Federico Di Francesco ha parlato in conferenza stampa durante il ritiro del Palermo a Livigno. In primis si è parlato del suo cambiamento di rendimento tra il girone di andata e quello di ritorno. “Sicuramente il fatto di essere arrivato a fine mercato, con poco tempo per conoscere i compagni. Anche l’infortunio di novembre dove ho perso tempo a riprendere la condizione. Nel girone di ritorno ho alternato buone partite e meno buone. Quest’anno voglio fare bene, conoscendo i compagni già da un anno. Abbiamo grande ambizione per portare in alto il Palermo. Il mister fa le sue considerazioni, io penso a dare tutto e mettere la squadra al primo posto. La cosa più importante è l’obiettivo della squadra, quindi migliorare il rendimento altalenante della scorsa annata. Sono fiducioso, ho belle sensazioni con questo nuovo mister, che porta nuove metodologie”.
Palermo, Di Francesco e l’autocritica
Di Francesco si dice consapevole del fatto che qualcosa a Palermo debba cambiare. Anche da parte sua, in quanto non nega di non aver fatto una stagione esaltante: “Io sono una persona molto autocritica, so che posso fare di più. Lavoro in quell’ottica. Mi sento maturo, ma sogno ancora e il mio sogno è la Serie A con il Palermo. Il sesto posto dei playoff va migliorato. Dobbiamo scavare dentro noi stessi e migliorare il tutto”.
Il fantasista rosanero ha parlato anche di Alessio Dionisi. Il nuovo allenatore del Palermo potrà dare tanto alla squadra rosanero: “La sua carriera parla da solo, in tre anni a Sassuolo ha fatto benissimo. Penso sia l’allenatore giusto per me e per i miei compagni. Ha entusiasmo, è giovane, ha una mentalità offensiva. Adesso pensiamo a fare step by step e poi pensiamo al campionato”.
Alzare l’asticella
Lo spogliatoio del Palermo sembra aver messo alle spalle la conclusione negativa della scorsa stagione. Di Francesco ci tiene a sottolineare la voglia di rimediare: “C’è aria positiva nel nostro spogliatoio. Il periodo di stacco ti aiuta a metabolizzare il tutto. Dopo la partita con il Venezia c’è stata tanta amarezza, nonostante il grande entusiasmo post Sampdoria. Ci siamo ritrovati, siamo allineati verso l’obiettivo. Tutti hanno voglia di fare bene, tra l’altro questa piazza ti porta sempre a sognare”.
Tra l’altro Di Francesco potrebbe ritrovare quel rendimento a cui ci ha abituato prima di Palermo. Del resto Dionisi è un tecnico che valorizza da sempre gli esterni offensivi: “Giocare esterno l’ho già fatto con Corini, tranne qualche volta la mezzala con Mignani, nonostante non fosse il mio ruolo. Ho sempre dato massima disponibilità di ogni allenatore. Il calcio di oggi è dinamico e ci vuole flessibilità. La mia ambizione è quella di migliorare i numeri dei gol e degli assist. Anche una buona dose di sfortuna c’è stata. Sono sicuro che il modulo del mister mi può aiutare”.
LEGGI ANCHE -> Calciomercato Palermo, Aurelio-Soleri lasciano Livigno: via libera a Nikolaou
Palermo, la figura di leader secondo Di Francesco
Di Francesco può essere un leader per il Palermo? L’attaccante fa capire di non volersi dare un’etichetta, ma solo dare il massimo in campo: “Non sta a me dirlo, queste sono situazioni che dicono la società e l’allenatore. Posso essere un esempio per i compagni più giovani, dando tutto e mettendo in atto i giusti atteggiamenti. Ogni individuo è diverso. Non mi sento di prendermi un ruolo. Penso a dare tutto e cercando di aiutare i compagni. L’età mi permette di dare la parola giusta, avendo tanta esperienza. Non mi piace darmi un ruolo determinato, ma do tutto per aiutare i compagni”.
Anche perchè ci sono obiettivi da raggiungere e da conquistare tutti insieme. Quello più importante lo ribadisce proprio Di Francesco: “L’obiettivo è quello di squadra, cioè essere competitivi per andare in A. Non esiste un obiettivo singolo. Il momento più difficile l’esonero di Corini, al quale eravamo legati. Peccato perché c’era grande entusiasmo dopo il 3-0 al Como. Il maledetto pareggio di Cremona ha cambiato tutto. In B si deve essere equilibrati e continui per portare a casa più punti possibili. Ci spero nella doppia cifra, non nego che mi piacerebbe arrivarci, non essendoci mai arrivato. Ma prima l’obiettivo di squadra. Il calendario non cambia nulla, tanto tutte si devono affrontare. Non cambiano neanche le tre trasferte all’inizio”.

