Christian Terlizzi gioca Pescara-Palermo. L’ex difensore delle due squadre ha presentato ai microfoni di Sporticily la sfida di Serie B, che mette di fronte compagini con esigenze ben diverse. Da un lato i padroni di casa, disperatamente a caccia di punti per la salvezza, al culmine di un’ennesima stagione senza certezze e stabilità. Dall’altro gli ospiti, protagonisti di una lotta a quattro con Venezia, Monza e Frosinone per la promozione. La gara ha una favorita, ma l’esito non è scontato.
Il pronostico di Terlizzi su Pescara-Palermo
Secondo Christian Terlizzi l’impegno a Pescara del Palermo può nascondere qualche insidia, ma allo stesso tempo i rosanero hanno le carte in regola per indirizzarla a proprio favore: “Non sarà una partita semplice. Il Pescara darà del filo da torcere, anche se alla fine credo verranno fuori i veri valori delle due squadre. Le difficoltà che hanno i biancazzurri in questa stagione nei 95 minuti spesso emergono. La formazione di Inzaghi dovrà però essere brava a soffrire fino alla fine. Ora si entra nel vivo del campionato e le squadre si danno da fare. Una vittoria o una sconfitta ti possono proiettare in zona salvezza o in zona retrocessione”.
L’ex difensore conosce bene l’ambiente abruzzese e sa anche cosa può andare storto per i padroni di casa: “A Pescara l’ambiente è deleterio. Se il Palermo passa in vantaggio, il pubblico abruzzese ammazza sportivamente la propria squadra. La classifica parla chiaro, il Pescara ha delle difficoltà e il Palermo deve avere la pazienza di tirarle fuori con calma, senza frenesia. Le partite non si vincono a primo minuto. I biancazzurri comunque non ti regaleranno niente, lo si è visto chiaramente contro il Venezia. L’orgoglio dei calciatori in campo viene fuori”.
L’esperienza di Terlizzi a Pescara nel 2012
Per quanto riguarda i suoi mesi a Pescara nella stagione 2012-13, Christian Terlizzi cataloga l’esperienza come “bella”, anche se non tutto è andato per il verso giusto. “Ho lasciato tre anni di contratto e sono andato via a gennaio. C’era un dirigente come Delli Carri che faceva tutto, meno che il direttore. Quando sono partito per andare a Siena con Iachini, il Pescara aveva 20 punti e la squadra era quasi a metà classifica. I bianconeri appena 9: solo un folle come me poteva fare una scelta simile. Io però mi sono quasi salvato con loro e hanno pesato non poco i punti di penalizzazione. Il Pescara fece appena 2 punti nel girone di ritorno ed è retrocesso da ultimo”.
Più che in altri contesti, i tifosi del Delfino hanno inciso sul morale della squadra: “Sono molto esigenti. Eravamo a metà classifica e ci contestavano perché da neopromossa perdevamo con Inter e Juventus. La squadra in estate fu ricostruita, perché furono venduti Verratti, Immobile e Sansovini e sostituiti con giovani. È normale che fai fatica, però bisognava accettarlo. C’erano elementi di categoria come me e Colucci e giocatori giovani come Perin. Lui era già forte, ma aveva bisogno di tempo per crescere”.
Terlizzi sul Pescara di oggi
Guardando in casa biancazzurra, Christian Terlizzi ha offerto una chiave di lettura anche per l’attuale stagione in corso degli abruzzesi, altrettanto drammatica. “Da quando ho giocato a Pescara ad oggi, c’è sempre stato un rapporto di odio e amore col presidente. I tifosi lo criticano e lo bacchettano da sempre. Lui ogni tanto tira fuori le aspettative di tornare in Serie A, cosa che quest’anno non sarà possibile. È un imprenditore vecchio stile, non vive dei soldi di banche e fondi come in altre realtà. Gli mancano alcune risorse economiche per fare un certo tipo di squadre”.
Questo si riflette anche nelle vicende sul campo. “I tifosi sono abituati a squadre piene di giovani, che poi vengono venduti. Ogni anno sperano sempre di salvarsi o salire di categoria. Mi aspettavo un campionato migliore rispetto a questo, magari di media classifica senza pretendere troppo. Non pensavo potessero avere le difficoltà di ora”.
Il rapporto con Gorgone
Dopo tanti cambi, adesso sulla panchina del Pescara è approdato mister Giorgio Gorgone, che Christian Terlizzi conosce bene. “Giorgio è stato un mio grande compagno e amico. Mi ha visto crescere alla Lodigiani, è più grande di me. Con lui e Fulvio D’Adderio in squadra ho fatto il mio esordio in Serie C1. È un ragazzo d’oro e per anni è stato il secondo di Roberto Stellone (anche a Palermo, ndr). Sono amici fraterni. Spesso c’era lui dietro alla preparazione delle partite delle sue squadre. È un allenatore intelligente e preparato, lo era da calciatore e adesso anche da tecnico”.

