Luigi Volume, ex direttore sportivo del Trapani, è tornato a parlare dopo il suo addio alla formazione granata, avvenuto in prossimità del calciomercato invernale. Intervistato da LaTr3, il dirigente ha raccontato come ha vissuto quei pochi mesi in Sicilia, tra le difficoltà della società di Valerio Antonini e un e il peso di una possibile esclusione di troppo da portare sulle spalle. Cosa che l’ha portato a fare un passo indietro, nonostante non rimproveri nulla né al patron Antonini né a Salvatore Aronica, di cui tesse lodi sperticate
Volume: “Tanti giovani interessanti a Trapani, società siciliane penalizzate”
Volume sottolinea prima di ogni altra cosa il valore dei giovani del Trapani. Un suo vero e proprio pallino. “Ho girato diverse squadre e puntato su tanti ragazzi. Trapani ha una grande fortuna, di avere un responsabile del settore giovanile come Adragna, che dà anima e cuore. Se avessi continuato a lavorare con i granata, avrei puntato sui ragazzi senza rivoluzionare la rosa. Avrei portato più giovani dalla Primavera che prendere giocatori di altre squadre.
Prosegue l’ex direttore sportivo: “Avrei rischiato in un’altra maniera, con un’altra filosofia, ma ognuno è libero di fare le proprie scelte. Ho portato tanti giovani ad allenarsi con la prima squadra perché era quello era il mio intento prima che partisse il mercato. Poi le cose sono andate come sono andate. Spero che il Trapani valorizzi Barraco, un portierino interessante, e gli altri ragazzi”.
Volume sottolinea anche qualcosa che spesso passa in secondo piano: “Ogni squadra giovanile dei granata si sobbarca spese quasi triple rispetto a dei pari età pugliese, abruzzese, etc. Sono spese allucinanti di cui nessuno parla ma che la società di sobbarcava. Tutte le squadre siciliane sono penalizzate in questo senso”.
Volume: “Aronica professionista preparato, i risultati sono merito suo”
Parlando della prima squadra, Volume sottolinea il valore umano di chi quella squadra la guida in campo: “Auguro al Trapani davvero tutto il meglio possibile, sportivamente parlando. Ma non vorrei approfondire di più il discorso in questo senso. Un punto lo faccio sull’allenatore: avrò diretto 12-13 squadre dalla Serie B all’Eccellenza. E forse Aronica è uno dei professionisti migliori che abbia mai incontrato. Preparatissimo e motivatissimo. Avevo preso la squadra a novembre fuori dai playoff e l’ho lasciata dentro. Quello che abbiamo fatto in quella frazione è quasi tutto merito suo, di mio ci ho messo poco”.
Non solo Aronica però. C’è con il mister tutta una serie di professionisti che rendono Trapani una grande piazza: “Lui è eccezionale, umanamente spettacolare. Così come lo staff: a Trapani ho trovato tutto quello che di eccellente si possa trovare nel calcio. Magazzinieri sensazionali, persone incredibili nello staff giovanile”.
Volume: “Addio a Trapani doloroso, temevo l’esclusione”
Naturalmente il discorso si sposta anche su chi questo Trapani l’ha costruito. E che è anche finito nell’occhio del ciclone: “Non posso dire una parola sbagliata su Antonini. Per me ha fatto tutto quello che c’era da fare, dal mio punto di vista. Quello che era il prima o il dopo non posso commentarlo. Le nostre idee sono andate in contrasto: ho avuto una paura, perché sono molto emotivo. C’erano tante contestazioni e bisognava essere attenti anche quando si usciva. Non una caccia all’uomo, perché Trapani è civilissima, ma essere contestato per qualcosa successo prima di me non era bello. Inoltre non ho retto la paura dell’esclusione, non ho retto per niente questo fatto. Faccio mea culpa in questo senso, ma temevo di finire in uno stato depressivo. Trovarmi coinvolto in qualcosa in cui io non c’entravo”.
Volume non ha quindi retto il peso delle aspettative, ma non ha neanche voluto mettere in difficoltà i granata: “Ho fatto questo passo indietro prima del calciomercato per non incidere con le mie idee. Per poi non lasciare situazioni che poi sarebbero dovuto essere modificate. Quelle contestazioni mi hanno fatto crollare. Ricordo che nella giornata del 4-0 al Sorrento, tra bombe carta sul campo e le polemiche coi ragazzi… Forse i tifosi avevano anche ragione, ma io non c’entravo nulla. E quando ti trovi coinvolto in questi cose, la mia paura era restare coinvolto troppo”.
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Volume: “Ho un augurio per i granata, il mio futuro…”
La decisione è stata sofferta, non Volume. L’ex d.s. parla anche di chi ha lasciato Trapani a gennaio tra i tanti calciatori in rosa. E il ragionamento alla base delle loro scelte di partire non dev’essere stato tanto diverso da quello del dirigente. “Ho il rammarico di aver lasciato Aronica, lo staff e lo stesso presidente che con me si era sempre comportato bene. Avere questa spada di Damocle sulla testa può aver influito sulla testa di qualche giocatore. Non c’è dubbio. Perdi la tranquillità di vivere: io scendevo a Trapani con 14 ore di macchina di viaggio. Parlo di me ma anche dei calciatori, ti fai delle domande. Il problema non è affrontare la situazione ma è capire come reagisci umanamente. Dopo Trapani sono a casa fermo da 20 giorni perché sono distrutto. È stata una mia decisione, ma sono triste. Io sono un passionale e sono rimasto legatissimo a Trapani“.
Volume chiude l’intervista con una speranza per la sua vecchia squadra ma anche per la sua carriera: “Mi auguro che quest’esclusione non avvenga e tutto si sistemi. Spero che Trapani risorga. Il mio futuro? Ho iniziato qualche contatto con una squadra. Spero si possa concretizzare”.

