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Palermo, Gardini: “Andremo in A, tifosi ci stiano vicini. Derby col Catania…”

Palermo, il sogno Serie A e la speranza di un futuro brillante sotto l’ala protettiva del City Group: questi i temi trattati dall’amministratore delegato Giovanni Gardini in una intervista ai microfoni di Radio Serie A / Rds. L’esponente del club di Viale del Fante è tornato a rinnovare il suo appello ai tifosi affinché sostengano la squadra, sebbene i risultati non siano stati dei migliori in questa stagione cadetta. Inoltre, ha celebrato i successi della società fuori dal campo.

Il Palermo e l’obiettivo Serie A secondo Gardini

Giovanni Gardini è senza dubbio consapevole che Palermo merita di più della Serie B. “Il focus della piazza è la Serie A e collima perfettamente con i desideri della proprietà. Un Palermo in Serie A ha un valore che in Serie B non ha. Tutti gli sforzi saranno fatti per raggiungere nel minor tempo possibile questo obiettivo. I risultati oggi sono sotto le aspettative, ma abbiamo la determinazione e riteniamo di avere la competenza per farcela. È un viaggio dove sono stati fatti degli errori ma chi lavora può sbagliare. Noi dobbiamo ridurre questa possibilità di sbagliare. Noi siamo consapevoli di quelle che sono le richieste dei nostri tifosi, siamo consapevoli che oggi siamo in difficoltà dal punto di vista sportivo però siamo altrettanto convinti che noi arriveremo in Serie A. Tutti vogliamo andarci il prima possibile, soprattutto chi ci mette tanti soldi come quelli che ci ha messo il CFG fino ad oggi e ogni anno di Serie B ne deve mettere ancora di più”.

Il supporto da parte della piazza non è comunque mai mancato. “Abbiamo 13.000 abbonati e 22.000 persone di media allo stadio, ma dobbiamo portarne sempre di più. I tifosi ci sono sempre stati vicini. Ovviamente ci hanno anche criticato aspramente, ma è giusto, fa parte del loro compito. Loro devono capire che abbiamo un obiettivo comune e quindi devono starci al fianco, perché gli daremo le soddisfazioni che meritano per quello che rappresentano, per quello che sono e per quello che hanno dimostrato negli oltre 120 anni di storia”.

Un sostegno che, tra l’altro, va oltre i confini. “Abbiamo la fortuna di avere un marchio mondiale. Abbiamo presentato la prima maglia a New York. Non per mancare di rispetto al nostro territorio, che rimane basilare perché è il patrimonio reale, ma per dare un’opportunità a tutti i palermitani nel mondo. Il Palermo è facilitato perché, oltre a essere la quinta città d’Italia, ha tutta tifosi ovunque. Ci sono state due persone nel Centro America che hanno comprato due cappellini rosanero che costavano 12 euro e ne hanno spesi 75 per la spedizione. L’amore per la squadra è estremamente radicato e queste sono cose che ti danno la possibilità di trasferire correttamente quelli che sono i messaggi di inclusione, di sostenibilità e di attività che fino a qualche anno fa erano assolutamente impensabili”.

E chissà come sarebbe se il Palermo potesse rivivere l’emozione di un derby, in particolare quello col Catania, ad alti livelli. “Catania è una città importante che sta avendo difficoltà ma è solamente una questione di tempo perché poi tutte le città importanti arriveranno all’obiettivo prefissato senza alcun dubbio”, ha sottolineato Giovanni Gardini.

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Il legame col City Group

Nonostante i tanti successi relativi al brand, qualcuno ha ancora qualche dubbio in merito alla gestione del Palermo da parte del City Group. “Sgombriamo subito il campo, l’indipendenza e l’autonomia del Palermo è al 100%. Lo dimostra un fatto basilare: il City Football Group ha 13 squadre più alcuni partner club e ha dato loro la possibilità che i management fossero locali. Quindi, rispetto anche ad altri gruppi che lavorano, non ha mai avuto interazione diretta in quelle che sono le decisioni. Il CFG ci mette a disposizione il know-how, ovvero l’esperienza e la conoscenza. È un vantaggio e un’opportunità. Il CFG suggerisce e supporta in tutte le attività di business, dove ha dimostrato di essere il miglior gruppo al mondo nel fare calcio. La decisione finale però è sempre locale. In sintesi: siete voi che conoscete e dovete avere competenze in materia di quelli che sono i valori del territorio, noi vi possiamo dare gli strumenti per fare le valutazioni migliori. Quindi – ha chiarito l’amministratore delegato – non c’è la decisione dall’alto in merito ad esempio ad allenatore, giocatori e altro, assolutamente no. C’è condivisione”.

Tra i concetti al centro della filosofia del City Group c’è però quello della cantera, ovvero l’investire sui giovani. “Al CFA Manchester ci sono 16 campi in erba naturale, probabilmente più di quelli presenti in tutta la Sicilia, questi dati sono fondamentali. Per avere giocatori giovani devi avere infrastrutture e insegnanti. La Sicilia ha circa 5 milioni di abitanti, più dell’Uruguay e della Croazia. Facciamo fatica a trovare calciatori siciliani in Serie A e questo è un dato oggettivo. Ci vorrà del tempo. È anche questa una delle nostre mission nel lungo periodo. Siamo convinti che piano piano potremmo riuscire anche in questo. Abbiamo pensato di sviluppare delle attività con le scuole calcio del territorio ma facendo capire che il calcio non è un dovere è una opportunità che viene riconosciuta e quindi comporta sacrifici e tempo. Non si può con uno schiocco di dita pensare di risolvere il problema. È importante avere il supporto delle famiglie, ma soprattutto partire da due basi: strutture e infrastrutture”.

Infine, ancora da indagare la questione relativa a come in futuro i diversi club potranno convivere, date le polemiche sulla comproprietà. “In Europa è un argomento di talmente alto livello che è difficile trovare soluzioni. È chiaro che non si può non tener conto del mondo dove va a finire, quindi si troveranno le soluzioni migliori per garantire la competitività, per garantire lo spettacolo, per garantire la qualità del lavoro”, ha concluso Giovanni Gardini.

Francesco Cammuca
Francesco Cammuca
Uno dei fondatori di Sporticily, vive il giornalismo sportivo (e non solo) sul campo dal 2009. Dalle sue dita arrivano articoli approfonditi e a volte taglienti, la sua voce è una di quelle che raccontano le vicende delle squadre di cui la nostra realtà si vanta di essere Media Partner.

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