La notizia della giornata per il mondo Serie C è l’esclusione del Rimini dal campionato. La FIGC ha comunicato di aver preso atto che la società romagnola è stata messa in liquidazione e, ai sensi degli articoli 16 e 110 delle NOIF, ha deliberato la revoca dell’affiliazione. Tutti i calciatori tesserati per i biancorossi sono liberi adesso di accasarsi con nuove squadre, col mercato invernale ormai alle porte. Una mannaia per il calcio di Serie C, che da anni assiste alla scomparsa di squadre anche a campionato in corso. E questo accade anche con le tante riforme sui parametri d’iscrizione che avrebbero dovuto evitare questo scempio.
Negli ultimi 5 anni, però, si è assistita ad un’ecatombe. Principalmente nella Serie C Girone C, raggruppamento in cui si è assistito ai casi più eclatanti dell’ultimo periodo. Con anche delle squadre siciliane a cadere nell’abisso del fallimento.
Il caso Rimini: una tragedia sportiva che doveva essere evitata
Il dato preoccupante è che neanche le squadre delle regioni più ricche d’Italia sembrano ormai tutelate sotto il profilo della tenuta economica. Il caso Rimini ha del paradossale, dato che lo scorso anno festeggiava la vittoria della Coppa Italia Serie C. Ma già in estate la difficile situazione economica, con un discusso passaggio di proprietà alla Building Company, ha mandato tutto all’aria. Di fatto, dopo l’iscrizione al campionato 2025-26, i tesserati non hanno visto più un centesimo e la squadra ha accumulato ben 16 punti di penalizzazione. Dopo un’agonia lunga 5 mesi, al Rimini hanno staccato la spina, ovvero la società è stata messa in liquidazione volontaria.
A fare il paio col caso Rimini, c’è la situazione critica della Triestina, anch’essa con tanti punti di penalità sul groppone (sempre per motivi economici). Senza dimenticare che, pur con una penalizzazione cancellata dopo il commissariamento, il Foggia sta vivendo una stagione di ristrettezze economiche e di dubbi sul futuro. Non sappiamo ad oggi se queste squadre rischiano lo stesso destino dei romagnoli, ma si può dire che il sistema ha fallito su tutti i fronti. Viene inoltre a cadere un triste primato appartenuto dal 2020 al 2025 dal Girone C.
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Quinquennio nero per il Girone C: in mezzo anche i casi Trapani e Catania
Bisogna ricordare che negli ultimi 5 anni tutte le squadre escluse a campionato in corso facevano parte della Serie C Girone C. E tutti con casi sinceramente intollerabili. Si partì col Trapani nel 2020-21, che non si presentò mai in campo dopo un’estate assolutamente travagliata. I ragazzi di Daniele Di Donato (mai sedutosi sulla panchina dei granata) subirono 3 sconfitte a tavolino, tra rinunce alle trasferte e una gara non giocata in casa per l’assenza del medico sociale. Di fatto il passaggio in estate tra Alivision e Alba Minerali portò solo al fallimento, con tanti scaricabarile sulla responsabilità di quella situazione.
L’anno dopo fu la volta del Catania di SiGI, della lunga querelle con Joe Tacopina, e dell’istanza di fallimento presentata a dicembre 2021. La cosa più grave fu però quello che accadde nei mesi dopo. Perché i rossazzurri continuarono il campionato sino alla 36a giornata quando, in assenza dei fondi promessi dall’imprenditore Benedetto Mancini e del mancato rinnovo dell’esercizio provvisorio, la squadra fu esclusa. Un danno per tutto il torneo, che portò a stravolgere le classifiche a campionato praticamente terminato.
A cavallo tra il 2022 e il 2024 nessuna squadra patì l’onta di terminare anzitempo il torneo. Ma quello che non successe in quelle due stagioni si concentrò nel 2024-25, quando a venire escluse dalla Serie C Girone C furono addirittura due società. Nello specifico parliamo dei casi Taranto e Turris, la cui situazione gravosa era già nota in estate, ma a cui fu comunque concesso di iscriversi.
E ogni volta la stessa storia: si promette che questa situazione non si presenterà più, con tanto di riforme, indici di liquidità e altre belle amenità. Ma il dato concreto è che oggi la Serie C fa acqua da tutte le parti e senza riforme strutturali questo campionato continuerà a fornire queste farse.

