La Società Cooperativa Calcio Messina continua a muovere i suoi passi per cercare di tutelare la storia dell’ACR. La squadra della città peloritana sta continuando a vivere un periodo complicato, con un commissario giudiziale a controllare che i soci attuino tutti i passi per rientrare dei debiti nei confronti dei credito e dello Stato. Al contempo, questo consorzio che ha a capo Antonino Indaimo, sta cercando strade alternative per ridare dignità ai giallorossi.
Da qualche giorno è nota la registrazione di denominazione e marchio ACR da parte della Cooperativa. Questa ha però tentato anche di iniziare un percorso per acquisire l’attuale titolo sportivo del Messina. A renderlo noto sono stati gli stessi membri della Società Cooperativa Calcio Messina, in un comunicato diffuso sui propri canali ufficiali.
Società Cooperativa Calcio Messina: “Noif ci impediscono di agire, vogliamo difendere l’identità”
La Società Cooperativa Calcio Messina aveva studiato una strategia per provare a supportare l’attuale ACR nell’iscrizione al prossimo campionato di Serie D. Ma ci sono dei regolamenti che non consentono tale strada: “Alleggerire la procedura a cui sarà sottoposta la società biancoscudata secondo le norme previste dal nuovo codice della crisi e dell’insolvenza, attraverso l’immissione di liquidità per procedere all’iscrizione al prossimo campionato di Serie D, lasciando agli attuali proprietari il compito di sanare la posizione debitoria, sarebbe stato il nostro piano di azione. Dopo una serie di valutazioni e dopo aver acquisito autorevoli pareri anche da esperti di diritto fallimentare e sportivo, il progetto si è scontrato con le norme delle NOIF (le norme federali, ndr.) che impediscono l’attivazione di queste procedure in seno all’Acr”.
Insomma, se qualcuno dovrà iscrivere il Messina alla Serie D dovranno essere Pietro Sciotto e gli uomini di AAD Invest Group. Il Consorzio ha quindi chiesto a chi di dovere di tenere alta la guardia. “Nei giorni scorsi abbiamo inviato una pec, al commissario giudiziale, l’avv. Maria Di Renzo tramite il nostro legale, avv. Luigi Tinuzzo, nella quale, esprimendo massima fiducia e stima nei sui confronti, abbiamo chiesto rigore e pieno rispetto delle norme, in quanto la comunità sportiva messinese, ancora una volta, si ritrova a essere ostaggio di coloro che hanno determinato un simile disastro”.
Tutto questo ha un solo scopo: tutelare la storia del Messina: “Quella che può apparire come una normale procedura concorsuale, per chiunque abbia frequentato i gradoni dello stadio Celeste prima e del Franco Scoglio poi rappresenta, invece, un passaggio di testimone fra padri, madri e figli, un ponte tra passato, presente e futuro, fra identità e appartenenza. E il nostro compito, oggi, è difendere tutto questo” conclude il comunicato.

