spot_img

Palermo, Palumbo: “Sento la fiducia, spero di restare a lungo. Siamo una squadra matura”

Antonio Palumbo, centrocampista del Palermo, è uno dei protagonisti della grande rincorsa dei rosanero. Il giocatore, intervistato dal Corriere dello Sport, ha ripercorso le tappe della sua carriera che l’hanno portato a vestire la maglia dei siciliani. Ma anche quello che è successo sinora in questo 2025-26, che vede il Palermo a caccia di un sogno chiamato Serie A.

Le esperienze di Palumbo: “Sempre grato alla Ternana, esordio in A grazie a Ranieri”

Il racconto di Palumbo parte da un rifiuto da parte della squadra della propria città. Ma quell’evento fu la classica sliding door di una carriera: “Feci un provino quando a 16 anni col Napoli, ma scartato non è la parola giusta. Mi dissero solamente ‘le faremo sapere’ e poi non mi hanno fatto più sapere niente… Allora non pensavo davvero di poter fare il calciatore, era un sogno che mi sembrava irrealizzabile. Provai nella Primavera della Ternana ma l’unico pensiero era tornare a Scampia dove sono nato. Però mi fecero un contratto e a quel punto mi sono sentito quasi obbligato a rimanere. In quel momento cominciai a crederci e pian piano fui in prima squadra”.

Tante esperienze per Palumbo nei primi anni di carriera, che portarono ad una chiamata importante: “Dopo l’esordio a a Terni si accorse di me Carlo Osti, che mi portò alla Sampdoria. Cominciai ad andare in prestito, anche in Sicilia: a Trapani con Calori feci bene in C. Poi un anno perso con la Salernitana, dove mi lasciai andare perché non giocavo mai. Avevo bisogno di sentirmi protagonista e la svolta fu il ritorno a Terni. Non finirò di ringraziare gli umbri e la sua dirigenza, in particolare Luca Leone“.

Prosegue il centrocampista: “In Serie A ho esordito grazie a Claudio Ranieri, che mi fece giocare contro la Fiorentina al Franchi ad inizio campionato. Quella era una Samp piena di grandi calciatori. Stava chiudendo il calciomercato e alla fine scelsi di andare a giocare nuovamente alla Ternana. Ora spero di fare ancora in tempo a riconquistare il massimo campionato”.

Palumbo: “Al Palermo non si dice di no, devi farti trovare pronto”

Tornando al presente, l’attuale numero 5 dei rosanero ha raccontato del suo approdo nel capoluogo. E del rapporto istauratosi con chi guida questa squadra: “Quando ho scoperto dell’interessamento del Palermo, ho avuto un solo obiettivo. Anche se una maglia come quella rosa si accetta a prescindere, è impossibile da rifiutare. La fiducia la sento eccome, mi ha chiesto Inzaghi, su di me hanno fatto un investimento importante, vuol dire che ci credono in me”.

“All’inizio ho fatto faticato, in ritiro ero fuori condizione – dice Palumbo – questa è una piazza che chiede tanto ed è giusto sia così. Si sente la differenza rispetto ad altri posti dove ho militato ma è una pressione buona: qui sai di non poterti accontentare, Palermo ha giocato in Europa, la gente pretende e tu devi farti trovare pronto”.

Palumbo: “Pescara-Palermo partita tosta, vietati cali. Inzaghi ha fame”

Il focus si sposta sul prossimo avversario: “Da 5 giornate di fila segniamo 3 gol a partita, ma se vediamo tutto facile, è proprio lì che arriva la fregatura. Il Pescara ha rischiato di vincere a Venezia, in B ogni avversario è attrezzato: vietati cali d’attenzione”.

Tornando alla guida tecnica, Palumbo ritiene che in panchina ci sia davvero un’arma in più: “Inzaghi ci tiene sul pezzo ma ormai il Palermo è una squadra matura e sappiamo anche da soli come comportarci. Ha vinto tutto ma continua ad avere questa fame. Nel momento più difficile, a novembre, ci ha chiesto qualcosa in più ma sempre ragionando di gruppo. E noi abbiamo risposto; in fondo se guardate, abbiamo avuto solo due settimane di blackout. Gli scontri diretti? Ragioniamo partita per partita”.

Nel tabellino, Palumbo si è fatto notare più per gli assist che per i gol. Ma per lui è indifferente: “Sono affezionato agli assist, soprattutto a quello di Bari per Pohjanpalo. Joel è unico negli smarcamenti, in area ha una cattiveria spaventosa, lo schema è prendo la palla e guardo ‘il biondo’. Ma anche fare gol è bello e io per ora ne ho segnato solo uno. C’è ancora tempo…”.

LEGGI ANCHE -> La Penna torna ad arbitrare, ma in Serie B: la designazione della 27a giornata

Palumbo: “Tanti amici in spogliatoio. Sulle punizioni…”

Ci sono anche altri fondamentali su cui Palumbo è un maestro. Peculiarità conosciute in uno spogliatoio più unito che mai: “Sulle punizioni ci sono piccoli segreti che non si possono raccontare. Diciamo che ci lavoriamo molto in base a come si mette all’avversario. In spogliatoio siamo tutti amici. Peda lo tratto come un figlio, ma ho legato molto con Magnani. I finlandesi sono miei ‘fratelli’, ci capiamo gesticolando ma sono io che devo imparare l’inglese…”.

“Abito a Mondello con Elena, conosciuta a Terni e i nostri due figli, Filippo 10 anni e Ludovica 4. Un paradiso, speriamo di restarci a lungo. A Napoli torno se abbiamo giorni liberi per trovare la mamma. Però una scaramanzia ce l’ho: al Barbera metto il primo piede in campo solo quando suonano ‘Io che amo solo te’, ormai un inno”, conclude il centrocampista rosanero.

Aldo Sessa
Aldo Sessa
Aspirante giornalista, si occupa degli aggiornamenti sulle squadre di calcio siciliane professionistiche e non solo. Collabora con Sporticily dal 2022 e cura la trasmissione Pillole di Sessa sul calciomercato

Related Articles

Rimani Aggiornato

18,500FansLike
4,000FollowersFollow
150FollowersFollow
10,800SubscribersSubscribe

Ultimi articoli