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Palermo, occhio al cartellino: tanti diffidati di qualità e centrocampo “in crisi”

Il Palermo e i cartellini: un rapporto complicato. Sin dalla scorsa stagione la questione disciplinare è stata al centro dell’attenzione in casa rosanero. Per un lungo periodo sono state le espulsioni a tenere banco. Sotto la gestione di Giacomo Filippi si era addirittura arrivati a 11 rossi in 26 partite. Poi con la cura di Silvio Baldini questo aspetto è stato smussato. Ad oggi, l’ultima espulsione, è stata comminata ai danni Odjer in occasione della gara contro la Paganese, terminata sul risultato di 2-2, il 27 marzo scorso. Anche il dato delle ammonizioni con l’avvento del nuovo tecnico era rientrato nella media: 27 gialli nella regular season da quando il mister toscano è in panchina. Eppure, con l’inizio dei play-off, tutte le cautele sulla gestione dei provvedimenti arbitrali sono state lasciate per strada.

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Regolamento Playoff Serie C “nuovo” e rigido, ma troppe ingenuità

Partiamo da un presupposto, a scanso di equivoci. Il regolamento che entra in vigore nei Playoff di Serie C forse è fin troppo rigido con le squadre. Quando ci si gioca il tutto per tutto, con le forze che vengono meno sul finire di stagione, il fatto che con due ammonizioni si salti una partita decisiva per la corsa alla promozione probabilmente è eccessivo. Nonostante ciò, questa formula è usata anche in tornei ben più importanti, come Champions League o i Mondiali. Il tutto, però, con una specifica importante: le diffide vengono cancellate dopo i quarti di finale. La Lega Pro, invece, ha invece negato questa possibilità: chi va in diffida, ci rimane fino alla fine del percorso.

Le regole, al di là della correttezza o meno, sono comunque note a tutti, anche ai giocatori del Palermo. E qui nasce il problema: in tre partite di playoff i rosanero hanno collezionato ben 10 cartellini gialli. Di questi due per De Rose (che ha già scontato la squalifica) e Dall’Oglio (che invece non ci sarà nel ritorno con l’Entella). Una a testa per Marconi, Lancini, Buttaro, Crivello, Damiani e Brunori che risultano quindi in diffida.

L’aspetto che però realmente preoccupa non riguarda tanto il numero di cartellini collezionati nel corso di questo torneo, bensì la “qualità” della maggior parte delle ammonizioni prese. Esse sono infatti parse assolutamente evitabili. Dallo scontro a gioco fermo di De Rose con Calvano alla perdita di tempo di Lancini, come anche la mezza manata di Brunori all’avversario, tutte contro la Triestina. Fino ad arrivare al fallo nella trequarti campo avversaria di Buttaro nell’ultima partita. Pochi gialli sono sembrati ben spesi in quanto necessari a fermare un’avanzata avversaria.

Palermo, problema centrocampo: tutti ruotati ma già due squalificati

La situazione appena illustrata provoca non pochi problemi quando si parla della gestione delle diffide. In difesa ben quattro elementi sono a rischio squalifica, mentre in attacco il solo Brunori provoca non pochi patemi all’ambiente rosanero. Ma è il centrocampo rosanero quello che ha pagato il prezzo maggiore, anche in termini di equilibri di squadra. L’assenza di De Rose nel primo tempo di Chiavari si è fatta sentire, con la difesa che è sembrata un po’ in affanno rispetto agli attacchi dell’Entella. Non a caso l’ammonizione a Dall’Oglio che gli è costata la squalifica è arrivata proprio nella prima frazione. Nel secondo tempo l’ingresso di Odjer ha dato più fisicità alla linea mediana, giovando anche a Damiani, che ha fatto una prestazione migliore (anche se pure lui rientra nella lista dei diffidati).

Il problema però resta: i cartellini impediscono a Silvio Baldini di dare continuità alla formazione titolare in questi Playoff di Serie C. Sebbene il tecnico del Palermo abbia più volte sottolineato che le squalifiche non sono un intoppo insormontabile, il peso di queste ultime si sente, in particolare nel reparto di mezzo. Soprattutto quando il sentore è che sarebbero potute facilmente essere evitate. È quindi inevitabile fare sì che durante i prossimi impegni, nel caso di prosecuzione di questo sogno, si torni ad un’attenzione maggiore verso le sanzioni disciplinari.

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