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Trapani, Capuano: “Ringrazio Aronica e i ragazzi, club non c’entra niente con la C”

Eziolino Capuano si presenta come nuovo allenatore del Trapani. Un ritorno che è un perfetto mix tra il romanticismo per il suo ritorno in granata dopo 25 anni e la gioia per essere approdato in un top team di Serie C: “Vasco Rossi diceva ‘eh già, siamo ancora qua’. Mi preme ringraziare il presidente Antonini e il direttore Pavone per avermi portato in una città importante e in una squadra fortissima. In questo momento questa è una delle primissime proprietà in Italia. Qui qualsiasi allenatore e qualsiasi giocatore vorrebbe esserci, mi sento un privilegiato. Essere allenatore in una squadra di Antonini non è da tutto. Se ha scelto me, cresce un senso di entusiasmo importante”.

Trapani, Capuano si presenta

Prima di parlare della sua avventura a Trapani, Eziolino Capuano ha voluto ricordare i bambini morti in trasferta per seguire il Foggia. “Voglio dedicare un pensiero a quei bambini morti. Sono e resteranno sempre nella mia vita. Li ho accompagnati nell’ultimo viaggio, prima di iniziare la presentazione è obbligo da parte mia ricordare quei bambini e la piazza di Foggia, che mi ha dato tantissimo”.

Capuano ammette di aver sentito subito belle vibrazioni. Il tecnico è alla guida del Trapani da pochi giorni ma le sensazioni sono belle: “Devo ringraziare questi ragazzi per la disponibilità che hanno dato dal primo momento in cui sono arrivato. Dopo tanti anni ti rendi conto subito se senti tua una squadra. Questa l’ho sentita mia fin dal primo momento. Mi è capitato di subentrare e chiedermi subito cosa stessi facendo. Spesso si sceglie in base alla forza della squadra e al calore della piazza, tralasciado alcune valutazioni. Io ho avuto il piacere di allenare alcuni di questi giocatori, tanti li ho sempre chiamati ma non ho avuto una società forte per prenderli”.

Meriti a squadra e Aronica

Capuano ha debuttato a Trapani con una bella vittoria sul campo della Casertana. Un successo del quale non intende prendersi la paternità. Anzi, da parte sua c’è un ringraziamento accorato al suo predecessore Salvatore Aronica: “Se ieri abbiamo vinto il merito è dei ragazzi. Devo ringraziare Aronica, perchè la squadra era predisposta, lo ringrazio per quel che ho fatto. Io in pochi giorni potevo fare poco, ho cercato di coprire il campo, di coprire l’ampiezza, di variare sistema di gioco con la facilità di conoscere alcuni giocatori. Il merito non è mio, ma dei ragazzi. Penso di aver dato qualcosa, la squadra mi è piaciuta nell’aggressione alta, in 2/3 giorni non si può fare molto. I gol non nascono per caso”.

Oltre alla squadra, il nuovo allenatore del Trapani tesse le lodi di Valerio Antonini e della sua squadra societaria. “Sono arrivato in una società vera. L’organizzazione che ho visto qua non la si vede altrove. Io ho allenato piazze importanti, anche all’estero, qui sembra di essere al Liverpool. Il Trapani non c’entra un cazzo con la Serie C. Io e il direttore daremo il massimo per dare le soddisfazioni più grandi al presidente, che se le merita”, prosegue il tecnico.

Il calcio di Capuano a Trapani

Eziolino Capuano ha spiegato anche qual è l’idea di calcio che porterà a Trapani. Pochi fronzoli e tanta concretezza, questo è il suo credo: “Io non sono finto. Di gente finta nel calcio ne ho vista tanta. Per me questa è una squadra forte, che può giocare con più sistemi di gioco. Il sistema di gioco di Capuano è la sofferenza e non il divertimento. Chi vuole vedere uno spettacolo può andare al circo o al cinema. Il calcio è un’azienda, e l’azienda deve ottenere il risultato. Chi pensa di vedere il Trapani fare tanto possesso palla, difficilmente lo vedrà. Chi vede il Trapani vedrà una squadra equilibrata, in cui ogni giocatore sputa sangue. Il mio calcio è pragmatico, organizzato, razionale, equilibrato. Alla squadra ho detto che l’importante era non prendere gol, perchè davanti siamo troppo forti e avremmo segnato”.

Capuano torna dunque a Trapani, 25 anni dopo una stagione iniziata con grandi aspettative, ma terminata in maniera disgraziata. A quella annata c’è legato un aneddoto importante: “C’erano tante persone aggrappate alla mia auto quando me ne andai. A loro promisi che sarei tornato, ed eccoci qua. Quell’anno facemmo una squadra fortissima. Poi successe quel che successe, ma io non abbandonai. Mia moglie cucinava per i calciatori. 25 anni fa lasciai una società smarrita, oggi sono in una delle società più forti in Italia. Questo per me è un orgoglio”.

Un pensiero per Taranto

Taranto è una delle piazze che rischia di sparire. Capuano, che ha fatto grandi cose con i pugliesi, ha un bel pensiero per la piazza e per i colori rossoblu: “Mi dispiace per Taranto, che resterà parte della mia famiglia. In due anni abbiamo fatto qualcosa di incredibile. L’anno scorso siamo arrivati secondi e abbiamo fatto sei plusvalenze. Ho amato e amerò per sempre questa squadra. Taranto mi ha dato qualcosa di incredibile, quando sono arrivato c’erano 300 persone e al mio addio ce n’erano 15.000. In questo momento sono dispiaciuto. Il calcio non è solo quel pallone che rotola, c’è sofferenza. Chi parla di divertimento e di serenità andrebbe radiato”.

Si parla anche di calciomercato, seppur in maniera molto soft. Capuano fa capire che il Trapani ha bisogno di allungare la rosa, non di renderla più forte: “Questa squadra non va rafforzata, va rimpinguata. Giocatori più forti di questi non ne conosco. Questa squadra è stata costruita per giocare a 4 dietro, giocando ora a 3 va preso un altro difensore. Valietti è infortunato, forse va preso un esterno a destra”.

Capuano spiega di voler pensare solo alla gara con l’Arezzo in Coppa Italia Serie C. E la affronta con una massima molto intensa: “L’uomo che ha coraggio vive sempre con la paura, senza farsi attanagliare dalla stessa. Io oggi ho la paura di perdere, ma la sconfiggo con il coraggio di essere convinto di vincere. L’Arezzo è una squadra forte, non avrò modo di allenare la squadra con continuità perchè dobbiamo partire subito. Andiamo per passare il turno, farò delle rotazioni perchè poi giocheremo contro il Foggia. Non cerchiamo alibi”.

Redazione Sporticily
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