Dopo l’ennesima vittoria della Trapani Shark, il presidente Valerio Antonini è tornato a parlare in diretta su Facebook per fare il punto sulla delicata situazione che sta attraversando la società. Un intervento dai toni duri, ma aperto a elementi positivi, con i ringraziamenti alla squadra, capace di scendere in campo e offrire una prestazione di alto livello nonostante le difficoltà extra-campo. Il numero uno granata ha elogiato i giocatori per aver disputato “una gran partita a testa alta e con la mente sgombra di pensieri”, sottolineando anche il lavoro del direttore sportivo Valeriano D’Orta, definito “un professionista vero”. Dal campo, però, il discorso si è rapidamente spostato sulle questioni istituzionali, con il presidente granata che ha puntato il dito contro la Federazione, accusandola apertamente di stare falsando il campionato.
Antonini contro la FIP
“La società sta scrivendo pagine storiche, dando una dimostrazione di cosa è lo sport. La Federazione tuttavia ci ha negato la possibilità di aver il placet sul tesseramento di Alex Latini come allenatore e di Luigi Patti come dodicesimo giocatore. Una decisione incomprensibile”, questo il racconto a mezzo social di Valerio Antonini in merito alle vicissitudini vissute per la gara contro Udine. I problemi tuttavia non riguardano esclusivamente l’impegno in questione. “La decisone in questione ci porterà a subire una sanzione di 50 mila euro a partita, senza che ci sia stata data una giustificazione ufficiale. Ci è stato detto che il diniego dipende dalla mancata ottemperanza ai pagamenti, ma non si sa quale dato che abbiamo rispettato tutte le scadenze. A tal proposito ho già inviato il ricorso al TAR per la penalizzazione di un punto assegnataci”.
Valerio Antonini è dell’idea che ci sia dietro a quanto accaduto una congiura più grande. “Quanto accaduto getta delle ombre inquietanti sul futuro del nostro campionato. È evidente che qualcuno abbia particolare interesse a punirci, creando delle situazioni in cui non possiamo andare avanti. Una sanzione di 50 mila euro a partita è ingestibile, per cui tenteremo di fare valere nuovamente le nostre ragioni in settimana. A Sassari andremo solo se saremo messi nelle condizioni. Questa storia non può che portare a un danno di immagine all’intero movimento e al campionato. Io spero che ci si metta una mano sulla coscienza e si capisca che si sta esagerando”.
Parole forti, che fotografano uno scontro aperto tra il club e gli organi federali.
La contestazione dei tifosi
Nel corso della diretta, il presidente ha affrontato anche il tema della contestazione di una parte della tifoseria, soffermandosi in particolare su alcuni episodi che avrebbero coinvolto la moglie Ambra, vittima – secondo quanto riferito – di aggressioni verbali. “Io sono abituato a gestire l’ignoranza delle persone, mia moglie è rimasta profondamente scossa. È evidente che si sia superato ogni limite. Il clima si sta avvelenando a causa di qualcuno in maniera davvero incomprensibile”, ha commentato.
L’imprenditore romano ha dunque annunciato che la società adotterà provvedimenti nei confronti degli autori del gesto, ribadendo la necessità di riportare il confronto su binari civili e di tutelare la propria famiglia, oltre che il club. Un momento delicato per la Trapani Shark, dunque, che continua a vincere sul campo mentre fuori dal parquet la tensione resta altissima.

