Tanti i temi affrontati da Giorgio Perinetti, attuale d.t. dell’Avellino e con un passato da dirigente del Palermo, durante la Palermo Football Conference 2024. Perinetti ha affrontato le difficoltà nel ruolo di direttore sportivo. Inoltre, ha parlato di una delle trattative più difficili da chiudere nella sua esperienza in rosanero. Fu Perinetti che perfezionò l’arrivo Paulo Dybala a Palermo.
Perinetti: “Direttore sportivo collante delle società”
Il ruolo del direttore sportivo non è facile. Perinetti individua quali sono le aree che questi deve gestire: “Un d.s. deve collegare le varie aree della società, dalla comunicazione all’area tecnica. La scelta dei giocatori sul mercato è molto importante. La parola gestione è quella più importante, deve essere quotidiana sul campo. I rapporti tra allenatore e società, giocatori e allenatore e giocatori con giocatori. Se non vanno d’accordo e non c’è armonia, i risultati non possono essere buoni. Più sali di categoria, più i giocatori rappresentano un’impresa. Ognuno ha i propri interessi e necessità, si deve tenerli uniti pensando all’obiettivo finale. È difficile”.
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Perinetti: “Palermo-Dybala? Zamparini era innamorato”
Si chiede a Perinetti quale sia la trattativa più bella o complicata vissuta a Palermo. Tra queste c’è proprio quella sopracitata di Dybala, portata avanti dal dirigente romano: “Per Dybala non ero ancora al Palermo quando si cominciò a trattare (già preparato da Walter Sabatini, ndr). Zamparini mi disse che si era innamorato di questo ragazzo giovanissimo ma presupponeva un investimento importante. Mi chiese se ero d’accordo. Il materiale video era scadente, non riuscivo a giudicare. Era anche piccolino e gracile. Aveva però talento. Mi feci aiutare da amici argentini che mi diedero piene rassicurazioni”.
Come spesso capita in questi casi, c’è sempre un po’ di mistero quando si parla di trattative col Sud America. Ma alla fine tutto è bene ciò che finisce bene: “La trattativa fu un film giallo che si sviluppò su diversi incontri, c’era un procuratore che non era il procuratore. Quando tutto si concluse, il ragazzo era sparito. Era a Bergamo a casa di un altro calciatore per preservarlo da colloqui con noi. Alla fine si presentò a Varese da Zamparini. Era molto diverso dai video. Era cresciuto 10 cm in 10 mesi. Dissi menomale. Dopo qualche difficoltà iniziale, è diventato un giocatore che dà spettacolo in Italia e non solo. Fa piacere che sia nato calcisticamente qui”.

