Il Siracusa regge l’urto di un calendario che, come successo nel girone d’andata, le ha messo davanti tante sfide impervie. Il pareggio nel derby col Catania, però, può essere un trampolino di lancio per la missione salvezza. Nonostante una penalizzazione imminente e una vittoria che manca da inizio gennaio, la squadra pian piano si sta compattando, con i nuovi che prendono sempre più conoscenza delle richieste tattiche di Marco Turati. Si cerca quindi la massima resa di questo gruppo, che dalla gara col Sorrento in poi inizierà la parte più importante del suo campionato.
Siracusa, dal derby col Catania buone indicazioni: la squadra lotta, ma serve subire di meno
Il derby col Catania ha raccontato di un Siracusa in partita sino alla fine. Pur dovendo battagliare con un avversario nettamente più forte sul piano qualitativo, i ragazzi di Turati non hanno rinunciato al loro gioco. Tanto possesso palla e capacità di far male in ripartenza restano le armi migliori degli azzurri, che sanno far male anche ad avversari blasonati. Basti chiedere alla Salernitana, contro cui è arrivata l’unica vittoria aretusea in questo girone di ritorno, e il Benevento, che raramente aveva sofferto tanto un avversario tra le mura del Vigorito.
L’integrazione dei nuovi procede: in difesa il duo formato da Andrea Marafini e Thiago Capomaggio ha retto tutto sommato bene all’impatto dell’attacco rossazzurro. E davanti, pian piano, sta prendendo le misure nel ruolo da ricoprire. In questo senso da segnalare il gol realizzato contro il Potenza, cui fanno seguito anche 2 assist che mettono in luce la capacità di legare coi compagni di reparto.
Semmai il problema rimane sempre sul concetto di fase difensiva, che prescinde dai singoli. Restano tanti i 42 gol subiti in questo campionato, di cui solo 13 incassati nel girone di ritorno. Registrarsi dietro, pur senza snaturarsi, sarà il compito che Turati si darà da qui alla fine del torneo. Magari sfruttando un calendario più favorevole.
Tanti scontri diretti: per gli azzurri è tempo di fare punti
Guardando alle undici gare che mancano alla fine del torneo, solo un’avversaria sembra (sulla carta) fuori portata per il Siracusa: la Casertana attualmente quinta in classifica, da affrontare in trasferta. Il resto del percorso è fatto di tappe di medio livello e avversari più consoni al livello azzurro, che si troveranno a doversi giocare adesso tanti scontri diretti.
Il Sorrento nel prossimo fine settimana, Casarano e Team Altamura più avanti nel tempo, sono squadre con cui il Siracusa visto prima del mercato di gennaio poteva affrontare a viso aperto. Oggi forse, con la squadra che sta ultimando il rodaggio, potrebbero destare qualche preoccupazione. Ma, con la crescita che pian piano si va delineando, anche queste partite possono regalare qualche punto.
Discorso diverso riguarda gare come quelle con Giugliano, Picerno, Latina, Atalanta U23, Foggia, Cavese e lo stesso derby col Trapani. Questi saranno veri e propri spareggi tra squadre che, in qualche maniera, saranno coinvolte nella lotta salvezza probabilmente sino alla fine. Ed è chiaro che vincere più gare possibili con queste compagini sia obbligatori per sperare nella salvezza. Ancora di più perché è atteso qualche punto di penalizzazione. La palla passa quindi al Siracusa: è il momento di giocarsi le proprie fiches.

