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Palermo, Ceccaroni va in panchina: l’ex Venezia paga stanchezza ed errori

Pietro Ceccaroni deve proprio aver capito che è cambiata l’aria a Palermo. Benché i tre pareggi sotto la gestione di Michele Mignani abbiano aperto un dibattito in città, tanti sono i segnali di discontinuità col recente passato. Il cambio di assetto tattico, ad esempio, che ha portato una maggiore copertura difensiva e densità a centrocampo. Ma anche “l’esclusione” di alcuni punti fermi della gestione di Eugenio Corini.

Utilizziamo volutamente l’espressione tra virgolette, dato che la scelta di mettere in panchina certi giocatori può essere dettata da mille ragioni. Ma, soprattutto, due-tre partite sono un lasso di tempo troppo ristretto per decisioni drastiche. Ma ha fatto ugualmente rumore la panchina di Ceccaroni nell’ultimo match contro il Parma, che il Palermo ha condotto senza troppo rischiare verso lo 0-0 finale. Il tutto senza che uno dei punti fermi della sua difesa fosse in campo a battagliare al fianco dei suoi compagni.

Palermo, tanti errori di Ceccaroni nel girone di ritorno: serviva una pausa

I motivi per cui Ceccaroni è rimasto in panchina durante Palermo-Parma, lo ribadiamo, potrebbero essere molteplici. In primis, mister Mignani potrebbe aver rilevato che lo stato di forma del calciatore non fosse dei migliori. E questo, a dirla tutta, era piuttosto evidente. Dopo il rientro dall’infortunio, patito in PalermoBrescia, Ceccaroni non ha avuto un attimo di respiro, giocando 15 partite di fila senza mai uscire. Questo nonostante alcune prestazioni (contro Ternana e Venezia) avessero segnalato un momento di scarsa lucidità del ragazzo. Ma l’allora mister Corini ha sempre dato fiducia e continuità al giocatore, nella speranza che giocando potesse superare gli errori commessi.

Probabilmente, il tecnico di Bagnolo Mella poteva fare affidamento su un tempo lungo, che Mignani non ha a disposizione. Anche in Cosenza-Palermo Ceccaroni si è reso protagonista di un errore d’ingenuità pagato a caro prezzo, visto il calcio di rigore regalato a Gennaro Tutino. Questo, al netto di come la si pensi sull’episodio (contestato da molti tifosi).

Dopo questa situazione, Mignani ha scelto di cambiare, mettendo a sinistra Ionut Nedelcearu e dando un po’ di respiro a Ceccaroni. Una scelta in controtendenza col passato, che ha anche ribaltato quello che è sembrava essere un postulato inattaccabile: un centrale di piede destro non può giocare a sinistra. Cosa palesemente smentita dalla prestazione del centrale rumeno, che anzi è stato uno dei migliori della serata. Naturalmente, una rondine non fa primavera: serviranno altre prove simili a Nedelcearu se vorrà vincere stabilmente il duello con Ceccaroni.

La leadership venuta meno senza Lucioni

La gestione di Mignani di Ceccaroni, però, non va letta come una bocciatura del giocatore. Il difensore era arrivato in estate a Palermo per guidare, insieme ad un veterano come Fabio Lucioni, la difesa rosanero. E va detto che le prestazioni nella prima parte di stagione sono state di ottimo valore. D’altronde, se il difensore ha accumulato 28 presenze stagionali, di cui 27 da titolare, e una sola volta è stato sostituito (per l’infortunio di cui sopra) un motivo ci sarà.

Ma è anche vero che, venendo a mancare la solidità e l’esperienza in campo di un giocatore come Lucioni, anche il rendimento di Ceccaroni non sia stato più lo stesso. Il calo del difensore va certamente di pari passo ad un calo psicofisico della squadra, che ha visto infrangersi nel tempo tutte le proprie certezze. Tuttavia, si chiedeva a Ceccaroni di guidare il reparto, mettendo in campo tutta la sua esperienza accumulata in questi anni. Cosa che raramente si è vista. È sembrato quasi che l’ex Venezia faticasse a trovare l’amalgama con Nedelcearu nei delicati meccanismi difensivi, creati nel ritiro estivo.

Tutto ciò, è bene ribadirlo, non vada letto come una bocciatura del giocatore che ha dato tanto in stagione. Tanto più perché si è adattato, talvolta, in un ruolo non suo (quello del terzino), facendo anche bella figura. Ma il ritorno di Lucioni garantisce quella dose di leadership che serviva per ridare stabilità al reparto. Così, se la spia del serbatoio delle energie di Ceccaroni indicava la riserva, bene ha fatto Mignani a leggere questo segnale. D’altronde i playoff sono vicini e avere un’arma in più durante quella lotteria può essere solo un bene per questo Palermo.

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