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PalaShark, ricorso di Antonini al TAR: “Revoca del Comune folle, la pagheranno cara”

Il Comune di Trapani e Valerio Antonini continuano la doppia sfida sul fronte infrastrutturale, ormai aperta da settimane. Da quando i rapporti dalle parti sono diventati incandescenti non si è più trovata una quadra sulle forme di utilizzo degli immobili destinati al basket e al calcio. E l’incertezza prosegue senza sosta. È delle scorse ore la notizia di un ricorso al TAR da parte di Antonini contro la decisione delle istituzioni di revocare la convenzione per il PalaShark. Un’azione che arriva dopo il ritorno forzato del possesso del bene da parte del Comune, arrivato pochi giorni fa. Ma la nebbia si infittisce anche attorno allo stadio Provinciale, perché anche su questo impianto Palazzo D’Ali ha delle pretese.

Trapani, Antonini: “Sul PalaShark follia del Comune”. E parte il ricorso

A tornare a parlare di PalaShark è lo stesso Antonini, come di consueto con uno dei suoi tanti post sui propri canali social. Nello specifico parla delle azioni portate avanti dalle istituzioni sulla vicenda concessione: “Depositato e notificato il Ricorso al TAR contro la follia del Comune di Trapani sulla revoca del PALASHARK, che potrebbe oltretutto costare carissimo nell’immediato futuro alle casse del Comune”.

Tutto verte appunto sulla famosa concessione trentennale sul PalaShark, istituita tra Comune e Trapani Shark per l’utilizzo del Palazzetto cittadino. Per Antonini il cambio di ragione sociale del club da SSD (Società Sportiva Dilettantistica) a SRL (Società a Responsabilità Limitata) non avrebbe dovuto portare a un decadimento dell’accordo. Per il comune (che si appella al diritto amministrativo) c’è una sostanziale modifica del soggetto giuridico. Un vizio di forma che annullerebbe la concessione e avrebbe quindi obbligato il Comune di Trapani a riprendere possesso del bene.

Ad oggi comunque la Shark non può accedere con le sue squadre giovanili nel Palazzetto, che Antonini ha contribuito a ristrutturare con interventi quantificati dall’imprenditore intorno ai 2,5 milioni di euro. Non è dato sapere cosa succederà in merito a questa vicenda, ma è chiaro che la questione non sarà di semplice e rapida risoluzione.

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Decreti ingiuntivi sul Provinciale: senza accordo, niente stadio?

C’è parallelamente un’altra grana che Antonini deve risolvere con le istituzioni di Trapani. Nello specifico, questa volta, la grana riguarda lo stadio Provinciale e il libero consorzio. Come vi avevamo raccontato ad inizio mese, questo ente (che ha concesso il bene al Trapani calcio) vanterebbe dei crediti nei confronti dei granata. Sono partite delle ingiunzioni di pagamento, per riscuotere una cifra che va dai 500.000 ai 600.000 euro. Soldi che Antonini ritiene che debbano essere scomputati dai lavori che aveva affrontato anche su questo impianto.

Non è chiaro cosa farà il Libero Consorzio nelle prossime ore, in caso di mancato pagamento delle cifre richieste. È stato anche paventato il rischio di veder sottratto al controllo del Trapani il Provinciale, come successo con il PalaShark nel basket. Ma in questo caso il danno sarebbe ancora più grave, dato che in questo impianto la squadra di Salvatore Aronica gioca e si allena. Le prossime ore saranno cruciali per capire l’indirizzo della società e delle istituzioni.

Aldo Sessa
Aldo Sessa
Aspirante giornalista, si occupa degli aggiornamenti sulle squadre di calcio siciliane professionistiche e non solo. Collabora con Sporticily dal 2022 e cura la trasmissione Pillole di Sessa sul calciomercato

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