Riceviamo e pubblichiamo un comunicato diffuso dall’Unitas Sciacca. Al centro della nota ufficiale del club, ci sono gli interrogativi su alcune scelte arbitrali.
Unitas Sciacca, nota contro gli arbitri
“Unitas Sciacca Calcio, i suoi tifosi, la città intera, fino a ieri si sono chiesti educatamente perché. Oggi, con altrettanta educazione ma con una fermezza irremovibile, dicono basta. Nota da tempo la indisponibilità del nostro campo per alcune settimane ad inizio campionato, avevamo chiesto un doppio turno in trasferta nelle prime 4 giornate, risultato: niente, con la ovvia conseguenza dell’aumento esorbitante dei costi (giochiamo sempre in trasferta…) a fronte dell’azzeramento degli incassi”. Però ieri a Mazara, teoricamente in casa contro il Castellammare, si è superato il limite.
La contestazione da parte dell’Unitas Sciacca prosegue facendo riferimento alla sfida contro il Castellammare. “A due minuti dalla fine della partita ci è stato annullato un gol regolarissimo per un fuorigioco inesistente. Da tutte le immagini si vede il nostro giocatore che si lancia in avanti a catapulta – come un velocista sul traguardo dei 100 metri – per colpire di testa il pallone ed anticipare il difensore. Il nostro giocatore era perfettamente in linea col difensore, se non addirittura dietro, non solo al momento del cross ma ancora al momento in cui stava colpendo la sfera di testa”.
“Ovviamente nessuno dei difensori avversari chiama il fuorigioco perché non c’era – prosegue la nota dell’Unitas Sciacca – . L’arbitro stesso sembra aver visto giusto. Invece, incredibilmente, il guardalinee sotto la tribuna, cioè dalla parte opposta rispetto allo sviluppo dell’azione, “vede” un fuorigioco inesistente che ha visto solo lui e fa annullare il gol, pur avendo la visuale occlusa da tutta la linea di difesa del Castellammare schierata davanti a lui”.
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Due punti persi?
Nella chiusura della nota, l’Unitas Sciacca chiede maggiore attenzione alla classe arbitrale. “Perdiamo due punti guadagnati sul campo ed incassiamo la mortificazione, la rabbia, la delusione della squadra che si allena duramente ed ha fatto una partita di enorme sacrificio e volontà, dello staff, della tifoseria che macina km anche quando giochiamo (da calendario) in casa, di chi è rimasto a casa ed aspetta con uguale passione. Subiamo un’ingiustizia sportiva bruciante e dolorosa che peserà nel prosieguo del campionato. Chiediamo con forza, a voce alta, che sia la prima e l’ultima, vogliamo giocarcela ad armi pari e con regole uguali per tutti. Provvederemo, pertanto, a chiedere un incontro urgente con i vertici calcistici regionali”.

