A Messina sembra che sia arrivata una ventata d’aria fresca, anche se non c’entra il meteo ballerino di questi giorni. La città sta cominciando a vedere i primi passi di AAD Invest Group (rappresentati da Stefano Alaimo) in giallorosso e pare stia nascendo un nuovo ottimismo. Naturalmente cauto, perché questo ha insegnato il recente passato. Al netto di alcuni ritardi dettati dalla burocrazia e dalla stagione in corso, è evidente come in poco tempo si sia già fatto tanto. Se questo basterà per ottenere la salvezza sul campo è tutto da dimostrare, e già la sfida col Crotone può essere un buon banco di prova. Ma dal ritorno dei gruppi di tifosi organizzati allo stadio fino alla ristrutturazione societaria, tante appaiono le novità in casa Messina. Anche sul fronte calciomercato, dove è cambiata quasi radicalmente la politica d’azione del club, guidata dal ritorno di Domenico Roma come direttore sportivo.
Da Sciotto ad Alaimo: come è cambiato il Messina
Dopo tanti mesi d’attesa, lo scorso 2 gennaio il Messina è passato per l’80% delle quote ad AAD Invest Group ed in poche settimane tanti sono stati i cambiamenti sensibili. Già dalla guida della società passata da Pietro Sciotto (oggi socio di minoranza) a Stefano Alaimo, rappresentante del fondo lussemburghese e presidente del club peloritano.
Il dirigente franco-palermitano ha messo subito in chiaro i primi punti essenziali che il Messina avrebbe dovuto affrontare in questi giorni: risoluzione in tempi brevi delle questioni burocratiche e un’azione decisa sul calciomercato. Mentre sul primo si sta ancora agendo, data la delicatezza che un passaggio di proprietà comporta, molto più speditamente si sta andando sul fronte delle trattative.
Il calciomercato del Messina: tornano i contratti lunghi
Per il calciomercato del Messina, la direzione chiara del presidente Alaimo è partita da un punto fermo, quello del ritorno di Domenico Roma. Il nuovo presidente ha pressato a lungo l’ex d.s. del Foggia, che voleva garanzie sul proprio lavoro — ma anche economiche — per tornare. La società, che ha mostrato subito grandissima fiducia nei suoi confronti, gli ha garantito massima disponibilità. In più, è stata cambiata la strategia aziendale: niente più attenzione al minutaggio dei giovani, bensì il giusto mix tra under e giocatori d’esperienza. La necessità è salvare la categoria e il d.s. potrà prendere tutti gli elementi che ritiene utili alla causa, senza guardare alla carta d’identità. Le prime operazioni lo hanno già dimostrato.
Domenico Roma, affiancato da Francesco Ramondino (che fa da osservatore), si è mosso rapidamente per comprare e vendere. Cosa che in città raramente si è visto in questi anni, dove servivano giorni e giorni per trovare gente motivata e focalizzata sull’obiettivo salvezza. Invece, in pochissimi giorni, sono stati palesati i nomi di quei giocatori che non volevano più stare a Messina, rapidamente sostituiti con nuove pedine.
Da sottolineare, in questo senso, un altro aspetto fondamentale: la durata dei contratti. Sotto la gestione Sciotto, i contratti annuali erano la normalità e solo pochi giocatori potevano sperare in qualcosa di più duraturo. Recentemente era successo esclusivamente per Giuseppe Salvo, Michele Emmausso (poi ceduto in estate al Foggia di Roma) e Giulio Frisenna. Il risultato era che ogni estate c’era una squadra da ricostruire, con le difficoltà del caso.
In questa sessione di mercato invernale, invece, per convincere giocatori come Carmine De Sena e Marco Crimi, che in Serie C hanno il loro curriculum, c’è voluto poco, con contratti più lunghi di 6 mesi. Il campionato, ad ogni modo, è fatto anche di tanti prestiti e pure questo Messina non può prescindere da tale realtà. Ma anche qui, in alcuni casi si ipotizza per giocatori potenzialmente importanti un riscatto, come nel caso di Daniel Dumbravanu. Solo così si può ricreare intorno al club una nuova aria, che possa spingere i giocatori ad accettare la sfida della salvezza. Oltre ai già citati, in Sicilia sono arrivati anche dei giovani profili come Raul Morichelli e Francesco Dell’Aquila (in prestito da Perugia e Torino). Ma ancora altri acquisti verranno portati avanti nei prossimi giorni, per rinforzare tutti i reparti della squadra.
I tifosi danno fiducia, ma ora servono altre garanzie
Questo cambio di passo così netto ha certamente colpito positivamente la piazza, che già all’arrivo della nuova società ha dato un segnale di rinnovato ottimismo. Certo, il ritorno degli ultras allo stadio Franco Scoglio non è stato certo bagnato con una prestazione dignitosa contro l’Audace Cerignola. Gli ultimi movimenti di calciomercato permettono però ai tifosi di pensare che questo Messina si sia tutt’altro che arreso all’idea di disputare i playout per salvarsi. Ora dalla teoria bisogna passare ai fatti. La prossima sfida con Crotone appare proibitiva, anche in virtù dei pochi giorni che i nuovi arrivi hanno avuto a disposizione con Modica, ma i giallorossi dovranno giocarsela con tutti se vorranno tentare la carta della salvezza diretta.
Infine, si attende che fuori dal terreno di gioco si perfezionino tutti i passaggi burocratici della cessione. Una società solida e strutturata, con un organigramma ben delineato (su cui Alaimo sta riflettendo), può solamente essere un ulteriore punto di forza e di serietà per la nuova società. E se a Messina arriverà quanto prima anche Doudou Cissé, proprietario di AAD Invest Group, anche gli ultimi dubbi potrebbero essere dissipati.

