Dopo il sollievo per la risoluzione (benché parziale) della questione convenzione, Palermo ha ottenuto il via libera per la candidatura agli stadi di Euro 2032. Il futuro impianto da realizzare al posto del Renzo Barbera è un tassello cardine del progetto City Group. Ma anche un modo per rimettere la città al centro del panorama calcistico nazionale. In tanti sostengono che la candidatura di Palermo sia molto attenzionata dalle istituzioni, ma è solo una delle 13 città a concorrere. E sono ben 16 gli stadi che vorrebbero rientrare nella gara. In palio ci sono miliardi di euro tra fondi pubblici e introiti privati in gioco, ma solo 5 potranno ospitare le gare di questa grande manifestazione.
Stadi Euro 2032, tutte le rivali di Palermo città per città
A seguire troverete una sintesi dei vari progetti che sono in piedi e concorrono con Palermo per essere una delle sedi ospitanti di Euro 2032. La scelta cadrà solo su 5 città e 5 stadi: qualcuna di queste ha proposto più progetti, ma difficilmente saranno scelti più impianti per un solo comune. Proviamo anche a capire chi oggi ha più, meno o le stesse chance di Palermo di essere selezionato.
Bari, ricerca di fondi per restauro “San Nicola”
Tra le città del Sud Italia a presentare la candidatura per Euro 2032 c’è Bari. Lo stadio, da rinnovare, è il San Nicola, costruito di sana pianta in occasione dell’ultima grande manifestazione su suolo italiano: i Mondiali di calcio del 1990. In una lettera pubblica, il sindaco cittadino Vito Leccese ha ricordato che Bari si aveva aderito a questa possibilità già nel 2022.
Leccese sottolinea come “l’amministrazione abbia già contezza degli interventi richiesti” e che “l’adeguamento comporterebbe una profonda e sostanziale modifica dell’attuale struttura dello stadio” Per i tempi per l’avvio dei lavori si parla di circa “600 giorni naturali e consecutivi”, ma il vero nodo sono i fondi necessari per centrare l’obiettivo.
Il sindaco ha sottolineato la “necessità di individuare un percorso sostenibile sotto il profilo economico”, aprendo anche ad un partenariato pubblico-privato. Ma al momento tutto appare in alto mare, con un percorso tutto da scrivere.
Possibilità rispetto a Palermo: basse
Bologna, niente “Dall’Ara”: ipotesi nuovo stadio in zona Fiera
A dispetto delle ipotesi, non dovrebbe essere uno stadio Dall’Ara ringiovanito l’impianto candidato da Bologna per Euro 2032. Infatti, c’è una lettera d’intenti, presentata da BolognaFiere e Bologna FC per nuovo impianto sportivo polivalente, su cui ci sarebbe un’intesa anche col sindaco Matteo Lepore. L’idea è di finanziare il progetto proprio con gli eventuali fondi che arriverebbero per l’accettazione della candidatura.
Il nuovo stadio dovrebbe nascere in una zona altamente collegata, dato che si inserisce nel panorama di uno svincolo autostradale già presente, servito da parcheggi e ferrovia e con un futuro capolinea della linea tramviaria Michelino-Fiera Nord. Dovrebbe essere, come ovvio, superiore ai 30.000 posti (per rientrare nei parametri Uefa), ma funzionale anche per spettacoli e altri eventi.
Resta comunque il nodo risorse per un progetto ad oggi solo sulla carta. Comune e Bologna calcio hanno chiesto al ministro Abodi un incontro per approfondire il quadro normativo. Non è improbabile che, in caso di parere negativo, si possa tornare ad un’ipotesi di ringiovanimento dello stadio Dall’Ara come piano B. Ma il progetto è anch’esso una grande incognita.
Possibilità rispetto a Palermo: basse
Cagliari, un “Sant’Elia” 2.0 in onore di Gigi Riva
Tra le rivali di Palermo, Cagliari è quella che ha messo giù alcune cifre per il nuovo stadio, che nascerebbe sulle ceneri del vecchio Sant’Elia (non più in uso dal 2017). Nel giugno 2026 si è detto che l’impianto, da circa 30.000 posti, dovrebbe coprire un’area di circa 100mila metri quadrati, con 5mila posti auto e un hotel a cinque stelle per supportare la mole di gente che potrebbe arrivare a vedere i match. L’investimento complessivo dovrebbe essere pari a 218.621.208 euro (fonte Radiolina).
In questo senso, il modello sarebbe quello di un partenariato pubblico-privato, in cui la parte pubblica (Regione Sardegna e Comune di Cagliari) dovrebbe versare circa 60 milioni di euro a fondo perduto. Altri 30 milioni dovrebbero arrivare dalla SFIRS (Società Finanziaria Regione Sardegna). Ma una nuova società dovrebbe poi gestire il bene, magari con ampie partecipazioni del Cagliari calcio.
Questo, come altri, è un progetto che è ancora sulla carta. Ma il cantiere potrebbe partire, secondo fonti locali, poco dopo l’ok del Consiglio comunale al pubblico interesse dell’impianto. Che, almeno sulla carta, dovrebbe essere intitolato all’entità calcistica principale della storia del club rossoblù: Gigi Riva.
Possibilità rispetto a Palermo: medio-basse
Firenze, restauro “Franchi” già in atto: in Toscana la vera rivale del Palermo?
Per molti, Palermo e Firenze si contenderanno forse l’unico slot a disposizione tra i cinque impianti che l’Italia candiderà. Il capoluogo toscano si è già portato avanti, anche se i lavori di ristrutturazione dello stadio Franchi stanno procedendo a ritmi non esattamente serrati. Comunque è uno dei pochi impianti in cui un’opera è già in corso, ed occorrerà meno tempo per realizzare il restyling. Lo stadio dovrebbe avere una piena visibilità per circa 40.000 posti, potendo anche ospitare delle gare di eliminazione diretta per un evento come l’Europeo (oltre che di girone).
Dopo la demolizione, settore per settore (come dovrebbe avvenire a Palermo), si stanno costruendo i nuovi settori che vanno a ridare vita alla Curva Fiesole e agli altri settori dello stadio. Da Firenze si parla di possibile conclusione della prima parte dei lavori già nel 2027, mentre l’opera completa dovrebbe arrivare nel 2029.
Per l’evento Europei potrebbero anche essere messi a disposizione la messa a disposizione della UEFA di una serie di strutture sportive cittadine funzionali i campi da calcio dell’impianto Cerreti e del Centro sportivo Davide Astori, oltre ad altri spazi cittadini. E poi c’è già un piano dettagliato per la mobilità. Insomma, si viaggia spediti in Toscana.
Possibilità rispetto a Palermo: al momento le stesse
Genova, nuovo “Ferraris” in cantiere: ma la strada è lunga
La società Genova Stadium srl (partecipata da Genoa e Sampdoria) ha ricevuto dalla Conferenza di servizi decisoria il pubblico interesse per il progetto di riqualificazione dello stadio Ferraris, nel quartiere Marassi. La sindaca Silvia Salis e l’amministrazione dovrebbero dare il benestare anche per il risanamento di villa Musso-Piantelli e delle aree pertinenziali allo stadio.
L’idea è quella di portare il più grande impianto di stile inglese d’Italia al livello UEFA Categoria 4. Solo per la parte di investimenti privati, si parla di circa 100 milioni di euro da versare, più eventuali fondi pubblici da trovare. La concessione, come per Palermo, dovrebbe essere di 90 anni. Si parla già di termine di lavori entro marzo 2031, ma il progetto, in questa fase pare partire alle spalle di altri.
Possibilità rispetto a Palermo: medio-basse
Lecce, stadio Via Del Mare rinnovato per i Giochi del Mediterraneo
Ospitando insieme a Taranto la XX edizione dei Giochi del Mediterraneo, Lecce ha già parte del suo stadio Via del Mare riveduto e corretto. Lo stadio sarà munito (pare entro ottobre) di una nuova copertura integrale, con 64 vele sospese. Nel frattempo sono stati rifatte panchine, terreno di gioco e tanti altri lavori più o meno importanti.
La capienza dell’impianto, omologata per la Serie A, è di 31.500 posti. Che potrebbero salire anche a 40.000 con lavori di adeguamento. A Lecce sono fiduciosi di essere finalmente sulla mappa di un futuro grande evento, dopo che nel 1990 furono tagliati proprio per lasciare spazio a Palermo e Cagliari. Chissà che adesso non sia arrivato il loro turno.
Possibilità rispetto a Palermo: medie
Milano, tutte le strade portano a San Siro
Si può fare a meno, in un grande evento sportivo, di una delle capitali calcistiche italiane? Una parte della politica direbbe che un Europeo senza Milano “non s’ha da fare” (citando un celebre lombardo). Ma non mancano i dubbi intorno il capoluogo meneghino. Dopo tante inchieste, polemiche, rimbalzi di responsabilità, la realizzazione del nuovo stadio nel quartiere di San Siro sembra essere una cosa abbastanza assodata. Soprattutto dopo l’acquisto da parte di Milan e Inter di Grande Funzione Urbana San Siro, comprensiva dello stadio Meazza e dell’area circostante, a novembre 2025.
Ma quanto prima si dovrà partire con un progetto esecutivo, nonostante qualcuno paventi cifre esorbitanti (si parla di circa 1,7 miliardi di euro solo di investimenti privati). La città spinge per avere un impianto rinnovato entro il 2030, anche per tornare ad ospitare delle finali di Champions League. Troppo fresca è l’onta di aver perso l’assegnazione del 2027.
È anche vero che ad oggi tanti dubbi sono stati sollevati: basti pensare ai ricorsi presentati al TAR da tante associazioni civiche. E ogni rallentamento aumenta i dubbi sulla candidatura di Milano. La sensazione, però, è che ci sia una parte forte del sistema calcistico farà tutto quello che è possibile perché San Siro resti in corsa.
Possibilità rispetto a Palermo: alte, nonostante tutto
Napoli, De Laurentiis vuole il suo stadio ma il Comune rilancia il “Maradona”
Napoli, insieme a Roma, è una di quelle città che avrebbe presentato più opzioni per quanto riguarda Euro 2032. Il Comune punta forte su uno stadio Diego Maradona (quartiere San Paolo) rinnovato. Il progetto è stato presentato in Palazzo San Giacomo ufficialmente, con la possibilità che i lavori partano nel 2027 e su chiudano in tre anni.
Sarà uno stadio da 63.030 posti, con 36/40 skybox e 672 postazioni dedicate ai disabili. Si lavora già per recuperare il terzo anello e per eliminare la pista di atletica. Costo dell’opera che si aggira intorno ai 200 milioni di euro. Contemporaneamente dovrebbero chiudersi i cantieri della Linea 6 della metropolitana: manna dal cielo sul fronte logistico.
Dall’altro lato però c’è l’idea di uno stadio privato per la squadra di Aurelio De Laurentiis. Idea che il patron vuole portare avanti a tutti i costi, tanto che sembrano essersi create delle frizioni col Comune (nessun dirigente azzurro era presente alla presentazione del nuovo stadio Maradona). De Laurentiis ha individuato l’area per realizzarlo a San Giovanni a Teduccio. Zona da bonificare, visto che era la sede di una raffineria. E i costi sarebbero stimati tra i 500 e 600 milioni di euro. Ad oggi un piano tutt’altro che ipotizzabile in tempi celeri, mentre sembra molto più fattibile la prima ipotesi.
Possibilità rispetto a Palermo: alte, se si pensa alla prima opzione.
Roma, tre stadi per una candidatura
Roma ha presentato addirittura tre carte per gli Europei del 2032. La prima, ovviamente, è lo stadio Olimpico. A livello di capienza già oggi è lo stadio che potrebbe ospitare una finale. Ma non basta solo il calore di un impianto che oggi risulta anche un po’ anacronistico. Dei lavori si ristrutturazione andrebbero comunque fatti. Ma oggi sembra l’ipotesi più probabile per coinvolgere la capitale.
Molto più degli stadi di proprietà che dovrebbero costruire Roma e Lazio. I giallorossi aspettano la conferenza decisoria del quartiere Pietralata. C’è in effetti grande ottimismo per la realizzazione di un impianto da 60.600 posti e un costo complessivo di 1,3 miliardi di euro. E con una buona parte della politica che pare sospingere per questa soluzione. Pare invece che la soluzione stadio Flaminio, che dovrebbe diventare la nuova casa della Lazio di Claudio Lotito rischia di essere solo una bandiera piantata e nulla più.
Possibilità rispetto a Palermo: alte, con Olimpico o stadio Roma
Salerno, De Luca vuole portare gli Europei: ma c’è solo un cronoprogramma
Il principale attore di Salerno come candidata a Euro 2032 è rientrante Vincenzo De Luca, tornato sindaco cittadino. Tra gli obiettivi, una volta rieletto, del politico campano ci sono “il restyling dello stadio Arechi e del campo Volpe”, come sostenuto in una recente conferenza stampa. In quella circostanza, De Luca ha parlato di possibili dossier su mobilità, il sistema d’accoglienza, ecc. E sul piano dei fondi si è parlato di uno spostamento dei capitoli di spesa.
Eppure ad oggi ci sono solamente delle date ipotizzate (e per altro più volte cambiate), con l’idea di sistemare lo stadio Arechi entro il 2029. In tutta onestà, al momento le possibilità di vedere Salerno appaiono quasi nulle senza elementi più concreti.
Possibilità rispetto a Palermo: basse
Torino, si punta tutto sullo stadio della Juventus
La città di Torino è una delle città con la candidatura più salda. Con due stadi già di UEFA Categoria 4, se si pensa anche all’Olimpico-Grande Torino (casa dei granata) e l’Allianz Stadium (impianto della Juventus), il capoluogo piemontese è una delle certezze del dossier italiano. Sarà lo stadio di proprietà dei bianconeri, verosimilmente, a far parte del progetto Euro 2032.
Realizzato nel 2011, con un costo intorno ai 160 milioni di euro, l’Allianz Stadium ha 41.689 posti. Possiede 4.000 posti auto, 64 skybox e tutta una serie di servizi e una mobilità già proiettata verso grandi eventi. Ha già ospitato una grande finale continentale, visto che nel 2013-14 si giocò l’atto conclusivo dell’Europa League (vittoria del Siviglia ai rigori sul Benfica). E si candida ad ospitare altri grandi eventi.
Possibilità rispetto a Palermo: alte
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Verona, stadio Bentegodi da restaurare: si attende un piano dal Comune
L’ultima candidatura è quella di Verona, che pare abbia vinto una sorta di ballottaggio con Udine. Non sono chiari i termini della scelta che hanno spinto la FIGC a propendere per la ristrutturazione (ancora da programmare) dello stadio Bentegodi rispetto alla casa dell’Udinese, il Bluenergy Stadium (già stadio Friuli).
Resta il fatto che bisognerà programmare per l’impianto una serie di migliorie e modifiche. Ma la politica locale ha fatto fronte comune ed ha spinto con forza l’idea di esserci, anche come eventuali riserve degli impianti principali. Al momento si resta in attesa di capire le future mosse.
Possibilità rispetto a Palermo: basse

