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Palermo per la comunità: il progetto benefico del City Group sbarca in città

Fare rete, in tutti i sensi, per costruire un futuro migliore attraverso il calcio. È la filosofia dietro al City Football Group e ai suoi programmi di riqualificazione urbana e coesione sociale sparsi in tutto il mondo. Progetti che tra qualche mese verranno importati anche a Palermo, grazie all’accordo siglato con l’amministrazione comunale. Nasce così il progetto benefico che consentirà a un comparto della città di Palermo di crescere di pari passo con la squadra.

Campetti di calcio nei quartieri più fragili

Il primo segno tangibile della presenza del gruppo, al di là degli investimenti sul Palermo Football Club, sul centro sportivo di Torretta e – si spera – anche sul restyling dello stadio “Renzo Barbera”, si potranno vedere in alcune aree periferiche del capoluogo, dove sorgeranno campetti da gioco.

Negli scorsi giorni l’annuncio da parte dell’assessore comunale allo Sport, Alessandro Anello, e dell’assessore comunale alla Pianificazione urbana, Maurizio Carta, al termine dell’incontro con Paul Jeffries, direttore esecutivo del progetto “City in the community” del City Football Group.

“L’obiettivo – spiega Anello – non è fare business, bensì creare una gestione condivisa del bene comune, con il supporto del Cfg che non si esaurisce con i fondi messi a disposizione per la riqualificazione”.

Palermo per la comunità, risorse economiche e non solo

La holding, infatti, metterebbe a disposizione risorse economiche e supporto anche dopo la realizzazione delle aree, seguendo i progetti già avviati a Manchester quasi 40 anni fa, fatti propri dal CFG. Questi verranno poi riproposti in diverse declinazioni anche a New York City e Lommel, giusto per nominare un paio di club calcistici all’interno dell’orbita del gruppo gestito dalla società emiratina.

Le aree scelte in città di concerto da City Group e Comune potrebbero essere assegnate a soggetti e associazioni già esistenti e operanti sul territorio, che, come sottolineano dalla società di viale del Fante, collaboreranno a stretto contatto con il Palermo FC e, quindi, in modo più ampio, con il City Football Group.

Nei prossimi mesi verrà avviato un progetto pilota, sperimentando per la prima volta in Italia la filosofia del “City in the community”, che ogni anno permette a centinaia di migliaia di giovani di avere accesso a spazi di gioco in strutture create da zero o migliorando quelle già esistenti, di seguire programmi sportivi fin dall’età dell’infanzia, di poter sviluppare le proprie capacità di studio e di leadership. Il tutto grazie al calcio.

City in the community, le origini

Tutto nasce nel 1880, quando la famiglia Connell di Gorton sfrutta il potere del football per sostenere la comunità locale nell’hinterland di Manchester. In oltre cento anni, i progetti si sono evoluti, seguendo il contesto storico e sociale, ma lo scopo è rimasto lo stesso: programmi di calcio giovanile, educazione e salute, con cui il City Football Group ha contribuito a trasformare le vite dei residenti in Inghilterra, Belgio, Stati Uniti, Australia e per la prima volta si approccia anche all’Italia.

Nella sola città di Manchester, con i suoi sobborghi, “City in the community” supporta ogni anno oltre 20 mila persone, attraverso programmi che puntano a migliorare la salute mettendo al centro il benessere fisico e mentale, a costruire un futuro più solido attraverso percorsi di istruzione e occupabilità, a creare comunità sane in ambienti sicuri e inclusivi. Qui sono 18 i programmi attivi, che negli anni si sono adattati al contesto in continuo mutamento.

Progetti diversi per differenti esigenze

Si parte da “City play”, dedicato ai bimbi dai 2 ai 5 anni, per incoraggiare i più piccoli a seguire uno stile di vita sano e attivo. Si passa, poi, per “City girls”, che coinvolge le partecipanti donne con opportunità gratuite di formazione calcistica, leadership e mentoring.

E poi c’è “City inspires”, in collaborazione con la Premier League, che mira a lavorare con gli studenti delle scuole secondarie che rischiano di non raggiungere il loro potenziale, ispirando gli alunni ad avere successo ed eccellere a livello accademico, fisico e sociale.

For the City, l’impatto del Group nella Grande Mela

L’impatto più importante in termini quantitativi, però, è senza dubbio quello che dal 2014 coinvolge i distretti di New York City. Da un progetto pilota di 10 aree, si è arrivati con “For the City” a oltre 60 spazi dedicati nei quartieri più difficili come il Bronx e il Queens, coinvolgendo ogni anno oltre 30 mila persone, pari al 60% delle comunità presenti.

Nella Grande Mela mancano spazi sicuri e accessibili in cui i giovani possano giocare ed essere attivi. L’impegno del City Football Group, in questo caso è di “garantire che i giovani di ogni comunità di New York City abbiano accesso alla programmazione calcistica gratuita e a un luogo sicuro in cui giocare, imparare e diventare dei leader, ognuno nel suo settore”.

Anche Lommel ha il suo “In the community”

Li abbiamo visti in azione nelle scorse ore in amichevole al Barbera. Anche i “cugini” del Lommel Sk hanno il loro progetto dedicato alla salute e al benessere, all’istruzione e ai percorsi dei giovani.

Dando priorità alle persone e non ai risultati agonistici, “Lommel in the community” è un programma che punta all’inclusività, alla sostenibilità e all’uguaglianza, garantendo lo sviluppo personale e professionale accessibile a tutti coloro che desiderano impegnarsi nella comunità delle fiandre.

In Italia l’esperimento è a Palermo

Il primo step necessario per le politiche sportive a Palermo era abbassare la tassa comunale per la realizzazione dei campi da calcio, tenendo bene a mente la funzione aggregante di questa disciplina e arginando la nascita di altri campi da padel che sono spuntati come funghi in questi ultimi anni.

Fatto questo e dopo aver assodato l’impegno del City Football Group, si passa adesso all’individuazione delle prime aree da riqualificare, prevedendo già un ampliamento del progetto nei prossimi anni.

Primo elenco in primavera

L’assessore Anello e l’assessore Carta hanno già fatto richiesta al settore Patrimonio di stilare un elenco di aree disponibili da poter includere nel progetto. Entro la primavera dovrebbe venir fuori la lista da cui saranno scelte le aree per il progetto pilota.

Era destino che il nuovo Palermo, rinato dalle ceneri come una fenice, e il City Football Group si incontrassero. Nel Dna dei rosanero targati Dario Mirri c’era già la mission di migliorare la società attraverso il calcio. Nei primi anni di vita, prima del passaggio nelle mani dello sceicco Mansour, la squadra, ad esempio, aveva rinunciato al premio per la promozione dalla D alla C, devolvendo in beneficenza 50 mila euro, per la realizzazione di un campo di calcio allo Zen.

“Vogliamo anche noi fare la nostra parte per la squadra e per la città”, aveva dichiarato ai tempi Mario Alberto Santana. Su quella scia, poi, era arrivata la vittoria della seconda edizione del progetto “Fattore campo” della Serie Bkt. L’arrivo del City Football Group, fanno sapere dalla società di viale del Fante, ha solo permesso di standardizzare idee e progetti già nelle corde del club, che grazie al supporto della fondazione internazionale può rendere più capillare la trasformazione della città.

Perché il calcio, e tutti gli sport in generale, creano comunità migliori.

A cura di Alessia Anselmo

Redazione Sporticily
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