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Messina, Sciotto: “Non sono scappato, città violenta contro di me. Non esercito clausola”

Pietro Sciotto scrive una lettera accorata per esprimersi sulla situazione drammatica dell’ACR Messina. Il presidente uscente si è affidato alla redazione della Gazzetta del Sud per fare il punto. Da parte sua c’è grande passione, almeno questa emerge dalle parole e dai concetti espressi per spiegare il caso. Il passaggio di proprietà ad AAD Invest Group dell’80% delle quote fa ancora discutere. Ancora di più dopo i recenti problemi, sfociati in un deferimento e che quasi certamente porteranno a una penalizzazione in classifica.

Messina, la lettera di Sciotto

“Scrivo questa lettera – esordisce Sciotto – perché troppo spesso il nome mio e della mia famiglia è stato calpestato e umiliato. Tutto quello che ho fatto non è stato un gioco, è stata la continua, frenetica e spesso difficilissima ricerca di soluzioni per poter ottenere fra mille difficoltà i migliori risultati, per cercare di colmare lacune, nell’indifferenza assoluta di chi avrebbe potuto e dovuto aiutarmi. Dopo oltre un anno di insulti feroci, contestazioni ed ostruzionismo, la pressione e l’aggressione contro di me è diventata insostenibile, con l’unico obiettivo di costringermi a lasciare la società e vendere, comunque, a chiunque”.

Sciotto ha dunque fatto capire che la via della cessione del Messina era l’unica che potesse percorrere. Una scelta dolorosa ma inevitabile: “Il 2 gennaio, pertanto, ho concluso l’unica trattativa esistente ed ho ceduto la proprietà dell’ACR Messina calcio. Ho vissuto con atroce dolore questa terribile esperienza, come una “violenza” di una parte della città ai miei danni. Da due mesi non sono più il proprietario della società che, però, ha operato e continua ad operare grazie alla mia fideiussione di 350.000 euro che rimarrà attiva sino alla fine della stagione calcistica. Ora, nessuno ha titolo per chiedermi un ultimo atto di generosità”.

Nessuna fuga

Sciotto fa capire che il Messina non ha mai smesso di essere in vendita. In ogni caso, l’ex presidente non impugnerà la clausola per rescindere l’accordo con AAD Invest Group: “Per il mio grande Amore verso il Messina, lo farei pure ma sopraggiunti gravi motivi personali mi impediscono anche soltanto di poter valutare la possibilità di esercitare la clausola rescissoria che, comunque, non produrrebbe effetti risolutori in tempi rapidi perché necessiterebbe di una causa di lunga durata (sul punto, ho acquisito plurimi e concordi prestigiosi pareri legali). Chi vorrà, potrà trattare direttamente con chi detiene la proprietà della società per acquisirne la maggioranza oppure per aiutarla concretamente. Con i fatti, non con le chiacchiere o con inconcludenti ed ipocriti appelli, pieni del nulla e miranti esclusivamente a destabilizzare ulteriormente la città e la squadra, per biechi interessi di parte. Si facciano avanti tutti coloro che in questi mesi hanno criticato l’operato della società Sciotto, senza mai alzare un dito, ed anzi impiegando ogni risorsa per ostacolare e distruggere il Messina calcio”.

“Infine, un’ultima precisazione – conclude Sciotto – . Io non sono scappato. Io non ho decretato la fine del calcio professionistico a Messina non iscrivendo per capriccio la squadra al campionato. Sono stato costretto ad andare via, contro la mia volontà. Negare questa verità, è l’ultimo atto di disonestà nei miei confronti. Pur nel dolore e nell’amarezza, sono sereno. Perché per otto anni ho dato tutto quello che potevo al mio amato Acr Messina. Ora non posso più fare nulla. Mi spiace. Sempre e solo forza Messina”.

Redazione Sporticily
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