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Palermo “allergico” ai suoi spettatori: sopra i 20mila non si vince, altro che arma in più

Il Palermo e il suo tifo sembrano attraversare uno dei momenti più bui degli ultimi anni, non solo per le contestazioni continue della Curva alla società, ma anche e soprattutto per un rapporto di “amore e odio” tra il club e gli spettatori. Non tanto per i risultati che ancora una volta, in quella che sarebbe dovuta essere la stagione per lottare per la promozione (mettendo da parte il “godiamoci il percorso” e il “consolidamento”), latitano ad arrivare. Ma soprattutto perché quei risultati, che una volta erano scontati, ormai non lo sono più. Come il “Barbera” non è più il fortino di una volta per i colori rosanero, anzi.

Il “Renzo Barbera”, un fortino dimenticato

La gloriosa Favorita, da diverse stagioni, pare essere bottino di tante, anche delle meno pronosticate, con il Palermo capace di concedere i tre punti, o alla meno peggio il pari, a chiunque. Una volta non era di certo così, basta chiedere alle tante big cadute tra le mura amiche dell’impianto di viale del Fante nei tempi d’oro della Serie A, dalla Juventus al Milan. Eppure, oggi, quelli sembrano essere ricordi lontani anni luce, perché i rosa al “Barbera” sembrano non sapere più come si fa a vincere. O meglio, non sanno più vincere quando i tifosi accorrono in massa per supportare la squadra.

È un paradosso, perché nel pensiero comune i tifosi sono il dodicesimo uomo in campo, l’arma in più per qualsiasi squadra. A Palermo, invece, più lo stadio è pieno, più facilmente i rosa… perdono. Incredibile a dirsi, ma la statistiche della stagione corrente parlano chiaro e il club, più che in panchina (e le scelte che da settimane sono sotto l’occhio del ciclone), il problema pare averlo sugli (o forse con gli) spalti.

Le statistiche su dato spettatori e risultati del Palermo

Allo stato attuale, con 15 partite all’attivo al “Barbera”, il Palermo ha registrato una media di quasi 21mila spettatori (20.572,4 per la precisione) con 6 vittorie, 4 pareggi e 5 sconfitte. La partita con più presenze è stata quella d’esordio alla quarta giornata pareggiata col Cosenza (25.787 spettatori il 1° settembre 2024), mentre quella con meno pubblico col Modena alla 21ª (con la vittoria per 2-0 firmata Brunori-Le Douaron, lo scorso 12 gennaio, di fronte a 16.645 spettatori). E già da qui arriva qualche indizio. Ma i numeri sono impietosi guardando ai risultati che i rosanero hanno ottenuto ogni volta che il tifo ha risposto a gran voce presente all’appello.

Facile partire dal 2-3 in rimonta subito contro la Cremonese, con 23.683 spettatori a “godersi” lo spettacolo fornito dagli uomini di Alessio Dionisi, che prima hanno illuso e poi sono caduti sotto i colpi degli uomini di Giovanni Stroppa. E sembra quasi un deja vu, perché i veri problemi del Palermo dalla scorsa stagione sono nati proprio a Cremona, neanche a dirlo con una rimonta dallo 0-2. Ma il match contro i grigiorossi, quest’anno, non è un caso isolato e i rosanero sembrano essere allergici, in particolare, alla quota 20mila.

Ogni volta che ai 13mila abbonati si sono aggiunti almeno 7mila paganti, la mancata vittoria è apparsa assicurata. Dopo Cosenza, anche Cesena (sesta giornata – 23.230 spettatori) e Sampdoria (quattordicesima giornata – 21.425 spettatori) hanno agguantato il pari davanti al pubblico delle grandi occasioni, per non parlare delle sconfitte con Salernitana (ottava giornata – 25.460 spettatori), Cittadella (dodicesima giornata – 20.591 spettatori), Catanzaro (diciassettesima giornata – 18.304 spettatori, unica sotto il target) e Pisa (ventiquattresima giornata – 21.585 spettatori).

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Insomma, la quota 20mila spettatori è sinonimo di amarezza. A essa si aggiungono poi le rimonte (Cremonese, Spezia e Modena in questa stagione in casa e fuori) e le partite decise nel finale. Insomma, un’altalena continua che, non fa bene a chi lotta per la promozione diretta (che è un miraggio). La soluzione? Tornare ad avere una mentalità da grande, capace di vincere contro tutte e tutti, superando ogni ostacolo con la freddezza di una volta. Oppure, per le gare casalinghe, chiedere ai tifosi di frenarsi dall’andare allo stadio una volta arrivati a quota 6.219 biglietti emessi (per arrivare alla cifra dei 19.999 spettatori complessivi ed “eludere” il problema). E chissà che non ci sia qualcuno che, al 6.320esimo tagliando staccato, corre a giocarsi l’X2.

Redazione Sporticily
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