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Palermo riabbraccia Magnani: lieto fine, storia con tanti vincitori (e perdenti)

Il lieto fine tanto atteso e tanto aspettato si è verificato. Come tutti speravano, come in tanti sapevamo, come in pochi potevano dire apertamente, ma come qualcuno ci ha tenuto a svelare, in maniera morbosa e in barba a persone sensibili e situazioni delicate. Giangiacomo Magnani tornerà a essere un giocatore del Palermo, in vista del girone di ritorno di Serie B. Il possente difensore centrale emiliano, dopo le prime partite giocate alla Reggiana, sarà di nuovo rosanero. Un ritorno più che gradito, quasi un anno dopo il suo primo sbarco in seguito all’addio al Verona.

La vicenda si è conclusa nel migliore dei modi, sia per il rapporto sportivo tra Magnani e il Palermo, sia sopratuttto per una situazione personale decisamente più importante di un pallone che rotola. Eppure, nonostante la delicatezza e la complessità di quest’ultima, la corsa all’indiscrezione e al chiacchiericcio non ha avuto sosta. Come se il possibile ritorno del difensore in rosanero fosse una normale vicenda di calciomercato. Ma come tutti sanno e sapevano, non lo era affatto.

Ecco allora che, dopo il tanto atteso annuncio da parte del Palermo, occorre fare chiarezza. Soprattutto perché la suddetta corsa all’indiscrezione ha provocato non poche reazioni nei confronti della categoria di cui chi vi scrive si fregia di far parte. Una categoria che non di rado è fallace e autrice di errori, ma che in questo caso (e non solo) è stata attaccata senza un reale motivo, se non quello di anteporre il rispetto delle persone alla ricerca dello scoop.

Magnani al Palermo, una reunion voluta fin dall’inizio

È giusto mettere al corrente i nostri lettori di un aspetto fondamentale. Il ritorno al Palermo era fortemente voluto da Giangiacomo Magnani. Se non altro perché avrebbe voluto significare una cosa, ovvero la fine delle tribolazioni sul piano personale e familiare. Era stato lui stesso a far presente il costante avvicinamento a una parvenza di serenità, che era aspetto fondamentale per l’interruzione anticipata del prestito alla Reggiana. Nel frattempo tante cose sono successe, e per fortuna tutte hanno aiutato nell’arrivare all’epilogo positivo della vicenda. E tutte queste cose, dalla prima all’ultima, erano pressoché note a gran parte della stampa e degli organi di informazione.

A questo punto, la domanda potrebbe sorgere spontanea: perché nessuno in queste settimane ne ha scritto? Il punto è che anche la motivazione sorge spontanea: rispetto, delle persone e delle vicende personali. La caccia allo scoop e al click poteva essere facile, del resto il giornalismo è fatto di fughe di notizie, di fonti e di “gole profonde”. Tuttavia, come ho scritto prima, la vicenda del possibile ritorno di Magnani al Palermo non poteva essere trattata come una qualsiasi situazione di calciomercato. Ecco allora che la scelta che ha accomunato tutti noi è stata quella di non diffondere troppe informazioni sull’argomento. E la cosa più bella è la mancanza di un “accordo” prescritto tra giornali, sui quali pende una sorta di antagonismo costruita in realtà più da chi osserva da fuori.

Eppure, alla fine di questa storia i giornalisti sono tornati a essere i cattivi. Quelli che non hanno scritto neanche una riga e che non hanno svelato dettagli, indiscrezioni e voci varie. E non sono mancati attacchi diretti e insulti, iniziati verso la categoria e sconfinati (a volte) anche contro le persone. Purtroppo questo è il frutto di una deriva social, in cui basta aprirsi una pagina, crearsi un seguito e ottenere credito, pur di screditare chi fa della raccolta delle fonti e della deontologia professionale i propri dogmi. Ed è sufficiente anche per nascondersi dietro a un profilo e attaccare chi si è costruito notorietà e attendibilità con sacrificio, equilibrio e oculatezza.

Ma alla fine dei conti, oggi siamo tutti più contenti. Magnani è tornato a Palermo, come tutti noi volevamo.

Francesco Cammuca
Francesco Cammuca
Uno dei fondatori di Sporticily, vive il giornalismo sportivo (e non solo) sul campo dal 2009. Dalle sue dita arrivano articoli approfonditi e a volte taglienti, la sua voce è una di quelle che raccontano le vicende delle squadre di cui la nostra realtà si vanta di essere Media Partner.

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