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3M Palermo, Zapparata: “Sfida elettrizzante, Serie C1 sempre difficile”

Roberto Zapparata porta avanti la sfida 3M Palermo. La neonata società ha colto l’occasione e partirà dalla Serie C1, il massimo palcoscenico regionale del futsal. E il suo nuovo coach presenta la nuova realtà in esclusiva per Sporticily: “Alla base c’è l’entusiasmo contagioso del nostro presidente Angelo De Simone. A febbraio abbiamo iniziato a parlare di questa nuova realtà. Inizialmente si pensava di fare la Serie D ed era giusto così, da società neofita. A giugno c’è stata la possibilità di subentrare al Punta Vugghia Bagheria e in qualche modo abbiamo rilevato un patrimonio di calcio a 5 che si stava perdendo”.

3M Palermo, la sfida di Zapparata

Per Zapparata, dunque, la ripartenza sarà molto importante e già ricca di elementi. Anche perchè ci sarà da costruire praticamente da zero. Le fondamenta, però, appaiono solide: “È un bel salto per una società agli albori. Devo però dire che si tratta di una sfida elettrizzante e intensa, che stiamo cercando di preparare al meglio”.

Il 3M Palermo ripartirà dalla Serie C1. Un campionato da sempre difficile, ma che quest’anno si arricchisce di nuovi elementi e ingredienti. “La C1 è sempre di buon livello – dichiara Zapparata – . Quest’anno sarà particolare perchè ci saranno tanti derby. Nel nostro girone ci sono 8 squadre palermitane su 12, i derby sono sempre partite da tripla. Quindi sarà ancor più complicato e complesso. Si prepara la stagione circondandosi di persone affidabili, il campionato è lungo e mollare un solo centimetro diventa devastante. Abbiamo creato un gruppo di persone esperte con giovani di buon prospetto”.

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La gestione del tempo effettivo

La grande novità di questa categoria è rappresentata dall’introduzione del tempo effettivo. Qualcosa di mai visto nella Serie C1. Zapparata e il 3M Palermo si prepareranno così: “Due aspetti sono fondamentali. Intanto ci si avvicina sempre di più alla realtà dei campionati nazionali. La bellezza del calcio a 5 è che a 3 secondi dalla fine la partita non è finita, dunque si richiede intensità massima dal primo all’ultimo secondo. L’altro aspetto fondamentale è che si toglie ulteriore discrezionalità all’arbitro, soprattutto nella gestione dei tempi di recupero, che a volte sono infiniti e altre volte troppo brevi. Si prepara chiedendo ai ragazzi la massima intensità in tutti i momenti della partita”.

Francesco Cammuca
Francesco Cammuca
Uno dei fondatori di Sporticily, vive il giornalismo sportivo (e non solo) sul campo dal 2009. Dalle sue dita arrivano articoli approfonditi e a volte taglienti, la sua voce è una di quelle che raccontano le vicende delle squadre di cui la nostra realtà si vanta di essere Media Partner.

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