Parla Pippo Inzaghi, l’allenatore del Palermo sbarcato in Australia con la squadra per le amichevoli con il Melbourne FC e la Juventus. In una lunga intervista, rilasciata alla Gazzetta dello Sport, il tecnico ha parlato del suo passato nel Milan e delle aspettative che ha da tifoso per i rossoneri. Ma anche del futuro della Nazionale e del fratello Simone, emigrato per una “scelta personale”. Ma i passaggi più interessanti sono quelli sul Palermo, che Inzaghi pone senza mezzi termini tra le squadre che devono vincere la Serie B. Pur sapendo le insidie che questo campionato ha, l’allenatore vuole riscattarsi dopo l’amara semifinale di Catanzaro.
Palermo, Inzaghi: “La società è forte, ma Serie B piena d’insidie”
“Sono uno che vuole sempre vincere. I 72 punti conquistati lo scorso anno, abbinati con la cresciuta avuta dal gruppo, rappresentano una solida base di partenza per il 2026-27. Avremmo già voluto regalare qualcosa di diverso alla nostra gente che ha dimostrato una passione e un’intelligenza fuori dal comune con il lungo applauso dopo la semifinale di ritorno dei playoff persa contro il Catanzaro. Quel gesto mi ha riempito il cuore perché in Italia non era praticamente mai successo. Con i tifosi abbiamo un grande debito”.
Il tecnico non si nasconde e, alla domanda se i rosanero siano i favoriti per la vittoria finale, risponde così: “È un gioco al quale ci prestiamo volentieri e non possiamo nasconderci. Sappiamo di avere alle spalle una società e un pubblico di un’altra categoria, ma nessuno ci regalerà niente. Questo deve essere l’anno giusto e stiamo lavorando con un obiettivo in testa, senza però dimenticare che il campionato sarà come sempre pieno di insidie e difficoltà: non basterà chiamarsi Palermo, o avere una rosa forte, per tornare in Serie A. Allenare il Palermo è un grande onore, ora dobbiamo dimostra di essere all’altezza e riportare questo club dove merita”.
C’è la possibilità di riscatto come fu con la finale di Istanbul?: “Me lo auguro. Un anno fa speravo di centrare subito la promozione, come mi era successo a Benevento e a Pisa. È andata male… Ripartiamo da un bel gruppo e da un mercato importante (Strefezza l’ultimo colpo, ndr). Mi reputo un allenatore fortunato e ora sta a me ripagare il club e la gente di Palermo“.
LEGGI ANCHE -> Palermo, Gardini: “Strefezza dimostra che vogliamo la Serie A. Stadio? Abbiamo un’idea”
Inzaghi: “Baresi? Un idolo, non dimentico cosa fece quando ero giovane”
Tra i vari passaggi dell’intervista c’è un ricordo per Franco Baresi, scomparso nei giorni in cui il Milan ma anche il Palermo dovevano partire per l’Australia. Inzaghi ha comunque onorato la sua memoria, insieme a Mattia Bani, portando una corona di fiori sotto un murales che rappresentava il mitico libero rossonero e capitano della Nazionale Italiana.
Inzaghi ne parla così: “È stato l’idolo di mio padre e di tutta la mia famiglia. Nel 1983 andavo a San Siro a vederlo giocare nel Mundialito. Avrei voluto essere al suo funerale, ma purtroppo ero in viaggio per l’Australia. Cosi sono andato a “salutarlo” al murales a lui dedicato qui in città. Ho ancora la sua maglia di Parma-Milan del 24 marzo 1996: ero giovane, ma lui volle la mia e diventò ancora di più un mito. Per me è stato il più grande difensore della storia”.

