Christian Terlizzi, oltre che con Palermo e Catania, ha un passato importante anche a Trapani, dove ha sfiorato una promozione in Serie A nel 2016. La piazza ancora oggi lo ricorda con un affetto che l’ex difensore, a distanza di dieci anni, ricambia. La sua speranza è che i granata possano rialzarsi, in un periodo più buio che mai in virtù di penalizzazioni e sconvolgimenti societari. Della sua esperienza coi granata e del loro momento attuale ha parlato a Sporticily.
Terlizzi e l’esperienza al Trapani
Se guarda alla sua carriera, Christian Terlizzi non ha rimpianti, come persona prima che come calciatore. “Con l’età che avanza si diventa più maturi e le prospettive cambiano. Bisogna rimanere nel cuore delle persone per come ci si comporta. Il calcio viene giudicato a momenti, ma fa parte di ogni mestiere, mentre la persona resta per sempre. Ci sono anche degli scontri dialettici tra giocatori e tifosi, ma è nella natura delle cose. L’importante è pesare davanti la persona che hai. Ho potuto giocare in Sicilia con maglie diverse, ma sono sempre uscito dal campo con gli applausi degli avversari. Qualcosa di buono a livello personale vuol dire che l’ho lasciato”.
Dal 2013 al 2017, periodo in cui ha vestito la maglia granata, non sempre per il Trapani e per i suoi tifosi è stato semplice. “Dopo aver sfiorato la Serie A, ci sono state le retrocessioni e i fallimenti. Voglio precisare però che il presidente Vittorio Morace non c’entrava nulla, era una persona fantastica”. Oggi, l’incubo è tornato. “I tifosi si sentono ancora una volta in bilico e rivedono gli stessi fantasmi di un tempo. Sappiamo cos’è per un siciliano il senso di appartenenza alla propria squadra. Il tifoso isolano, anche quello del Cagliari ad esempio, vive di altre sensazioni. Anche noi tifosi della Roma siamo maniacali nel nostro tifare, ma c’è un sentimento diverso”.
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Terlizzi su Antonini
Christian Terlizzi stesso ammette di essere preoccupato per il Trapani. L’incertezza sulla società di Valerio Antonini è elevata. “Non riesco a capire come presidenti del genere possano giocare con i sentimenti della gente. I tifosi non sono gente comune, vivono di entusiasmo e passione in ogni categoria. Buttare così una società allo sbaraglio e dare illusioni è una delle cose più brutte che si possa fare. È meglio far capire fin dove si può arrivare e magari poi farsi da parte a bocce ferme, ma più che altro per dare garanzie, soprattutto alla città”.
Le tante promesse fatte dal presidente in questi mesi sembrano ormai lontane e la squadra adesso rischia la retrocessione: “Alla fine i calciatori vanno e vengono, rimangono la squadra e la città. Ho sentito tante parole, tanti io faccio questo, faccio quello. Poi, però, oggi si è rivelato niente, c’è solo confusione. E sono arrivate delle penalizzazioni per delle cose che non andrebbero fatte. Basterebbe essere coscienziosi e cercare una soluzione. Alla fine a Trapani ci sono degli imprenditori anche importanti e con qualche sforzo si sarebbe potuto fare e dare un seguito”.

