Il Siracusa si appresta a tornare nel mondo del professionismo dopo 6 anni. Era il 2018-19 quando gli aretusei riuscirono a conquistare una salvezza quasi impossibile per buona parte di quella stagione. Un -6 rifilato a inizio stagione e un girone d’andata con pochissimi punti, il destino sembrava segnato. Con l’arrivo sulla panchina di Ezio Raciti, però, la musica cambia e la salvezza viene conquistata sul campo, salvo poi essere vanificata dalla scelta societaria di non iscrivere la squadra al campionato e dal conseguente fallimento.
Ezio Raciti, oggi tecnico del Mazzarrone Calcio, è tornato a parlare della sua esperienza a Siracusa ai microfoni di Sporticily.it. Parole al miele per gli azzurri e il loro attuale allenatore, Marco Turati, che conosce bene, dato che lo ha allenato proprio in quella annata.
Ezio Raciti ricorda il suo Siracusa nella stagione 2018-19
Il ricordo della recente promozione è ancora vivido a Siracusa ed Ezio Raciti non può che complimentarsi con gli aretusei. “Il percorso è stato ottimo, la squadra è rimasta quasi dall’inizio alla fine del campionato davanti a tutti. È merito di un allenatore molto forte e preparato (Marco Turati, ndr) e dei giocatori, ma anche della piazza. Si è riusciti a ricreare un entusiasmo insieme alla Curva Anna, che fa la differenza. Questi sono stati degli ingredienti vincenti”.
Il tecnico d’altronde conosce bene il valore della piazza siciliana e sa quanto calore può emanare. “Sei anni fa, ricordo di avere preso le redini della squadra all’ultima gara del girone d’andata. Eravamo ultimi a 11 punti. Eppure, abbiamo fatto un girone di ritorno strepitoso, con gli stessi punti di Juve Stabia e Trapani, poi promosse in Serie B. Abbiamo centrato la salvezza nonostante la grossa penalizzazione che ci avevano dato. In quella squadra c’era capitan Marco Turati, ma anche gente come Emanuele Catania, Federico Vazquez e Marco Palermo. Un gruppo di ottimi giocatori che ci permise di fare quella cavalcata. Un successo vanificato dalla decisione del presidente di non iscrivere la squadra”.
L’elogio di Ezio Raciti a Marco Turati
Marco Turati, che allora era titolare in difesa, fu dunque un punto di riferimento per Ezio Raciti, proprio come adesso lo è lui stesso per i suoi giocatori. Sebbene sia ancora in rampa di lancio, per il tecnico nativo di Catania era chiaro che l’ex capitano azzurro avesse tutti i crismi per fare questo mestiere. “Turati in campo era già un leader: nel 2018-19 lui e Catania presero per mano la squadra e fecero qualcosa di eccezionale. Marco è sempre stato un ragazzo carismatico e intelligente, già da giocatore sapeva dirigere il pacchetto arretrato con personalità. Da allenatore trasmette quello che ha imparato in tanti anni di carriera con tanti allenatori bravi. Non ultimo Vincenzo Italiano, a cui ha fatto da vice per alcuni anni. Ha fatto grandi esperienze e si vedeva lo scorso anno che il Siracusa era la squadra più forte, non solo per i giocatori ma anche perché esprimeva il calcio migliore”.
La carriera dunque si prospetta rosea. “Marco Turati non ha bisogno di consigli. È molto passionale, forse vive la partita con eccessiva preoccupazione, se proprio si vuole trovare un neo. Tra le sue qualità però c’è quella di fare gruppo, è un ragazzo eccezionale e credo che per i suoi calciatori sia prima un amico che un allenatore, dato che sa aiutarli a gestire i momenti di difficoltà”.
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Gli obiettivi del Siracusa
La prossima stagione di Serie C rappresenterà un importante banco di prova per Marco Turati. Gli azzurri saranno chiamati quantomeno a difendere il professionismo, mantenendo i piedi per terra, come ordinato dal presidente Alessandro Ricci, che punta al consolidamento. “Credo che la Serie C sia la categoria del Siracusa, non merita categorie inferiori ma al contempo è molto difficile fare dei passi in avanti. Non impossibile, ma certamente difficile in questo momento storico. È un campionato dispendioso, difficile e con piazze importanti. Non che Siracusa non lo sia, ma ci sono delle realtà che spendono davvero tanto. Cercando di inseguirle e non incanalando i giusti risultati, si rischia di finire male. Bisogna avere equilibrio e sapere quale campionato si deve andare a fare. La società ha le idee molto chiare, da quanto ho sentito, e sono convinto che farà un buon campionato in relazione all’obiettivo salvezza”.

