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Palermo, Pigliacelli: “Non ho avuto dubbi, pronto a tutto per vincere. Massolo…”

Mirko Pigliacelli si presenta come nuovo acquisto del Palermo. Il portiere romano ha fatto capire che la trattativa per arrivare in rosanero è durata pochissimo: “Io sono stato in Romania quattro anni e sono stato benissimo. Poi la trattativa con il Palermo è stata molto semplice, non c’è molto da raccontare. Loro a settembre volevano parlare di rinnovo, ero d’accordo nel parlarne. Finchè non ho ricevuto la chiamata da Palermo tramite il mio agente. Lì è finito tutto e ho deciso di venire qui. Questa è una società con grande storia, è una grande piazza ed era irrinunciabile per me. La trattativa è durata cinque minuti”.

L’ex estremo difensore dell’Universitatea Craiova ha ammesso che non c’era la voglia di tornare in Italia giusto per lasciare la Romania. Il richiamo di Palermo per lui è stato fortissimo: “La voglia di tornare è stata tanta quando è arrivato il Palermo. Io a Craiova sono stato bene e ho fatto tanta esperienza. Per me è stato un bel periodo. Non sto tornando in Italia, sto andando a Palermo. Per me Palermo non è un punto di arrivo. Dobbiamo riportarlo dove merita di stare, cioè in Serie A. Per me questo è un punto di partenza”.

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Palermo, Pigliacelli a disposizione di Baldini

Pigliacelli ha seguito il Palermo nella scorsa stagione. Per lui è stata anche l’occasione per avvicinarsi alla conoscenza delle idee di Silvio Baldini: “Ho seguito lo scorso campionato, giocare qui è sempre stata un’emozione forte. So già come gioca il mister e penso di poter fare benissimo. Penso che Baldini sia un grande allenatore che ha ottenuto dei grandi risultati. Ho avuto modo di conoscerlo meglio e siamo già in sintonia, è una persona diretta che mette in pratica le sue idee. Lui chiede a noi di dare tutto per la maglia che indossiamo, deve essere un onore indossare la maglia del Palermo”.

Pigliacelli troverà in rosanero Samuele Massolo. Due portieri che hanno lo stesso agente, ma che non avranno un vero e proprio dualismo. Almeno non dalla parte del nuovo arrivato: “Per me è una concorrenza fino a un certo punto. Vado in campo, do il massimo in ogni momento, poi sceglie il mister chi gioca. Per noi la cosa più importante è il risultato finale. Se ci sarà da fare il magazziniere, sono pronto a farlo pur di raggiungere l’obiettivo. “.

Il ritorno in Sicilia e l’arrivo a Palermo

Il nuovo portiere del Palermo torna in Sicilia dopo il breve passaggio a Trapani. Un’altra bella esperienza nella sua carriera: “L’esperienza a Trapani è stata molto importante. Ovunque sono andato mi sono trovato bene, a Trapani sono stato benissimo. La Sicilia non la conosco benissimo, ci venivo in vacanza con i miei genitori. I compagni mi hanno accolto in maniera eccezionale, da brividi. Sono qui da una settimana e mi sembra di essere qui da mesi. I ragazzi sono disponibili, ho sempre sentito parlare di un grande gruppo a Palermo e ho trovato qualcosa di incredibile”.

C’è già chi ha parlato a Pigliacelli della piazza di Palermo. Stiamo parlando di Devis Mangia, che lo ha allenato in Romania. Da parte sua il feedback sulla piazza è stato entusiasta: “Ho parlato con Mangia, l’ho avuto sia in Under 21 che a Craiova. Con lui sono stato bene, mi ha raccontato qualcosa di Palermo. Mi ha detto che mi sarei innamorato subito della piazza e dei tifosi, mi ha detto che la città è spettacolare. Questa è stata una spinta in più”.

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Pigliacelli e le caratteristiche da portiere

Pigliacelli non è un portiere che sa stare al suo posto. Lo dimostrano le sue doti, ma soprattutto la sua attitudine al ruolo: “Oltre a quello che sono riuscito a fare in campo, mi metto a disposizione della squadra. Se posso aiutarla a giocare con i piedi la aiuto, altrimenti facciamo altro. Anche con le uscite, faccio quel che posso. Faccio quel che chiede il mister, al di là delle parate e tutto il resto. Ho trovato un gruppo eccezionale, i ragazzi trasmettono una grande carica. Non si può che lavorare bene qui”.

Un portiere che cerca sempre di aiutare la squadra, anche nel giro palla. Da qui nasce l’ultimo intervento, quello relativo alla costruzione dal basso. Una abitudine che coinvolge sempre di più i numeri 1: “Io lo ripeto, faccio quel che posso per la squadra. La costruzione dal basso è diventata un crescendo con il passare degli anni. Se serve che io dia una mano con i piedi lo faccio. Non faccio le cose per attimi di follia o per fare lo show, ma solo se è necessario”.

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