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Nissa promossa in Serie D: dalla festa “degli altri” al trionfo targato Giovannone

Era il 18 marzo del 2023, un sabato. Allo stadio “Tomaselli” di Caltanissetta si giocava un Nissa-Don Carlo Misilmeri. Si trattava di una partita abbastanza anonima, importante più per gli ospiti che per i padroni di casa. Il risultato è abbastanza eloquente: 0-4 per la formazione allenata da Salvatore Aronica. Il pubblico di fede nissena passò dai fischi rivolti alla propria squadra agli applausi a scena aperta per quella ospite, soprattutto dopo il bellissimo gol con cui Piero Concialdi chiuse la gara. In pochi si sarebbero aspettati che quasi 13 mesi dopo, la Nissa sarebbe stata promossa in Serie D in maniera così trionfale, surclassando avversari e record.

Si parte dunque da qui, dal racconto di quel bizzarro sabato pomeriggio. Una partita che fece da antipasto a un’altra festa, che forse ha fatto scattare qualcosa nella testa dei biancoscudati.

Il ricordo della festa “degli altri”

Quel Nissa-Don Carlo Misilmeri, come ho già scritto, fu disputato in anticipo di 24 ore rispetto all’orario iniziale. Ma perchè si giocò di sabato e non di domenica? La risposta è nota a tutti, o quantomeno a chi ha seguito con attenzione le vicende del calcio siciliano lo scorso anno. Il giorno dopo si sarebbe giocata la sfida tra Canicattì e Catania, valida per il campionato di Serie D Girone I. Sarebbe bastata una vittoria ai rossazzurri per ottenere la aritmetica vittoria del campionato e l’immediato ritorno tra i professionisti.

Dopo una trattativa a tre – che vide protagonisti racinari, etnei e la stessa Nissa – si ottenne il via libera per far giocare la partita al “Tomaselli”. Una scelta strategica, in quanto il Canicattì era già allora sprovvisto di un proprio campo di riferimento e il Catania voleva giocare in un impianto che potesse contenere tanto pubblico. E di fatto, i biancorossi erano in casa solo a livello nominale. Lo stadio di Pian del Lago, infatti, era un tripudio di bandiere rossazzurre e di tifosi in trepidante attesa del verdetto. Un verdetto che sarebbe arrivato in quel pomeriggio di domenica 19 marzo 2023.

Nissa promossa in Serie D, un cammino mostruoso

Forse quel pomeriggio del 19 marzo 2023, qualcosa è scattato nella testa di Luca Giovannone. Forse nella sua mente c’era un pensiero, il rimpianto di non aver potuto partecipare alla festa in prima persona. In fondo l’imprenditore romano era intenzionato a entrare in corsa per la fondazione del nuovo club di calcio a Catania, con il bando che alla fine premiò Ross Pelligra.

E forse veder festeggiare gli altri lo ha portato a voler essere lui, l’anima della festa in un futuro non troppo lontano. Così nasce la Nissa che 13 mesi dopo sarebbe stata promossa in Serie D. Una vera e propria corazzata, costruita tra le tante anime tecniche e societarie di questo club in costante ascesa. Giovannone si è circondato di soci entusiasti e di dirigenti capaci, in primis il direttore sportivo Ernesto Russello. Un grande uomo di calcio capace di trascinare con sé grandi giocatori e un condottiero a cui affidarli.

Nicola Terranova, da Mazara del Vallo con furore e con un bagaglio di titoli già messi in bacheca. Sotto la sua guida la solidissima Akragas era riuscita a tenere a bada lo spumeggiante Enna, vincendo al fotofinish il campionato e riportando la città dei Templi in Serie D. Quest’anno il compito era ancora più difficile, visto il parterre de roi dell’Eccellenza Girone A. Squadre di tradizione come la Pro Favara e l’Unitas Sciacca, il nuovo che avanza rappresentato dall’Athletic Club Palermo, vere e proprie mine vaganti come Mazara 46, Supergiovane Castelbuono e Castellammare.

Tutte spazzate via con un andamento da record. Mai nessuno aveva fatto così tanti punti nell’Eccellenza siciliana. Forse nessuno ci è mai riuscito a livello nazionale.

Un futuro a dir poco roseo

Chi crede che dopo essere stata promossa in Serie D, la Nissa si voglia fermare, non ha ben chiaro ciò di cui si sta parlando. La società del presidente Luca Giovannone, come abbiamo già scritto, è in continua espansione e medita di continuare a crescere. In fondo ci sono tanti elementi che portano a pensare a un club sempre più forte con il passare degli anni.

Non ci sono solo gli investimenti fatti fin qui dal patron e dai suoi soci, che sicuramente rappresentano una base importante. C’è la solidità di un corpo dirigenziale che confermerà l’ottimo lavoro fatto quest’anno. C’è la complicità dell’amministrazione comunale, che ha dato fondo a risorse e maestranze per restituire lustro al “Marco Tomaselli”, impianto in cui si potrebbero tranquillamente giocare partite di calcio professionistico. E poi c’è l’indotto nisseno, con una piazza che ha sempre fatto registrare il sold out e che promette di offrire calore e passione anche nel prossimo campionato di Serie D.

Insomma, la Nissa è da tenere d’occhio per il futuro. E chissà che non sia profetico lo slogan apparso sulle maglie e nei post celebrativi: Siamo D… passaggio.

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