Dopo l’esclusione della Trapani Shark dalla Serie A, a rompere il silenzio è stato il sindaco Giacomo Tranchida attraverso un post sulla sua pagina Facebook. Il primo cittadino non ha usato parole morbide nei confronti del patron Valerio Antonini, con cui in questi mesi ha avuto una lunga querelle.
Tranchida rompe il silenzio sulla Trapani Shark.
“Avrei preferito continuare a non commentare, anche per non alimentare il campionato delle polemiche, delle accuse strumentali e degli insulti indicibili profusi urbi et orbi”, ha esordito Tranchida.
Poi, il commento a quanto accaduto e a quanto annunciato da Antonini, che non intende fermarsi: “L’epilogo, nefasto, ampiamente prevedibile (senza essere l’oracolo di Delfi) della parabola sportiva, sposta adesso il campionato nelle opportune sedi giudiziarie? Ebbene, la Città di Trapani, non solo i tifosi e gli sportivi, i trapanesi tutti sono PARTE LESA”.
“È il momento — ha aggiunto — della Grande amarezza! Anch’io, inizialmente, mi ero fidato. Non lo nego e da tempo ho fatto mea culpa! Ho sempre detto, però, a tutti gli imprenditori, che la mia Amministrazione Comunale ha il dovere di sostenere gli investimenti dei privati che nel territorio creano benessere ed occupazione, ovviamente nel rispetto della Legge. Sul piano personale non posso che essere dispiaciuto. L’intera vicenda, però, mi ricorda un vecchio adagio: chi semina vento, raccoglie tempesta. L’esaltante ascesa sportiva delle due maggiori realtà sportive trapanesi è rimasta vittima del suo stesso artefice”.
La questione Pala Shark e stadio
Tranchida si è espresso inoltre sul discusso tema relativo al PalaShark, spesso al centro delle discussioni con Antonini. “Sulla vicenda del palazzetto, seppure l’Anac si è pronunciata lo scorso autunno in maniera tranciante, su esplicita richiesta del Sig. Antonini, una finestra possibilista, in sede transattiva, era stata comunque individuata dai nostri consulenti. Inspiegabilmente (forse), però, detta strada è stata abbandonata da chi in presenza l’aveva auspicata. Sorgono spontanei un paio di quesiti: erano stati già tirati i remi in barca? Ed ancora, siamo certi che gli investimenti nel mondo dello sport fossero dettati dall’amore per il calcio e per il basket e non per altre diverse motivazioni?”.
In gioco anche lo stadio e le altre infrastrutture sportive di Trapani. “Sotto la mia Amministrazione, nonostante l’umiliante fine della squadra di basket, verrà sottoposto all’esame del prossimo Consiglio Comunale il PUG. Bene, chi avrà voglia di andarlo a leggere noterà la conferma della destinazione a zona F dell’area demaniale di Milo. In altri termini, spazio alla progettualità d’interesse pubblico, sociale e dunque anche sportivo, ossia ipotesi di realizzazione di stadi, cittadella dello sport, stadio e palazzetto sportivo, anche su iniziativa di privati”, ha annunciato il sindaco.
L’attacco di Tranchida ad Antonini
“I trapanesi — ha concluso — sono persone serie, amministrati da gente seria, competente e coerente. La mia amministrazione non ha mai buttato fumo negli occhi ai trapanesi, non li ha mai ingannati sbraitando, da un qualsivoglia palco, bislacche teorie e fasulli programmi, nessuno dei Consiglieri che sostengono l’amministrazione comunale ha inseguito chimere o partiti nati la sera e scomparsi l’indomani mattina, non abbiamo tempo per queste baggianate, non siamo avventurieri dell’ultima ora e Trapani e i trapanesi non hanno bisogno di tali soggetti. I valori granata hanno radici profonde, anche grazie ai cittadini e tifosi innamorati della maglia sportiva. Tra quei valori ci sta in primis la dignità, la stessa dignità e caparbietà, tipica della gente di mare, che ci darà la forza per rialzarci e andare a testa alta anche nello sport”.

