spot_img

Trapani, Torrisi: “Antonini e quella chiamata prima del derby col Catania, lo ringrazio”

Valerio Antonini, l’uomo del destino per il Trapani e per Alfio Torrisi. Non erano in pochi a credere che, circa un anno fa, l’imprenditore romano avrebbe fatto piazza pulita. Il suo insediamento al comando del club granata faceva pensare a un repulisti tecnico e dirigenziale dopo il regno di Marco La Rosa. Nonostante ciò, uno dei primi a essere rassicurato sulla conferma è stato proprio il tecnico originario di Catania. È anche del rapporto con il presidente che l’allenatore dei granata ha parlato nel corso dell’intervista rilasciata in esclusiva a Sporticily.

Alfio Torrisi e la “fortuna” dell’esonero del vecchio Trapani

Prima dell’arrivo di Valerio Antonini, l’allenatore Alfio Torrisi era stato esonerato e poi richiamato dalla precedente proprietà. Il primo è stato un episodio doppiamente spiacevole per il tecnico, in quanto legato a un grave lutto. “Il 16 ottobre 2022 – ha ricordato – sono stato sollevato dall’incarico, era il giorno del funerale di mio nonno. Mi aspettavo quindi qualcosa che avrebbe lasciato il segno. Mio nonno mi ha fatto da padre, avendo perso quest’ultimo quando avevo 2 anni. Mi ha dato tutto. L’esonero lasciò di stucco chiunque. La squadra quell’anno era stata ricostruita da zero, alcuni acquisti non erano stati condivisi. Arrivavano giocatori a stagione in corso, quindi fuori condizione. Nonostante ciò, avevamo la miglior difesa ed eravamo imbattuti, sebbene venissimo da tre trasferte consecutive. Non era un Trapani bello da vedere ma eravamo una squadra in continua evoluzione e stavamo trovando la quadra”.

La vecchia proprietà del Trapani, secondo Alfio Torrisi, non seppe aspettare. “Non ci fu pazienza. I rapporti con la proprietà non erano buoni. Non ero autorizzato a fare il corso a Coverciano, che era la mia priorità. L’esonero è stato una fortuna, ho completato il corso e poi sono stato richiamato. Mentre non c’ero le cose sono peggiorate. Il clima era difficile, i primi giorni abbiamo lavorato a porte chiuse protetti dalla Digos. C’era chi credeva che fossi un uomo della società, ma si sbagliava”.

Col passare del tempo la situazione migliorò, fino all’acquisto del club da parte di Valerio Antonini: “Quando sono tornato c’era una situazione complicata, ma pian piano ho provato a ricucire tutto. Devo rendere onore alla curva. Nonostante gli ultras non approvassero la vecchia proprietà, non hanno mai smesso di supportare la squadra. La prima partita fu contro il Sant’Agata che era terzo a +11, siamo arrivati davanti a loro. Poi arrivò la nuova proprietà ed è iniziato il grande sogno”.

LEGGI ANCHE -> Trapani, Torrisi: “Da Terza Categoria a Serie C, ero signor nessuno ma non ho fallito”

Alfio Torrisi racconta Valerio Antonini

Alfio Torrisi ha svelato alcuni dettagli sui primi contatti con Valerio Antonini al suo arrivo a Trapani. “Chi lo vede da fuori pensa a un uomo che ti mette tante pressioni, ma lo fa perché sta costruendo qualcosa per vincere. Poi lo incontri in ufficio e ti difende fino alla morte. La proprietà precedente snobbava il suo acquisto, diceva che non avrebbe ceduto per cifre astronomiche e poi ha venduto per molto meno”. C’è un aneddoto particolare. “Il nostro rapporto inizia il venerdì prima di Trapani-Catania. Ricevetti una chiamata su Whatsapp in cui esordì dicendo “sono il tuo nuovo presidente, Valerio Antonini“. L’indomani ha incontrato me e la squadra allo stadio. Mi ha detto di voler costruire e non distruggere, ci aveva visto giocare ed era contento. Non mi ha mai precluso l’eventualità di restare. Da lì è iniziato un rapporto che è cresciuto di giorno in giorno, ora c’è affetto e benevolenza”.

LEGGI ANCHE -> Trapani, Torrisi: “Puntiamo Triplete, nulla è irraggiungibile. Italiano un esempio”

Valerio Antonini è stato l’uomo giusto nel momento giusto, per il Trapani e per Alfio Torrisi. L’imprenditore e l’allenatore sono due persone molto diverse, ma forse anche per questo capaci di intendersi a livello umano: “Sono stato fortunato perché ho incontrato una persona fantastica. In molti credono che sia un uomo duro, ma è una persona con valori immensi. Gli voglio bene e lo stimo. Abbiamo creato un rapporto amichevole anche tra famiglie. Nel calcio siamo tutti soggetti a imminenti capovolgimenti, l’imponderabile è dietro l’angolo. L’affetto e la stima nei suoi confronti non potranno però cambiare. Era lecito pensare che potesse fare piazza pulita, lui non lo ha fatto e mi ha messo a disposizione qualcosa di impensabile. Posso solo dirgli grazie”, ha concluso.

- Advertisement -spot_img

Related Articles

- Advertisement -spot_img

Ultimi articoli