È un Valerio Antonini a tutto tondo, quello che interviene ai microfoni di LaTr3: il patron del Trapani porta avanti l’idea Cittadella dello Sport. Confermata l’individuazione di un’area nei pressi di Alcamo da parte dello stesso imprenditore romano, che però non scende nei dettagli della località. Vuole infatti, a suo dire evitare, dei sabotaggi al prosieguo di questo progetto. Ma Antonini parla anche di Trapani e della possibilità di bloccare i campionato in caso di parere positivo da parte della Commissione Tributaria il prossimo 8 maggio.
Antonini: “Cittadella dello Sport bloccata da sistema marcio”
Queste le parole di Antonini sul dossier Cittadella dello Sport: “Abbiamo dovuto trovare un’area, in un comune diverso e lontano da Trapani, per evitare i soliti problemi. Stiamo affrontando i sopralluoghi ad Alcamo, così potremo partire con questo progetto che ha avuto due anni di ritardo per colpa di Giacomo Tranchida. Non dico dov’è l’area, almeno finché non metto la prima pietra. Ormai conosco il territorio”.
Per il patron granata questa struttura darà grande slancio al territorio e alla squadra: “Sarà un progetto con standard moderni e internazionali, con 170.000.000 € di investimento. Il 30 aprile è previsto un incontro a New York con il fondo GEM e contiamo di chiudere le pratiche per lo stanziamento del capitale e la quotazione in borsa di Sport Invest. Sappiamo che c’è stato un rallentamento per un complotto politico-sportivo. Lo sanno anche i sassi, ma dobbiamo essere più forti e organizzarci in maniera tale da non diventare succubi di un sistema marcio”.
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Antonini: “Pronti a dare battaglia nei tribunali, anche al TAR”
Confermata anche, da parte di Antonini, la politica di linea verde. Tanti i ragazzi su cui si punterà nel nuovo corso a Trapani: “Punto solo sui giovani, il 50% di siciliani e investiremo tantissimo sul settore giovanile. Ieri la Lazio è andata in finale di Coppa Italia grazie ad un ragazzo di 21 anni che fa il portiere titolare (Edoardo Motta, ndr). Via le idee che, siccome siamo in Serie C, dobbiamo prendere calciatori d’esperienza, i quali costano 5 volte un giovane. Non ti portano nemmeno i soldi del minutaggio, che si possono reinvestire”.
Inoltre, sul progetto sportivo, il patron rilancia: “Il prossimo anno, a prescindere dalla categoria, la rosa sarà composta all’80% dai giovani. Li abbiamo già individuati e sono di grande qualità. Poi punteremo su alcuni elementi di qualità. Con questi risaliremo se giocheremo in Serie D, anche se il Trapani deve continuare a giocare in C. Noi andremo avanti, con i vari processi, e poi ci saranno anche ricorsi al TAR e al Consiglio di Stato. E poi ancora, se l’8 avremo ragione come penso e spero, andremo a chiedere la sospensione del campionato di calcio”.

