Andrea Accardi stavolta saluta il Palermo definitivamente, anche se in cuor suo spera sia un arrivederci. L’ormai ex numero 4 ha rescisso coi rosanero per andare a Piacenza (per lui dovrebbe essere pronto un contratto fino a fine anno, con opzione per il prossimo). Ma i colori della propria città il difensori li ha difesi come una fede incrollabile, anche a costo di rimetterci. Un leader silenzioso che ha accompagnato la squadra anche nei momenti più bui.
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Il messaggio di Accardi alla piazza rosanero
In un lungo post su Instagram, Accardi ha celebrato il suo amore verso Palermo e i colori rosanero. Esprimendo gratitudine per l’occasione concessagli: “Spiegare a parole quello che ho vissuto in questi anni sarebbe riduttivo ma ci tengo a ringraziare le tantissime persone che ho conosciuto in questo magnifico e lunghissimo viaggio che nella tappa finale ci ha regalato una promozione magnifica in Serie B. Iniziando da chi ha lavorato dietro le quinte per la squadra facendo il lavoro più pesante mettendosi sempre a disposizione, poi i miei compagni ed ex compagni alcuni dei quali oggi reputo veri amici con cui ho condiviso tantissime battaglie sportive piene di gioia, alcune di queste indimenticabili”.
“Un grazie speciale va ai tifosi veri del Palermo” prosegue Accardi, “quelli che ci sono sempre stati, quelli che sono davvero innamorati delle proprie radici e si identificano con la squadra della propria città, a loro va il mio affettuoso saluto perché si è sempre fieri di essere Palermitani e tifosi del Palermo nella buona e nella cattiva sorte. Vi porterò per sempre nel mio cuore. ‘Non piangere perché è finita, sorridi perché è successo’. Il vostro Andrea”.
Accardi e Palermo: un amore lungo 17 anni
Andrea Accardi è uno degli ultimi figli di Palermo che ha avuto l’onore di poter vestire la maglia della sua città sin da bambino. È nato il 30 luglio 1995, originario di Villaggio Santa Rosalia, in tanti in famiglia hanno avuto la possibilità di giocare con addosso il rosanero. Il più celebre probabilmente è suo cugino, Pietro Accardi, protagonista della cavalcata del 2003/04 e rimasto a Palermo per 6 stagioni.
Andrea è entrato nelle giovanili rosanero nel 2005, ad appena 10 anni, facendo tutta la trafila dai Pulcini alla Primavera rosanero. Tra l’altro è rimasto iconico un abbraccio (da raccattapalle) a Javier Pastore, in un derby col Catania passato alla storia per una tripletta dell’argentino. Da allora solo in due occasioni ha vestito una maglia diversa da quella della propria città. Infatti, dopo aver ben figurato proprio nel campionato Primavera, Accardi si spostò prima a Trapani (in Serie B) e poi a Modena (in Serie C). Soprattutto l’anno in Emilia gli permise di farsi le ossa per tornare presso la casa madre e giocarsi le sue chance. Il Palermo nel frattempo era retrocesso in Serie B e si apprestava a vivere il proprio canto del cigno. Ma Accardi ebbe la possibilità di esordire in rosanero: prima in Coppa Italia contro la Virtus Francavilla (vittoria per 5-0) il 6 agosto 2017, poi in campionato con il Brescia (0-0) qualche settimana dopo.
Il sogno di Andrea coincise come detto con l’incubo di una città che visse per l’ennesima volta l’onta del fallimento e della radiazione. Quella volta al Palermo toccò di ripartire tra i dilettanti e il difensore palermitano dovette scegliere: trovare spazio in qualche formazione di Serie B o C oppure rimanere in rosanero. La sua risposta fu questa: “Io sono innamorato della città e della maglia. Lo sono fin da piccolo. Ho avuto diverse offerte, ma non avevo intenzione di muovermi da qui. Prima viene l’amore per il Palermo, i soldi non contano”. Accardi ripartì dal Palermo di Mirri in D.
I tanti infortuni e quel gol solo sfiorato
In Serie D però i regolamenti della categoria favorivano (e lo fanno tutt’ora) gli under e contemporaneamente il Palermo costruì una rosa che doveva vincere il campionato. Di conseguenza Accardi si trovò a doversi conquistare il posto giornata dopo giornata. Alla fine per lui ci saranno 17 presenze alla fine di un anno condizionato dall’arrivo della pandemia Covid. In questo campionato andò a realizzare uno dei suoi sogni di bambino: segnare un gol con la maglia rosanero, lui che certamente non è un goleador. Ci riuscì pure quando in Palermo-Cittanovese (4-1) andò a segno, salvo vedersi annullato il gol per un calcio di rigore fischiato dall’arbitro. La delusione per l’annullamento fu talmente evidente anche al pubblico, che addirittura i supporters acclamarono un tiro dal dischetto del picciotto palermitano. Il rigore in realtà fu poi marcato da Gianni Ricciardo.
I rosanero comunque centrarono la promozione in Serie C, regalando di fatto la prima vittoria di un campionato in carriera ad Accardi. Gli anni in terza serie rappresenteranno però un calvario per il numero 4. Infatti Accardi troverà gradualmente sempre meno spazio da titolare e soprattutto sarà falcidiato dagli infortuni. Non è un caso che l’anno scorso abbia visto il campo solo 16 volte. Lo spirito di sacrificio del picciotto palermitano è stato encomiabile: mai una parola o un gesto fuori posto, tanta fatica per recuperare dagli infortuni e sempre pronto a difendere la causa rosanero.
Per tutti è stato un punto di riferimento nello spogliatoio: lo stesso Baldini lo citerà nella sfuriata di Potenza come l’esempio per tutti da seguire. La promozione in B, grazie alla doppia finale playoff col Padova, seppur vissuta da fuori segnano la chiusura di un cerchio per un ragazzo che ha dato quanto poteva alla causa. Adesso arriva la parola fine sul rapporto tra il Palermo e il calciatore, che potrà certamente avere più possibilità di mettersi in mostra. Ma è certo che una storia d’amore come questa, viscerale come poche, non finirà mai.

