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Trapani, bagarre tifosi-Antonini: abbonamenti sospesi a ultras, il presidente contrattacca

Il rapporto conflittuale tra Valerio Antonini e parte dell’ambiente di Trapani prosegue senza sosta. Se da un lato c’è ormai un’inesistente confronto con le istituzioni, dall’altro c’è un logorio dei rapporti con gli ultras della Curva Nord. Ad accentuare questa separazione, un’iniziativa della proprietà che ha fatto discutere. Sono infatti stati sospesi degli abbonamenti di alcuni esponenti degli ultras e gli sarà impedito di accedere nel settore. Scelta dettata dai continui insulti e minacce che il patron sostiene di non poter più tollerare. Grande bagarre, soprattutto sui social, col gruppo della Curva Nord e Antonini pronti a scambiarsi accuse reciproche.

Trapani, Curva Nord: “Tanta incertezza sul futuro, non tolleriamo la superbia di Antonini”

L’aria su Trapani appare ormai irrespirabile, anche tra i tifosi. Nelle ultime partite interne si sono sollevati contro la proprietà, a cui la tribuna ha risposto con fischi contro gli ultras. Una tifoseria dilaniata al suo interno, divisa sulla figura di Antonini. La Curva, alla luce della decisione della società ha voluto far sentire il suo punto di vista. Lo ha fatto con un post su Facebook in cui comunica che di fatto non entrerà più allo stadio: “Dopo le decisioni assunte dal Trapani di non fare entrare e sospendere gli abbonamenti della seguente stagione ad alcuni esponenti noti della curva nord, abbiamo deciso di non entrare allo stadio fino a data da destinarsi. Resteremo fuori dalla nostra curva a modo nostro ad incitare la squadra e a contestare questo individuo”.

Prosegue il post: “I motivi che hanno portato alla contestazione sono diversi: penalizzazioni, squadra indebolita nel mercato di gennaio, mancata programmazione, incertezza sul futuro, etc. Ma quello che ci ha fatto alzare la testa con rabbia è stato questo suo atteggiamento ormai di superbia e presunzione. Offese, provocazioni, toni minacciosi, false promesse, la strategia del confondere e le prese in giro nei confronti di noi sostenitori, con questo suo turpiloquio disdicevole”.

Gli ultras parlano di “popolo tradito e fede calpestata” e di una Trapani “derisa con arroganza”. Per questo, nonostante ritengano la decisione dolorosa, sostengono che nulla potrà farli tornare indietro. “Questa volta non entrare allo stadio per noi è un gesto d’amore. Ad oggi, tra i tanti colpevoli di questa disfatta, l’unica ‘persona non gradita’ è lui, Valerio Antonini. Trapani è storia, cuore, fede, passione caduta nelle mani di un individuo senza onore”.

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La risposta del patron: “Troppe minacce e insulti, non potevo far finta di nulla”

Sempre su Facebook, la lunga risposta di Antonini. Che fa riferimento ai traguardi sportivi e infrastrutturali centrati in questi anni: “Non è bastato quello che ho fatto per poter semplicemente lavorare in serenità e ricevere un minimo di rispetto umano. Ho incassato insulti feroci a me e alla mia famiglia, minacce esplicite anche con coltelli mostrati sui social, aggressioni verbali continue. E tutto questo è stato puntualmente giustificato, coperto, alimentato da narrazioni costruite a tavolino, con precise indicazioni politiche che ormai sono evidenti anche a chi non vuole vedere”.

Prosegue Antonini: “Mi accusano di penalizzazioni (che a breve siamo convinti saranno tolte), di false promesse e “incertezza sul futuro”. Ma l’unica vera incertezza che vedo è quella di chi, non avendo più argomenti, continua a inventarsi il nemico da combattere”. Il patron sostiene che, prima della partita con la Cavese era stato rassicurato su di un cambio di atteggiamento da parte dei tifosi. Ma l’armonia non è tornata: “Pretendere che io debba far finta di nulla e sorridere, è un insulto non solo a me, ma al buonsenso e alla dignità di chiunque abbia una famiglia. I presidenti delle squadre che vengono a Trapani mi dicono che di sono increduli nel sentire certi cori”.

Antonini parla di violenza legata al mondo ultras e chiede un supporto: “In Inghilterra certi comportamenti hanno portato a Daspo a vita, processi, carcere, stadi svuotati per anni da chi seminava odio. Chiedo con forza che le istituzioni, le forze dell’ordine, la giustizia sportiva e ordinaria proteggano in maniera sempre più forte e decisa i tifosi sani”. Inoltre, pur dicendosi aperto alle critiche costruttive, ammonisce: “Se qualcuno crede che il Trapani possa finalmente un giorno ambire a diventare grande senza rispetto reciproco e regole, si sbaglia di grosso. Quando, e se, si tornerà a giocare sui campetti di periferia, in tanti capiranno, amaramente, cosa si è perso”.

Aldo Sessa
Aldo Sessa
Aspirante giornalista, si occupa degli aggiornamenti sulle squadre di calcio siciliane professionistiche e non solo. Collabora con Sporticily dal 2022 e cura la trasmissione Pillole di Sessa sul calciomercato

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