Alberto Galassi, consigliere d’amministrazione del Palermo e membro del board del City Football Group, continua a ravvivare la giornata in casa rosanero. Oltre l’intervista rilasciata al quotidiano Giornale di Sicilia, il dirigente italiano ha anche parlato all’emittente locale TRM. Le dichiarazioni spaziano dal futuro della società alla ambizioni della squadra, arrivando però anche a parlare di Alessio Dionisi e Matteo Brunori. Un’intervista a 360 gradi e ricca di spunti.
Palermo, Galassi: “Osti ha confermato Dionisi, esonero non paga sempre”
Il consigliere d’amministrazione Galassi cerca di chiarire la struttura che prende le decisioni a Palermo. E lo fa prendendo spunto da un tema caldo come quello legato ad Alessio Dionisi: “La scelta dell’allenatore spetta al direttore sportivo, almeno nel City Group. L’esonero spettava dunque a Carlo Osti. Io sono contento che sia stata presa la decisione di fare rimanere Alessio Dionisi, perché vedo squadre con monte ingaggi superiori che hanno cambiato quattro allenatori, forse per l’emotività, e adesso si ritrovano una retrocessa (Sampdoria, ndr) e una ai playout (Salernitana). Il Frosinone ne ha cambiati tre ed è anch’essa ai playout”.
La scelta di mandare via un tecnico avviene di rado, proprio perché si ritiene una extrema ratio: “Il City Group non cambia mai allenatore sulla base delle emozioni, è una scelta molto ponderata, che prendiamo con estrema difficoltà, come se dovessimo affrontare un divorzio. Al Manchester City abbiamo cambiato tre allenatori in tredici anni: Mancini, Pellegrini, Guardiola. Non lo facciamo a cuor leggero e, soprattutto, è compito del direttore sportivo decidere se è necessario. Se Osti ha ritenuto che Dionisi fosse l’uomo giusto, la società concorda e lo sostiene. La cosa peggiore che una società di calcio può fare è confusione: si deve avere una linea e mantenerla, anche di fronte alle avversità. Anche se la rotta è la più difficile, va portata avanti”.
Galassi: “Le partite le decidono i giocatori, la comunicazione spetta a Dionisi”
Sempre parlando di Dionisi, il consigliere Galassi si esprime anche sul modo di comunicare del tecnico: “Per quanto concerne quello che ha detto Dionisi sul fatto che non è lui a scendere in campo, era una cosa su cui non mi ero soffermato. Le sento per la prima volta ma penso che abbia detto il vero. Non so come sia possibile che siano state interpretate diversamente da come lui stesso le aveva pensate. Questo non è un deresponsabilizzarsi. Adriano Galliani, che io ritengo un maestro, mi ripeteva sempre che in campo ci vanno gli undici. È vero. Le partite le decidono i giocatori”.
Per il dirigente, comunque, non esiste un problema di accentramento e sovraesposizione mediatica del tecnico: “A Manchester e in tutti i club, spetta all’allenatore il ruolo di comunicare, insieme al direttore sportivo. Dopo le vittorie si fa volentieri, dopo la sconfitta meno. Noi ci siamo andati dopo avere vinto la Champions League e dopo averla persa. L’idea di mettere un frontman diverso non può privare l’allenatore di questo ruolo”.
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Galassi: “Serie B campionato cadetto più complicato d’Europa, ma andremo in A”
Nell’intervista, Galassi parla anche delle grosse difficoltà del campionato che il Palermo disputa ormai da 3 anni: “In Serie B la differenza di tasso tecnico tra la prima e l’ultima è molto basso, per cui c’è grande difficoltà. Noi abbiamo perso due partite col Cittadella e vinto col Sassuolo promosso. In Europa, tra i campionati cadetti, è in assoluto il più complesso, è una A2. Non si ci può permettere di creare confusione. Lo scorso anno, se mi avessero chiesto chi sarebbe stato a rischio retrocessione, non avrei mai detto la Salernitana del mio amico Iervolino o il Frosinone, né tantomeno la Sampdoria, avendo lavorato per anni a Genova e conoscendo la città”.
Insomma, per Galassi, nulla è da dare per scontato: “Quello che facciamo a Palermo è difficile. Tutto ciò che è bello, è difficile. Noi ci rivedremo in Serie A, lo assicuro, ma è complicato. Il livello è alto. Il divario di fatturato tra Serie A e Serie B è talmente sproporzionato per cui tutti vogliono andare in massima serie, ma pochi ci riescono. Il Parma ha speso 300 milioni; il Como, il Pisa e la Cremonese hanno investito tanto anche loro. Il Palermo dovrà investire e faticare”.
Palermo, Galassi: “Brunori? Con lui rapporto straordinario, è motivato a fare bene”
Il consigliere d’amministrazione viene poi sollecitato a parlare delle questione legate a Matteo Brunori. In particolare sul perché non abbia giocato nella prima parte di stagione. Galassi glissa e tende a focalizzarsi sul presente: “Io sono un tifoso del Palermo, voglio ricordarlo. Le scelte tecniche sono dell’allenatore, quelle relative allo staff tecnico sono del direttore sportivo. Io non mi permetterei mai di giudicare perché o come un giocatore è stato utilizzato o meno. Ho alle spalle quattordici anni nel City Group. Un consiglio di amministrazione non può sostituirsi a persone che fanno questo di mestiere. Io posso parlare di Matteo Brunori come persona e ne parlo molto bene. Abbiamo un bellissimo rapporto, scherziamo insieme a Torretta, ha uno spiccato senso dell’umorismo. È un ragazzo per bene ed è motivato nel giocare i playoff”.
Prosegue il consigliere d’amministrazione: “Non credo che il suo passato sia rilevante. L’ho visto molto determinato, carico e consapevole del fatto che qualsiasi avversario incontri il Palermo, sa che è una squadra scomoda. È il lato più bello di questo mini-campionato. Nessuno festeggerebbe all’idea di incontrare il Palermo ai playoff”.

