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Palermo, Ranocchia parte piano: il numero 10 ingabbiato negli schemi di Dionisi

Filippo Ranocchia può essere considerato l’emblema dell’avvio di stagione ondivago del Palermo 2024-25, cinico e (spesso) vincente fuori casa ma impacciato tra le mura amiche. Una squadra che avrebbe il potenziale non tanto per ammazzare il campionato, ma certamente per stare in alto tra le prime. Invece i rosanero arrivano alla sosta con 11 punti a parimerito con la Salernitana (che li ha battuti recentemente al Barbera) e altre 3 squadre al settimo posto.

E in questo Palermo che stenta a decollare, il centrocampista più talentuoso del reparto mediano fatica ad incidere. Il nuovo ruolo assegnatogli da Alessio Dionisi è ben diverso da quello in cui ha brillato nella prima parte della sua esperienza in Sicilia. E la piazza si chiede se si torneranno a vedere quelle giocate qualitative che avevano portato il calciatore a segnare 4 gol in pochissime partite.

Palermo, rebus Ranocchia: ottima resa sulla trequarti, ma Dionisi cerca equilibrio

Al momento del suo arrivo, Filippo Ranocchia era la risposta ad un problema atavico del Palermo di Eugenio Corini: dare qualità alla manovra e offrire uno sbocco di gioco ai rosa nella zona centrale di campo. I siciliani usavano molto le corsie laterali per creare superiorità numerica, ma quando queste venivano ostruite dagli avversari mancava qualcuno che sapesse cosa fare della sfera nella trequarti campo altrui. Ranocchia ha subito conquistato la scena nell’allora 4-2-3-1 teorizzato dal tecnico di Bagnolo Mella. L’idea era quella di impiegare il giocatore nel ruolo di sotto punta dietro Matteo Brunori. Che proprio il centrocampista poteva anche innescare con dei passaggi in profondità, decisamente graditi al capitano.

In questa posizione Ranocchia è stato subito decisivo, cambiando non poco l’incisività in zona offensiva dei siciliani. A cui ha sommato una fortunata vena realizzativa (4 gol consecutivi con Bari, Feralpisalò, Como e Cremonese) mai avuta prima in carriera. Ma l’infortunio con il Lecco ha privato i siciliani del centrocampista nel momento più delicato della stagione, che (forse non a caso) hanno mancato a lungo l’appuntamento con successo nel finale di stagione 2023-24.

Con l’avvio del nuovo corso tecnico si pensava che Ranocchia avesse sin da subito un ruolo chiave nella medesima zona di campo. Tanto che molti avevano cominciato a sognare di vedere un numero 10 (preso da Ranocchia quest’estate) tornare ad incantare in maglia rosanero. Ma le idee mostrate da Alessio Dionisi sono ben diverse da quelle attese. Il ritorno al 4-3-3 ha portato l’ex Empoli ad occupare una posizione più arretrata e con maggiori compiti difensivi. Compiti a cui il giocatore adempie con spirito di sacrificio, ma che non sono esattamente adatti alle sue caratteristiche. Il tutto in nome di un equilibrio che il mister correttamente cerca di dare alla squadra. Da qui, forse, le difficoltà ad incidere in zona offensiva, tanto che gli unici assist serviti in stagione sono arrivati su calcio di punizione.

Il quesito è quindi d’obbligo: si troverà un modo per ottemperare a tutte le necessità della squadra, siano esse di copertura ma anche di costruzione? A Dionisi il compito di trovare le contromosse giuste, che potrebbero passare anche per un cambio tattico, in queste due settimane di soste per le nazionali.

Aldo Sessa
Aldo Sessa
Aspirante giornalista, si occupa degli aggiornamenti sulle squadre di calcio siciliane professionistiche e non solo. Collabora con Sporticily dal 2022 e cura la trasmissione Pillole di Sessa sul calciomercato

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