Si chiude nel più triste dei modi il sabato, e chissà forse anche il campionato, della Serie A di basket a Trapani. Non scandito dalle urla di rabbia dei tifosi, ma dal ritmo profondo e scandito dei mesti applausi e dalle lacrime, quelle che hanno accompagnato l’uscita di ciò che resta della Trapani Shark.
È durata 5 minuti e 49 secondi la gara dell’ultima giornata di andata di LBA al PalaShark tra i granata e la Dolomiti Energia Trentino, chiusasi sul 26-11 per gli ospiti a causa dell’insufficiente numero dei giocatori siciliani in campo. Lo stesso scenario che si era visto nella gara di Basketball Champions League e che aveva fatto il giro del mondo sui social.
Trapani Shark, nuova farsa
I soli Rossato, Sanogo e Pugliatti in campo come senior soltanto per la palla a due e poi rientrati negli spogliatoi, e i giovanissimi Patti, Alberti, Giacalone e Martinelli a spartirsi i falli per porre fine ad una partita che non ha avuto alcun connotato agonistico.
Termina tra gli applausi per i giocatori da parte del pubblico, ai quali si è aggiunta anche l’intera squadra di Trento, e i cori rabbiosi contro il presidente Valerio Antonini.
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Sarà adesso il Giudice Sportivo a riassumere quanto non-avvenuto oggi a Trapani dove, sicuramente, oggi la pallacanestro italiana ha conosciuto la pagina più triste e surreale della sua storia.

