Nella lunga intervista con TRM, Alberto Galassi si sofferma anche su alcuni aspetti della piazza di Palermo. Pregi e difetti di una città che ha grande passione nei confronti della squadra, sulla quale finirebbero per esserci delle pressioni delle volte difficilmente sostenibili.
Palermo, Galassi: “Poca memoria e calore bruciante, tutto si può gestire diversamente.
Galassi dice di amare e ammirare la Sicilia e Palermo in particolare. Ma ha individuato due ordini di problemi che ha imparato a conoscere in questi anni: “Vivo e ho famiglia a Modena, ero un tifoso del Milan, ma oggi tengo sia al Manchester City che al Palermo. Il calore della piazza rosanero è ineguagliabile. Vendo barche in 71 Paesi nel mondo, ma mi fermano solo per il Palermo. I palermitani sono ovunque e hanno un cuore enorme. È una città capace di attrarre e di aggregare. Nonostante ciò, ha due difetti. Il primo è che Palermo non ha memoria. È necessario ricordarsi cos’era questa società prima del City Group. Quando siamo arrivati c’erano 6 dipendenti in sede, ora sono 55, tutti giovani e determinati. Abbiamo attratto sponsor incredibili”.
Oltre alla memoria breve, ci sarebbe un altro ordine di problemi. Qualcosa che richiama un po’ le famose pressioni che citò Matteo Brunori al termine dei playoff del 2023-24: “Amo la Sicilia: vengo qui in vacanza da vent’anni ed il mio migliore amico è Domenico Dolce. Mi ha fatto conoscere le Madonie e ci vengo cinque volte l’anno. Ho notato che Palermo è una malattia contagiosa, si soffre e si gioisce per questa squadra. Con questo calore Palermo ti scalda o ti brucia, non riesce a dosare. Spero che un giorno questo calore si possa gestire diversamente. Essere scaldati da Palermo rende possibile l’impensabile”.
Insomma, Galassi ritiene che con un atteggiamento diverso, già oggi si potrebbe capitalizzare al massimo una chance per andare in Serie A: “Spero di andare a La Spezia. Lì ho un cantiere nautico e i dipendenti mi odiano perché in trasferta tifavo per il Palermo e perché abbiamo vinto contro di loro all’andata. Mi chiedo però se riusciremo mai a gestire la temperatura, evitando che si incenerisca tutto. A volte si tende a gettare il bambino con l’acqua sporca. Si dice che va tutto male ed ho sentito parole inaccettabili. Abbiamo fatto due stagioni clamorose, da dove eravamo a dove siamo. Per me è così, avevamo come obiettivo i playoff e ci siamo andati. Dobbiamo essere fiduciosi, perché in Serie A ci andremo. Ce la stiamo giocando e vedremo cosa accadrà. Io sogno, non voglio rassegnarmi. Dobbiamo essere tifosi, ma poi mi metto la giacca e faccio l’amministratore”.
Galassi: “Nostra società trasparente come poche, Osti ha in mano la gestione sportiva”
Galassi cerca poi di spiegare la divisione interna del City Group e come questa si rifletta sul Palermo: “Ci sono poche società trasparenti come la nostra. L’organizzazione è semplice. Abbiamo un consiglio di amministrazione del gruppo, che gestisce diversi club, e all’interno dei diversi club ci sono i consigli di amministrazione singoli. Io faccio parte di quello del Palermo. C’è Giovanni Gardini l’amministrazione delegato, e poi ci sono altri consiglieri e un presidente. La direzione sportiva è quella che prende le decisioni sportive. Per intenderci, Carlo Osti decide sull’allenatore e sulla campagna acquisti, confrontandosi con il consiglio di amministrazione per quanto riguarda le questioni economiche”.
Insomma, chi sta sul luogo si confronta con la casa madre, ma poi sono i primi a prendere la decisione. Un modo per chiarire anche il ruolo di Riccardo Bigon: “Il City Group è molto attento ai conti, punta più sugli investimenti che sulle spese folli e investe sul territorio. Le scelte sono fatte però a Palermo e condivise con il gruppo. Manchester è un coordinamento del tutto ed abbiamo la fortuna di avere anche un italiano come Sporting director come Bigon. Spiegare le sfumature dei campionati italiani agli anglosassoni, data la loro rigidità, non sarebbe semplice. È lo scenario migliore. Siamo tutti tifosi del Palermo, è un fuoco sacro che ci porta a convincere il gruppo dell’importanza di questa squadra. Ad esempio io ho chiesto un budget più aggressivo, considerato che non siamo sul podio del monte ingaggi di Serie B“.
Prosegue Galassi: “Le esigenze di questa società sono sul tavolo, io faccio la voce grossa perché penso che il potenziale ci sia. La città, il Comune, la Sicilia e l’Italia devono però volere il City Group almeno quanto Manchester ha voluto Palermo. Il gruppo ha dimostrato di sapere pianificare, anche senza spendere più degli altri, per cui lasciateci fare il nostro lavoro, perché Palermo è in ottime mani, le migliori della sua storia”.
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Galassi: “I giovani talenti possono sbagliare, serve pazienza. Leclerc…”
Tra i temi toccati da Galassi c’è il rapporto che il Palermo dovrà costruire col territorio in tema di giovani talenti: “Mercoledì sera ero a cena con Leclerc, è un amico da quando era ragazzino. È partito dall’academy della Ferrari, ma non è andato subito a correre con la Rossa. Sebbene il suo talento fosse noto a tutti è passato dalla Sauber per crescere. Io vorrei che il Palermo un giorno potesse fare esordire i talenti senza doverli mandare in altri campionati per non avvertire il peso e l’imperdonabilità di uno sbaglio. Essere pilota della Ferrari è complicato, così come essere giocatore di Juve, Milan, Inter o Napoli. A Palermo è uguale”.
Palermo dovrebbe, secondo il consigliere d’amministrazione, avere maggior cura dei virgulti cresciuti in casa o portati in squadra: “Serve maggiore tolleranza nei confronti dei ragazzi. È troppo comodo avere undici campioni e un giovane che si integra perfettamente. È molto difficile avere sei campioni e sei giovani. Questa piazza adesso non lo permette. Noi siamo qui anche per il settore giovanile, il potenziale è enorme e va sviluppato. I giovani hanno il diritto di sbagliare, in qualsiasi settore, perché sono il futuro. Non si può lasciare andare un giocatore di talento per le pressioni, le aspettative richiedono un po’ di pazienza”.
“Andare in Serie A coi prestiti non è un modello sostenibile, ci vuole il giusto mix. Manchester in questo è eccezionale. Foden e Palmer sono un esempio. Però va detto: Lamine Yamal a Palermo non ce l’avrebbe mai fatta ad esordire. Magari tra dieci anni succederà. Mi piacerebbe che questo cambiasse, perché c’è tanto talento in Sicilia. Scambi all’interno del City Group? Quello che è successo con Gomes non è da poco. Dobbiamo tenere conto che se il direttore sportivo della galassia CFG chiama Bigon perché vuole un buon giocatore di un’altra squadra della nostra famiglia, è chiaro che la controparte dica che a loro serve. Tutti vogliono tenersi i più bravi, anche noi. Gli scambi però sono molto più di quanto appaia all’esterno”, conclude Galassi.

