L’8a giornata di Serie C Girone C è andata in archivio per le squadre siciliane con dei risultati decisamente positivi. Ma ci si prepara già per il prossimo turno, quando andrà in scena il primo derby regionale della stagione, ovvero Trapani-Messina. Entrambe le formazioni hanno concluso con un pareggio l’ultimo incontro disputato (rispettivamente con Sorrento e Benevento). Senza per altro essere totalmente deluse da come sono finite le gare, anche se per motivi diversi.
Tuttavia è chiaro che la classifica mette di fronte granata e giallorossi in un momento di forma decisamente differente. Infatti, i primi sono in netta crescita dopo un avvio di stagione piuttosto complicato mentre i secondi devono fare i conti con i mille problemi di un’annata cominciata in ritardo. Attenzione, però, alle trappole che può riservare un derby, quando anche la squadra meno accreditata può tirare fuori l’orgoglio e far sua la contesa.
Trapani, attacco in crescita e vetta vicina: Aronica si è preso i granata
Il solido 1-1 portato a casa dal Trapani dalla partita col Sorrento conferma l’ottimo cammino intrapreso dalla squadra granata. Un cammino partito un po’ a singhiozzo, passato anche dal cambio di condottiero sulla panchina. Infatti, dopo un ottimo pari in rimonta a Foggia, la sconfitta nettissima con il Picerno è costato il posto ad Alfio Torrisi, che aveva contribuito col suo lavoro alla promozione dello scorso anno. Al suo posto è subentrato Salvatore Aronica, promosso dalla Primavera alla Prima Squadra e che sinora ha uno score invidiabile. Infatti, l’ex difensore del Messina ha fin qui portato a casa 3 vittorie e 3 pareggi, senza conoscere il sapore amaro della sconfitta.
Risultati figli certamente della crescita di una squadra che, a detta di tutti, è stata costruita per vincere. Allo stesso tempo, non si può negare che il tecnico abbia trovato il giusto vestito tattico per far rendere al meglio la formazione, esaltando il lavoro sulle catene laterali. Il lavoro di calciatori come Pietro Ciotti, Nermin Karic e Mamadou Kanoutè porta ad esempio i granati ad avere una costante superiorità numerica sulla fascia destra. Va detto, allo stesso tempo, che il Trapani ha sofferto non poco quando è stato costretto a giocare per vie centrali, aspetto su cui Aronica deve ancora lavorare.
Tra i protagonisti del derby Trapani-Messina ci sarà quasi sicuramente Facundo Lescano, pericolo pubblico numero uno nell’attacco granata (andato a segno quasi completamente). Sarà l’argentino l’uomo che la difesa giallorossa dovrà attenzionare maggiormente, dopo che la punta sembra essersi sbloccata definitivamente. A dimostrazione di ciò i 5 gol segnati con Potenza e Turris a distanza ravvicinata, che hanno messo in luce tutto il repertorio dell’attaccante. Senza dimenticare che alle sue spalle scalpita Maguette Fall, mentre non pare possa recuperare Diego Zuppel, altro ex Messina.
Messina, la squadra lotta ma le vittorie latitano: anche quest’anno serve un miracolo
Il Messina che si è visto sin qui in stagione rispecchia inevitabilmente le difficoltà emerse lungo tutta l’estate 2024. O forse sarebbe meglio dire le difficoltà emerse negli ultimi anni. L’assenza di progettualità, il continuo rincorrere le emergenze, le lunghe trattative (vere o presunte che siano) per cedere il pacchetto societario puntualmente fallite sono delle costanti ormai in casa peloritana. Mentre il patron Pietro Sciotto continua il suo rapporto complicato con la piazza, c’è un campionato che è partito e la squadra mostra come sempre tanto cuore e idee, ma poca concretezze.
La linea verde, quasi obbligatorio in un momento di ristrettezza economica e comunque inaugurata tardi quest’estate, ha fatto vedere qualche barlume di ottimismo. A cominciare da Gennaro Anatriello e Leonardo Pedicillo, tra le poche note liete del reparto offensivo. Un reparto che ha visto l’addio di quattro pedine pesanti come Vincenzo Plescia, Marco Rosafio, Michele Emmausso e Marco Zunno, senza che al momento i sostituti si siano dimostrati all’altezza. C’è gente come Luca Petrungaro, Blue Mamona, Pierluca Luciani e Martino Cominetti (non esattamente delle certezze per la categoria, guardando il curriculum) fatica ad incidere. Senza contare che Alessio Re è ancora un oggetto misterioso.
I pochi punti fermi sono in difesa e in panchina: Giacomo Modica aveva chiesto di non smobilitare il gruppo che tanto aveva fatto bene lo scorso anno, ma non è stato accontentato. Tra i pochi calciatori ad essere rimasti, ci sono appunto Marco Manetta, Damiano Lia, Lino Ortisi e Giuseppe Salvo che provano (con alterne fortune) a riportare in campo quello spirito visto in passato. Il pareggio con il Benevento può essere certamente un punto da cui ricominciare. Al cospetto di un avversario superiore, i peloritani sono andati vicini a fare l’impresa. Ma la sola vittoria contro il Taranto dopo 8 gare di campionato è un campanello d’allarme da non sottovalutare. Il Messina, già nel derby col Trapani ha la necessità di dare una scossa, per un nuovo miracolo chiamato salvezza.

