Nel corso di un’intervista rilasciata a TRM, il consigliere d’amministrazione del Palermo Alberto Galassi ha analizzato la stagione regolamentare del Palermo, parlando anche delle contestazioni ricevute in queste settimane dalla piazza, indirizzate sia alla guida tecnica di Alessio Dionisi che alla gestione del City Group, con Giovanni Gardini in prima linea. Contestazioni figlie di un momento storico particolare, con i tifosi che sognavano i rosanero in lotta per la Serie A diretta. Il dirigente, tuttavia, ha voluto chiarire quali fossero le reali ambizioni del club di Viale del Fante, facendo un passo indietro.
Palermo, Galassi: “De Sanctis? Brava persona, ma operato non all’altezza”
Galassi apre il grande capitolo delle critiche verso la società e il rendimento della squadra. Lo fa in primis parlando delle scelte condotte a gennaio rispetto alla scelta del direttore sportivo: “Il dissenso va rispettato, ho massima tolleranza. In azienda ascolto sempre le opinioni discordanti. La società però deve fare la società, i tifosi devono fare i tifosi. Non credo che il calciomercato estivo sia stato disastroso, ma il cambio di direttore sportivo è stata una risposta indiretta a un giudizio che la società ha dato sulle operazioni, nel pieno rispetto della persona. Morgan De Sanctis è una bravissima persona, ma il suo operato a Palermo non è stato ritenuto all’altezza. Ciò non intacca le sue capacità e il suo impegno professionale”.
Per il dirigente, la squadra ha fatto un percorso che non va disprezzato. Anche perché in linea con le aspettative: “Dipende da come si vede il bicchiere, se mezzo pieno o mezzo vuoto. Ritengo che avere raggiunto per due anni consecutivi in Serie B sia tutt’altro che un risultato negativo. Io mi affaccio a questa fase del campionato con grande positività. Quando sono diventato avvocato, non ho fatto un buono scritto, ma ho fatto un ottimo orale. La mia carriera scolastica è stata tutta così e sono sempre riuscito a raggiungere ogni obiettivo. Il Palermo andrebbe letto così. Adesso comincia un mini-campionato e, nel migliore degli scenari, la squadra affronterà cinque partite”.
E sui playoff, prosegue Galassi: “Se fossi nelle altre squadre non vorrei mai incontrare il Palermo, è capace di tutto. È una società forte, motivante, con dei giocatori bravi. I talenti individuali sono infiniti e il gruppo attaccanti è importante, tanto che può fare gol in qualsiasi momento a chiunque. L’obiettivo playoff non dovrebbe essere mai dato per scontato. Non siamo la squadra che ha speso di più né quella col monte ingaggi più alto, non siamo neanche sul podio. Dobbiamo affrontare i playoff col massimo rispetto delle altre e consapevoli delle difficoltà. Credo sia un errore dire che fuori dal campo siamo bravi e dentro no. All’esterno del terreno di gioco siamo una fuori serie. All’interno siamo in linea con gli obiettivi: non si può pensare di aver diritto automatico alla Serie A perché siamo il Palermo“.
Galassi: “La Serie A diretta non era nei piani della società”
Parlando di livelli da centrare, Galassi è se possibile ancora più chiaro nel prosieguo dell’intervista: “La promozione diretta in Serie A, che tutti vorrebbero, non è mai stato un obiettivo di questa società dall’inizio del campionato. Non te lo può garantire nessuno. La Serie A diretta si conquista quando, partendo con l’obiettivo di fare i playoff, ti trovi in un contesto tale per cui vinci gli spareggi oppure, a fine campionato e per una serie di circostanze, ci riesci. A meno che non sei il Sassuolo, che è una formazione di un’altra categoria e si ritrova a militare in un campionato che non gli appartiene”.
Il dirigente non sa dare una spiegazione alle tante sconfitte, soprattutto quelle interne. Ma è chiaro che la piazza rosanero non è come tante altre: “Non sono l’allenatore del Palermo, non posso dare spiegazioni che non mi competono. A noi vengono offerti club di Serie A e di Serie B ogni settimana. Giocare a Palermo non è facile e non lo è neppure sviluppare talenti. Non siamo a Cesena, Udine, Venezia, Empoli o Sassuolo. La maglia qui ha un peso come lo stadio, che si può avvertire in positivo in negativo”.
“In Serie B puoi perdere e vincere con chiunque – prosegue Galassi -, le avversarie possono avere un particolare stato di forma oppure particolari motivazioni, come ad esempio le neo-promosse. Non si deve semplificare o sottovalutare il campionato. In Francia e in Spagna se la giocano in due o tre. In Italia non c’è una reale comprensione di quanto sia difficile. Non abbiamo avuto una stagione fortunata in termini di episodi, ma si sa che il calcio l’ha inventato il diavolo”.
Indipendentemente da quello che sarà il finale di stagione, Galassi ha chiarito che i vertici rosanero non saranno valutati per questo aspetto: “Il City Group non decide nulla sulla base dei risultati, ci sono dietro pianificazioni pluriennali, soprattutto per quel che riguarda le figure non sportive in campo. Noi stiamo vicini alle persone e non le mettiamo in discussione. I bilanci si fanno alla fine di ogni anno calendariale, noi trarremo delle conclusioni ma queste non riguarderanno chi ha ruoli apicali nella società”.
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Galassi: “Stadio Barbera? Sono fiducioso, bene le parole di Lagalla”
Non si può non parlare con Galassi anche della questione relativa alla convezione dello stadio Renzo Barbera: “Ho letto con piacere le dichiarazioni recenti del sindaco Roberto Lagalla, che vuole proseguire nel percorso, per noi è molto importante. Abbiamo speso circa 20 milioni in infrastrutture. La nostra volontà è quella di rimanere, ma il tango si balla in due. Vorremmo ospitare Euro 2032 a Palermo. Sono fiducioso, so che stanno lavorando e vedo da parte della politica la volontà di arrivare a un risultato”.
Insomma, c’è la speranza che tutto possa procedere per il meglio: “Mi aspetto sviluppi a breve. Noi intanto continuiamo ad anticipare i soldi. Io sono un ottimista per natura, perché cambia l’atteggiamento. Io sono convinto che arriveremo a un accordo, perché l’amministrazione comunale ha interesse che il City Group rimanga e la città apprezza quello che facciamo sul territorio, in primis le opere di bene”.

