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Trapani, Antonini: “Obbligati a iscriverci a Palermo, pronti a ricorrere al TAR”

Il presidente del Trapani, Valerio Antonini, torna all’attacco sul trasferimento dallo stadio Provinciale di Erice al velodromo Paolo Borsellino di Palermo. Una scelta a suo dire obbligata dall’atteggiamento tenuto dal Libero Consorzio Comunale di Trapani, il cui massimo rappresentate è Salvatore Quinci. È proprio al suo operato e a quello dell’ente che Antonini dedica parole di fuoco in uno dei suoi post su Facebook, minacciando di portare quanto accaduto davanti al TAR.

Trapani, Antonini: “Proposte concrete e sostenibili respinte dal Libero Consorzio”

Per Antonini quanto accaduto al Trapani in queste settimane è qualcosa che non si vede tutti i giorni: “Un fatto di una gravità senza precedenti. L’iscrizione a Palermo non è stata una scelta, ma una decisione obbligata. Siamo stati messi nelle condizioni di non poter più operare serenamente presso lo stadio Provinciale a causa di comportamenti inaccettabili da parte del Libero Consorzio. Grazie a Dio abbiamo trovato un’amministrazione seria come quella palermitana che ha compreso l’urgenza e la gravità della situazione”.

Il patron dei siciliani sostiene di aver presentato delle alternative per evitare questo spostamento. Ma tutte sarebbero state respinte al mittente: “Abbiamo avanzato proposte concrete e sostenibili, come la compensazione pluriennale dei lavori eseguiti, senza ulteriori esborsi o la possibilità di acquisizione del bene, con scomputo a nostro favore di circa 1,6 milioni di euro tra dare e avere. Soluzioni che avrebbero tutelato l’interesse pubblico e valorizzato il patrimonio esistente. Proposte respinte senza alcuna apertura, nonostante l’impegno iniziale del presidente Quinci, che al momento del suo insediamento aveva garantito una concessione decennale per compensazione gli investimenti”.

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Antonini: “Chieste cifre lontane dalla realtà, pronti a chiedere i danni”

La risposta dell’ente sarebbe però stato totalmente inaspettato, secondo l’imprenditore. “Le richieste economiche sono state aumentate in modo del tutto scollegato dalla realtà, arrivando a cifre annuali pari a 256.000 euro. Contestualmente, sono state avanzate pretese relative a bollette mai trasmesse e, peraltro, oggetto di contenzioso”. Un contenzioso che, secondo Antonini, era stato avviato “per mettere in difficoltà la società ed arrivare a presentare una istanza di fallimento”.

Il patron ricorda anche che “il Libero Consorzio non aveva mai preteso il pagamento integrale dei canoni, compensandoli sistematicamente, anche con gestioni che non avevano investito un solo euro sull’impianto. Oggi, invece, si è scelto un approccio opposto proprio nei confronti di chi ha investito in modo significativo”.

Prosegue il massimo dirigente granata: “Ai tifosi dico con chiarezza: il danno subito dalla società è un danno che ricade anche sulla città e sulla squadra. Non comprendere questo passaggio significa non cogliere la gravità di quanto accaduto. Da questo momento in avanti, la nostra azione sarà orientata esclusivamente alla tutela dei diritti e al recupero integrale degli investimenti effettuati”. Da qui la promessa di procedere “davanti al TAR affinché venga riconosciuto quanto ci spetta”. Antonini sarebbe pronto a chiedere i danni per i “mancati abbonamenti, sponsor e biglietti”, oltre che le spese di trasferimenti legati verosimilmente all’uso obbligato del Velodromo.

Aldo Sessa
Aldo Sessa
Aspirante giornalista, si occupa degli aggiornamenti sulle squadre di calcio siciliane professionistiche e non solo. Collabora con Sporticily dal 2022 e cura la trasmissione Pillole di Sessa sul calciomercato

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