Qualche polemica arbitrale al termine della partita tra Audace Cerignola e Trapani, vinta dai pugliesi per un calcio di rigore realizzato da Capomaggio in avvio. Il tecnico granata Vincenzo Torrente recrimina un calcio di rigore non concesso ai suoi, che avrebbe potuto pareggiare i conti. Nel complesso tuttavia la squadra ospite ha creato poco e concretizzato meno contro la capolista. Lo stop, arrivato dopo la vittoria nel derby contro il Messina, tarpa nuovamente le ali al club di Valerio Antonini, che si ritrova ai limiti della zona playoff e non può più sbagliare.
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Vincenzo Torrente al termine di Audace Cerignola Trapani
“L’episodio del rigore del Cerignola ha pesato. A noi non è stato concesso un rigore netto, forse addirittura ce n’erano due. La partita è stata tutta lì”, con queste poche parole Vincenzo Torrente ha analizzato l’1-0 tra Audace Cerignola e Trapani valido per la ventinovesima giornata di Serie C Girone C. La gara d’altronde non è stata ricchissima di brividi. I granata tuttavia potevano fare certamente di più, al di là delle discusse decisioni arbitrali.
Sulla formazione, il tecnico dei siciliani ha chiarito: “Avevamo diverse assenze per infortunio e qualcuno con la febbre. Noi siamo partiti con il 4-3-3 ma abbiamo creato poco, poi ho cercato di mettere due punte e di aprire sugli esterni, giocando uomo contro uomo. Nella ripresa abbiamo fatto meglio”.
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“Se l’arbitro ci avesse dato il rigore – ha concluso Vincenzo Torrente – la partita sarebbe cambiata. Il Cerignola ha avuto qualche occasione in più, ma anche noi con Segberg alla fine potevamo pareggiarla. La differenza è stata che loro hanno fatto gol su rigore, mentre noi abbiamo sbagliato e non ci è stato concesso alcun rigore”.

