaghi svolge il ruolo di allenatore sulla scia dei suoi tecnici. Il nome di Carlo Ancelotti diventa quasi inevitabile, vista la bellissima esperienza condivisa al Milan. In ogni caso, il mister piacentino ci sta mettendo molto del suo: “È normale pensare ai maestri che si sono avuti. Per me soprattutto Carlo Ancelotti è stato importantissimo, cercando d’imparare da loro e di prendere tutto quello che di buono mi hanno dato. Di certo alcuni allenatori che ho avuto hanno commesso degli errori con me che io ora cerco di non ripetere. Detto questo, anch’io sono umano e anch’io ne farò sicuramente. Ciò che conta davvero è cercare sempre di essere leali, perché è la cosa che i giocatori apprezzano di più”.
Palermo la tappa giusta
Filippo Inzaghi si prepara alla sua seconda stagione a Palermo. Il tecnico piacentino ha ammesso che non aspettava altro che la chiamata dei rosanero. In Sicilia può effettuare il salto di qualità: “Sentivo che Palermo poteva rappresentare il passo giusto, nel momento giusto, per la mia carriera di allenatore. Oggi, vivendo questa realtà ogni giorno, posso dire che ho trovato esattamente ciò che immaginavo. Qui c’è una struttura che lavora con standard altissimi, quelli del City Football Group, che ti permette di pensare in grande ma che allo stesso tempo ti obbliga a essere concreto ogni giorno. Nulla è lasciato al caso, dall’organizzazione al supporto quotidiano, tutto è costruito per crescere nel lungo periodo”.
Inzaghi non usa mezzi termini per esprimere gradimento verso la piazza di Palermo. Non solo una grande città, ma anche un club importante e con idee nuove. Qualcosa che in Italia raramente si vede: “Il Palermo è un club da Serie A che oggi gioca in Serie B, e questa è una consapevolezza che sentiamo tutti dentro di noi. Qui a Palermo c’è un progetto molto solido, non si lavora con un focus stagionale, ma per creare basi durature. La società ha una visione chiara: riportare il Palermo dove merita, ma soprattutto renderlo una presenza stabile nell’élite del calcio italiano. Io credo molto nelle squadre che crescono passo dopo passo, che si costruiscono un’identità precisa e che diventano riconoscibili”.
Inzaghi vuole portare il Palermo in Serie A
Filippo Inzaghi ha una missione: riportare il Palermo in Serie A. Tuttavia, il tecnico rosanero non vuole avere fretta. Le cose, infatti, vanno fatte per bene: “L’obiettivo non è solo arrivarci, ma costruire qualcosa che possa durare, che permetta a questa squadra di restare stabilmente nella massima serie. È un cammino che richiede lavoro e pazienza, ma è proprio questo che mi ha convinto ad accettare questa sfida. E se tra qualche anno si potrà parlare del Palermo come di una squadra rispettata e competitiva, allora vorrà dire che abbiamo lavorato bene”.
A Palermo, Inzaghi ha potuto costruire un bel legame con la gente. I supporters rosanero sono sempre appassionati, anche quando la squadra perde: “Il rapporto con i tifosi di Palermo è qualcosa che va oltre il calcio. L’ho percepito subito, fin dalla mia presentazione allo stadio. Ci sono momenti che ti restano dentro più di altri, e uno di questi è stato il rientro in città dalla gara persa per 3-0 contro il Monza. Trovare così tanta gente ad aspettarci in piena notte, senza rabbia ma con la voglia di starci vicino e di lottare insieme per il nostro sogno, è stato qualcosa che mi ha colpito profondamente. È in momenti come questi che capisci che qui a Palermo il calcio è tutto”.
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“Sento un grande senso di responsabilità verso questa gente, perché ci ha dato fiducia ancora prima che dimostrassimo qualcosa. Abbiamo un debito che non possiamo ignorare. Il nostro obiettivo è restituire almeno una parte di quell’affetto e sappiamo che per farlo serve qualcosa d’importante”, ha concluso Inzaghi.

