Dopo oltre 10 giorni di lavoro nel ritiro di Châtillon, il Palermo di Filippo Inzaghi comincia ad avere una sua fisionomia tattica ben delineata. Al netto dei volti nuovi in arrivo (con Antonio Palumbo e Mattia Bani sempre più vicini) e alcuni degli attuali calciatori prossimi ad un addio, la squadra rosanero comincia a farsi un’idea delle richieste del mister. Corsa, grinta, attacco della profondità alla base delle richieste, ma anche una capacità di rendere quanto più fluido possibile il sistema di riferimento. Questo grazie alle caratteristiche dei calciatori a disposizione di Inzaghi, soprattutto a centrocampo. Non a caso, oltre il 3-4-2-1, l’allenatore del Palermo sta vagliando anche la possibilità di promuovere anche il 3-5-2. Due moduli che, al netto dei numeri, sono davvero simili.
Palermo, varato il 3-5-2: Ranocchia play, Palumbo-Vasic per cambiare volto alla squadra
Inzaghi ha fatto capire a più riprese che il Palermo ha una rosa che può permettersi più moduli. I calciatori presenti in rosa hanno talento e duttilità, che potrebbe consentire al mister di adattarsi anche all’avversario da affrontare. Ma, mentre la base per la difesa (anche in ottica calciomercato) saranno i 3 centrali dietro, diverso è il discorso per il centrocampo. Il Palermo potrebbe schierarsi con 4 o 5 uomini sulla mediana, dato che i calciatori attualmente in rosa hanno già giocato con questi sistemi.
Per caratteristiche e convinzioni del mister e dei ragazzi, in cabina di regia potrebbero agire Alexis Blin e Filippo Ranocchia. Lo stesso centrocampista si è detto pronto ad occupare questo ruolo, dato che anche in altre sue esperienze ha svolto compiti d’impostazione. Questi sarebbero affiancati dai muscoli e dalla corsa di Jacopo Segre e Claudio Gomes, invitati da Inzaghi a non far mancare i propri inserimenti nella trequarti campo avversaria. Ma in tema di supporto offensivo non saranno questi a fungere da raccordo con l’attacco.
LEGGI ANCHE -> Palermo, Le Douaron: “Sono motivato per fare bene, la concorrenza aiuta la squadra”
In ritiro questo ruolo è stato ricoperto da Aljosa Vasic e Federico Di Francesco, ma è chiaro che l’elemento cardine in questo senso sarà Antonio Palumbo. Questo, come anche l’italo-serbo, hanno nelle loro corde sia il ruolo di trequartista che quello di mezz’ala di qualità. Degli ibridi di talento (quello di Vasic ancora da scoprire, quello di Palumbo già noto) che permetterebbero di cambiare volto alla squadra senza cambiare interpreti. Chiaramente a loro sarebbero richiesti dei sacrifici in fase di ripiegamento. Compiti “difensivi” da cui nessuno potrà esimersi quest’anno. Ma, assimilato il calcio d’Inzaghi, la speranza è che la squadra riesca a muoversi in armonia e come un unico corpo.

