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Piloti siciliani in F1, la storia continua: da Nino Vaccarella a Gabriele Minì

La Sicilia torna ad avere un suo rappresentante in un fine settimana di F1, grazie alla possibilità concessa a Gabriele Minì. Il pilota di Marineo proverà nelle FP1 del Gran Premio del Messico l’Alpine, sostituendo per quella sessione l’argentino Franco Colapinto. Un’opportunità che non passa tutti i giorni e che riporta l’Isola nel Circus a trent’anni dall’ultima volta, quando a sedersi in un abitacolo fu Giovanni Lavaggi. Ripercorriamo quindi la storia dei piloti siciliani in F1, almeno i più rappresentativi. Scopriremo anche la storia di due circuiti che accolse le vetture di questa categoria.

I piloti siciliani scesi in pista in F1

Gabriele Minì sogna di poter scendere in pista in una gara di F1, ma al momento dovrà accontentarsi solamente delle prove libere del GP del Messico. Eppure ci sono stati dei piloti siciliani che hanno avuto l’occasione di scendere in pista più volte, anche completando dei Gran Premi.

Starabba e Vaccarella: esordio “drammatico”, buoni piazzamenti per il “preside volante”

I primi in assoluto furono Gaetano Starrabba di Giardinelli e Nino Vaccarella. Il primo, soprannominato “gattopardo da corsa” per via delle sue origini nobili, e il secondo, denominato “preside volante” visto che svolgeva questo lavoro in una scuola privata, condivisero la data del proprio esordio. Entrambi infatti corsero il Gran Premio d’Italia del 1961: un evento tragico, segnato dalla morte in pista del pilota Ferrari Wolfgang von Trips e di ben 14 spettatori. Vaccarella, al volante di una De Tomaso della Scuderia Serenissima, chiuse la sua gara al 13° giro per un guasto al motore. Stessa sorte per Starabba, alla guida di una Lotus-Maserati privata ma completò solo 19 giri prima di ritirarsi.

A differenza di quest’ultimo, che si dedicò poi ad altre categoria, Vaccarella tornò più volte in pista con le F1. Nel 1962 tentò di qualificarsi a Montecarlo con una Lotus 18 senza fortuna, ma riuscì invece a piazzarsi in griglia sia in Germania che in Italia. In questa stagione colse anche il suo miglior piazzamento: ciò avvenne a Monza, dove giunse 9° (posizione che, allora, non regalava punti iridati). L’ultima sua gara in questa categoria fu disputata sempre sul circuito brianzolo, dove chiuse 12° nel 1965. Ciò avvenne un anno dopo la storica vittoria di Le Mans nel 1964: solo una delle tante ottenute dal “preside volante”.

Lavaggi, l’ultimo pilota siciliano in F1

Il numero 30 si ripete nella storia di Giovanni Lavaggi, ad oggi l’ultimo siciliano a scendere in pista con una F1. Fu lui a riportare in pista l’Isola a trent’anni di distanza dall’ultima volta (che fu di Vaccarella). E dopo di lui, se ne sono dovuti attendere altri 30 per rivederne un altro, nel caso specifico Gabriele Minì.

Nato nel 1958, ha cominciato tardi la carriera di pilota agonistico, all’età di ventisei anni. Pian piano si è fatto valere nelle ruote coperte, arrivando a vincere la 24 ore di Daytona nel 1995, condividendo il volante di una Kremer-Porsche con Jürgen Lässig, Christophe Bouchut e Marco Werner. E proprio nel 1995 arriva la possibilità di esordire in F1, alla guida della poco competitiva vettura della Pacific-Ford. E infatti quel esordio fu un calvario, dato che collezionò ben 4 ritiri consecutivi tra Germania, Ungheria, Belgio e Italia.

Andò un po’ meglio con la storica Scuderia Minardi, che nel 1996 aveva scelto di puntare su Lavaggi in qualità di terzo pilota. Anche quella vettura non era particolarmente performante, ma permise a Lavaggi di piazzarsi in almeno due gare. A Monza, pur non vedendo la bandiera a scacchi, fu classificato 10° perché aveva percorso oltre il 90% della corsa. All’Estoril, in Portogallo, chiuse invece al 15° posto. Da allora non si sono più visti piloti siciliani in F1, almeno sino a questo momento. E toccherà a Gabriele Minì rompere questo digiuno.

LEGGI ANCHE -> Gabriele Minì in F1, tutto pronto per l’esordio in Messico: dove vedere le prove libere

La storia dei Gran Premi a Siracusa e Pergusa

C’è però un’altra storia, un po’ dimenticata. Agli albori della F1, quando i calendari non erano così congestionati con tanti appuntamenti ufficiali, le scuderie correvano anche dei Gran Premi non ufficiali. In pratica delle corse “amichevoli” su vari circuiti in Europa e non solo, che servivano per testare le soluzioni tecniche e magari qualche nuovo talento. Ed qui che si intreccia nuovamente la storia della F1 con la Sicilia, che fu sede di diversi Gran Premi non ufficili.

Il più longevo fu il Gran Premio di Siracusa, disputatosi tra il 1951 e il 1967. Il circuito su cui si correva, oggi vive uno stato di abbandono, anche se più volte si è provato a rilanciarlo. Ma allora era un test probante per tante scuderie, che portavano spesso qui le loro macchine innovative. Tanti i successi della Scuderia Ferrari, che puntava forte su questo evento: ben 11 su 16 edizioni.

Meno di frequente si corse nell’Autodromo di Pergusa con queste vetture. Ma il circuito di Enna ospitò 4 gare non ufficiali di F1, tra il 1962 e il 1965, con la dicitura di Gran Premio del Mediterraneo. Anche la pista del lago è notissima al grande pubblico, ma negli ultimi anni ha visto sempre meno attività in pista. Chissà che un giorno non si possa assistere al ritorno di qualche vettura di F1 su quel tracciato.

Aldo Sessa
Aldo Sessa
Aspirante giornalista, si occupa degli aggiornamenti sulle squadre di calcio siciliane professionistiche e non solo. Collabora con Sporticily dal 2022 e cura la trasmissione Pillole di Sessa sul calciomercato

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